Aeroporto, pronta la lettera per l’Ue. La Regione insiste sui grandi numeri del turismo per giustificare l’allungamento pista

| 6 novembre 2015

Ci siamo. La «lettera per Bruxelles» è pronta, annuncia l’assessore Raffaele Piemontese dalla mostra sul centenario del Gino Lisa. Circola già da giorni una bozza, «inviata agli enti locali e alla Camera di commercio perchè prendano nota di quel che stiamo facendo e facciano a loro volta i loro suggerimenti», annuncia. I suggerimenti pare siano arrivati, la Regione sta coordinando la risposta da fornire alla Direzione generale Concorrenza corredandola di numeri e di obiezioni in ordine alle contestazioni già presentate dalla Commissione europea. La bozza è stata inviata agli enti, ma di indiscrezioni ne trapelano poche.

Come intende la Regione smontare il convincimento dell’Ue che ritiene «non sostenibile» l’allungamento della pista? E come farà a rispondere alla domanda sicuramente più in-sidiosa, il 25 per cento di capitale privato da affiancare al finanziamento pubblico pena la perdita dell’intero contributo? Pare che la Regione non risponderà nemmeno questa volta a queste domande, o forse lo farà solo in parte (i numeri delle presenze turistiche sul Gargano sono già a disposizione e il flusso di vacanzieri è un argomento a sostegno dei flussi di traffico).

È probabile che via Capruzzi chiederà una proroga che la Commissione, a giudicare dalla perentorietà dell’ultima lettera, potrebbe non concedere. In ogni caso la Regione sembra non aver chiarito al suo interno il ruolo che può svolgere in questa partita Aeroporti di Puglia. Non individuando una soluzione per la quota del 25%, infatti, si tiene volutamente in disparte l’organo tecnico che invece, agli occhi di Bruxelles, è il più titolato a fornire una risposta sulle potenzialità dello scalo con la pista a 2mila metri. Oltretutto non potendo la Regione finanziare il 25% e non avendo a disposizione un pool di privati in grado di erogare il cofinanziamento, l’unico soggetto plausibile per una simile operazione sarebbe Aeroporti di Puglia.

Ma se la regione tiene fuori il gestore degli scali pugliesi dalla lettera a Bruxelles, difficilmente la Commissione risponderà anche in ordine alla richiesta di una proroga. L’assessore Piemontese l’altra sera ha fatto un ragionamento appassionato. Ha insistitito molto sul fatto che «i 14 milioni di fondi pubblici per la pista sono e restano dell’aeroporto Gino Lisa». «Con quella somma – ha aggiunto – intendiamo valorizzare un bene che rappresenta un asset importante per il territorio e per la Regione. È interesse della Puglia potenziare questa infrastruttura – ha concluso l’assessore regionale – e noi faremo di tutto perchè ciò avvenga».

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 6.11.2015

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo