Gino Lisa, un caso geopolitico

| 31 ottobre 2015

La risposta dell’UE e la corsa contra il tempo della Regione per riparare i guasti di dieci anni di 10 anni di ostilità nei confronti dell’aeroporto di Foggia, sono le facce della stessa medaglia chiamata “Gino Lisa”. Uno scalo che, al netto di tutte le considerazioni, invece di essere una opportunità di sviluppo per la Puglia è stato trasformato in una minaccia per i disegni geopolitici utili all’isolamento della Capitanata.

È il caso di dire che, se non ci sarà un miracolo, ci sono riusciti. Lo si capisce dalle risposte – a volte senza senso – dell’Unione Europea quando chiama ad esempio in causa il calo demografico della Capitanata oppure la caduta verticale dei passeggeri. Ora, vista che Foggia punta ad avere uno scalo soprattutto a sostegno del turismo, non si capisce il collegamento con i numero demografici.

Segno evidente che a Bruxelles sono state inviati elementi se non altro pasticciati. Anche il calo di passeggeri: ma se non ci sono voli e soprattutto se nessuno si preoccupa di attivarli, come é possibile avere un dato positivo anche in quel segmento? Adesso la Regione guidata da Emiliano intende recuperare il tempo perduto con una nuova strategia.
Si farà in tempo? Non so so, ma occorre provarci. Su un dato non ci sono dubbi: mentre altrove si spendevano centinaia di milioni di euro senza parere della UE, alla Capitanata sono stati fatti perdere altri 10 anni. Complimenti agli incantatori.

Articolo di Filippo Santigliano pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 31.10.2015

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo