Regione nasconde Aeroporti Puglia. Il gestore mai citato nella lettera all’Ue. Schittulli: «È ora che Emiliano intervenga»

| 9 novembre 2015

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La lettera a Bruxelles è stata spedita, la Regione – come annunciato qualche giorno fadalla Gazzetta – ha replicato punto per punto ai rilievi posti dall’Unione europea in merito all’allungamento della pista del Gino Lisa. Ma non ha citato una sola volta in quel testo l’organo tecnico di Aeroporti di Puglia, forse il solo che agli occhi dell’Unione europea potrebbe accreditare il progetto senza farlo passare per una mera sponsorizzazione d’ufficio quale potrebbe essere la presa di posizione dell’ente regionale in favore di una sua provincia. Un errore «grave» a parere di molti osservatori, un errore forse rimediabile se – come annunciato più volte – i rappresentanti della Regione vorranno cercare un contatto diretto con i membri della Commissione recandosi a Bruxelles per perorare la causa del finanziamento di 14 milioni di euro che rischia di andare perduto. Il ruolo che Aeroporti di Puglia potrebbe svolgere – e che non si capisce perché venga tenuto in subordine dall’assessorato ai Trasporti – viene sottolineato anche dall’ex candidato alla presidenza regionale Francesco Schittulli che, in una nota, ritiene «indispensabile che il presidente Emiliano intervenga, visto che la Regione Puglia detiene la partecipazione azionaria di maggioranza di AdP Spa, per dissipare in via definitiva l’ostacolo principale che si frappone ad una conclusione positiva della procedura: la partecipazione di Aeroporti di Puglia, in quanto soggetto beneficiario, al cofinanziamento dell’investimento nella misura del 25% delle risorse finanziabili, così come previsto dagli “Orientamenti sugli aiuti di stato agli aeroportie alle compagne aeree (2014/C99/03)”».

 «Al di là di ogni osservazione – sostiene Schittulli – si tratta di una infrastruttura infungibile per la crescita e lo sviluppo di un territorio, come quello foggiano, sensibilmente tuttora penalizzato».

 Il leader del movimento Schittulli chiede «un cambio di passo ed una inversione di tendenza sugli indirizzi di Regione Puglia verso Aeroporti di Puglia in merito alle precedenti comunicazioni». «Inoltre – conclude Schittulli – il completamento e relativo innalzamento della qualità tecnologica per il più rilevante e miglior utilizzo dello scalo con vettori aerei di maggiore capienza e maggiore propensione ai voli soprattutto charter e low-cost, oltre che di linea e merci, renderebbe maggiormente competitiva l’offerta turistica, migliorando i costi e le tempistiche di trasporto, e l’attrattività e i collegamenti del territorio servito dallo scalo, oltre all’intera Capitanata, come per esempio la zona industriale del basso melfese e quella del vicino Molise».

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 9.11.2015

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie