Dalla Puglia alla Sicilia, decollando dal Gino Lisa

Dall’aeroporto di Foggia si vira dritto sulla Sicilia. Chi vuoi andare a Palermo o Catania dalla Puglia adesso deve decollare dal “Gino Lisa”, lo scalo un tempo fantasma ma che ora sta ampiamente riscattandosi da un lungo oblio. Foggia non è mai stata così vicina all’isola che per tradizione, storia, cultura riscuote sempre molto fascino tra i turisti che si muovono da queste latitudini. Eppure paradossalmente non è per turismo che è nato il collegamento. Diciamo che il “Lisa” è diventato l’hub verso gli aeroporti siculi quasi per caso, anche se l’esclusività del collegamento dalla Puglia è andato via via strutturandosi grazie ai dati assolutarnente incoraggianti registrati sin calle prime battute. Diciamo pure che l’idea di fare dello scalo foggiano la base di partenza privilegiata verso l’antica Trinacria è nato quasi per  caso, sulla spinta di una scommessa. Quando nell’ottobre 2008 sono ripartiti i voli di linea dal capoluogo dauno, in pochi avrebbero scommesso un soldo bucato sul Foggia-Palermo (passato da tre a cinque collegamenti settimanali) sarebbe diventato ben presto il collegamento più gettonato cialta clientela pugliese. Sulla rotta del “Falcone-Borsellino” sono saliti e salgono i passeggeri dall’identikit più vario: turisti, uomini d’affari, imprenditori, studenti, parenti e quant’altro. L’assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, ricorda a mo’ di esempio del successo di quest’operazione, il fatto di essersi imbattuto per ben due volte a Foggia in due comitive di cittadini baresi e dell’hinterland che, biglietto alla mano, si accingevano a salire sul Foggia-Palermo. “Abbiamo portato i baresi a volare a Foggia, un tempo tutto questo sarebbe stato impensabile”, gongola l’assessore.

Adesso che sta per partire anche il Foggia-Catania il concetto si rafforza. Sulla scorta dei brillanti risultati del collegamento con Palermo (70% di riempimento medio degli aerei), Aeroporti di Puglia decide di calamitare ancora sul Gino lisa l’attenzione di un’utenza che grazie al Palermo ha dimostrato di gradire i voli con la Sicilia. Il ragionamento è chiaro: se attrae Palermo, perché non puntare sul Catania? Aeroporti di Puglia vara così l’operazione “Sicilia 2″ sempre partendo da Foggia e sempre tenendo fede a quella logica imprenditoriale che finalmente comincia a dare i suoi frutti anche in Puglia: creare collegamenti doppione negli altri scali non serve se si vuole promuovere il sistema aeroportuale nel suo complesso. “È in questa logica – dice Domenico Di Paola, amministratore di Aeroporti di Puglia – che abbiamo impostato la nostra visione di sistema: Bari è il nostro scalo internazionale, Brindisi serve un bacino d’utenza che è quello di tutto il Salento, Foggia assolve alla sua funzione di aeroporto di collegamento con le città d’interesse business, culturale e turistieo“.

Il volo con Catania è dunque un riconoscimento del ruolo fin qui svolto dallo scalo dauno, la legittimazione di un’esperienza premiata dai pugliesi ed a quanti riconoscono nello scalo della Daunia un hub di riferimento anche per quelle aree del Molise e dell’lrpinia oggi servite da un scalo aeroportuale a un’ora di macchina. I risultati di traffico del 2009 aprono prospettive di crescita interessanti anche nell’anno in corso che vedrà alla luce tra quindici giorni (1 marzo) tre nuovi collegamenti di linea. I 70mila passeggeri trasportati lo scorso anno sono un risultato inattesa e considerato di prospettiva, se teniamo conto che il dato va spalmato su appena tre voli di linea (Milano Malpensa, Palermo e Torino, tutti con un load factor dal 65 al 70% nel giorno medio) e che l’aereo impiegato ha appena 50 posti. Le aspettative delle amministrazioni locali daune, ma anche quelle di Aeroporti di Puglia, sono adesso quelle di veder crescere questi risultati se si riuscirà ad investire su un programma di prospettiva. I tre nuovi voli per Bologna, Trieste e appunto Catania vanno in questa direzione, entrano nel solco della continuità, stimolano la domanda crescere ed a sviluppare il sistema dei collegamenti aerei come mai prima d’ora.

Certo, il grande assente In tutto questo è ancora il turismo. Con una pista corta (1580 metri) il “Lisa” non può ospitare aerei dai 120 passeggeri in su, quanti ne richiedono i tour operator per confezionare pacchetti volo-soggiorno competitivi e concorrenziali rispetto alle migliaia di altre mete proposte. La Provincia di Foggia ha commissionato uno studio sul ruolo dell’aeroporto dauno in cui si sottolinea proprio l’esigenza di cambiare rotta sul fronte dei trasporti per far rendere al meglio quel teso letto di Capitanata a cui oggi si attinge nemmeno per il cinquanta per cento delle sue potenzialità. “L a Capitanata è il luogo più ricercato dai turisti in Puglia -sottolinea l’assessore al Turismo, Nicola Vascello – il 40% delle presenze si registra sul Gargano nei mesi estivi. E c’è poi il filone del turismo religioso legato a San Pio tutto ancora da valorizzare.

Lo studio che abbiamo commissionato – aggiunge Vascello – dimostra in maniera inequivocabile che se ci fosse un aeroporto in grado di ospitare aerei da oltre cento posti, molti più turisti farebbero tappa in Capitanata e avremmo anche la possibilità di destagionalizzare la vacanza, ciò che ora è impossibile fare“.

MASSIMO LEVANTACI de La Gazzetta del Mezzogiorno -13 febbraio 2010.

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