Quante inesattezze nella lettera della Commissione Europea che sta valutando il progetto per il Gino Lisa!

| 2 novembre 2015

Nei giorni scorsi è stata resa pubblica la lettera integrale contenente le «osservazioni» dell’UE sul Gino Lisa, in merito al progetto di allungamento della pista del Gino Lisa e alle pertinenti disposizioni degli orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree.

Mondo Gino Lisa, associazione apolitica ed apartitica, indipendente ed autofinanziata, che da ormai otto anni segue e promove lo sviluppo e la crescita dell’aeroporto di Foggia, e tra i fondatari del Comitato Vola Gino Lisa, di cui ne è parte integrante, curandone principalmente la parte tecnica, desidera intervenire per sottolineare che in tale comunicazione esistono diverse imprecisioni in più di un ambito. Purtroppo, esse contribuiscono ad aumentare ancora una volta il danno – già palese – per lo scalo foggiano, veicolando delle informazioni e producendo degli orientamenti non propriamente conformi alla realtà dei fatti e che potrebbero distorcere o influenzare erroneamente il risultato finale del procedimento attualmente in corso.

Soffermandosi sull’aspetto puramente tecnico di tale comunicazione, tralasciando ad altri soggetti le proprie osservazioni sul resto del documento, sovviene agli occhi particolarmente il seguente paragrafo:

letteraCommEur

(clicca per ingrandire)

ovvero, si dichiara in maniera esplicita che l’intervento in oggetto (ovvero l’allungamento dell’attuale pista di volo 15-33 dello scalo di Viale degli Aviatori a 1800 metri per il decollo (TORA) e fino a 2000 metri fisici di asfalto disponibile per l’atterraggio (LDA)) non sarebbe sufficiente a permettere l’esercizio degli aeromobili Boeing 737 e Airbus A319, generalmente diffusi tra le compagnie low-cost e dai tour operator di catene charter. Tutto questo senza citare alcuno stralcio tecnico che dimostri tali affermazioni, rimandando alle “autorità italiane” la responsabilità di questa valutazione.

È noto, però, che le autorità italiane non sono mai state clementi nei confronti dell’aeroporto di Capitanata. Esse infatti si sono sempre trovate protagoniste di una serie di azioni che hanno prodottol’effetto di limitare o annullare le condizioni di base per cui lo scalo possa essere ad oggi su mercato, ovvero di consentire l’operatività di quei modelli di aeromobili cui si fa riferimento.

In allegato al presente comunicato stampa, provvediamo ad inoltrare un nostro documento tecnico che dimostra l’inconsistenza di queste affermazioni. Sintenticamente portiamo all’attenzione due esempi su tutti: gli aeroporti di Firenze e di Lampedusa.

Firenze dispone di una pista lunga soli 1.674 m TORA (per i decolli) e 1.455 m LDA (per gli atterraggi). Inoltre, lo stesso scalo è noto per avere grosse limitazioni di allungamento della striscia di asfalto a causa dell’elevata urbanizzazione delle aree confinanti il sedime aeroportule (facciamo presente che, invece, il Gino Lisa si è dotato di piano di rischio per la situazione odierna e futura…). Nonostante questo, operano giornalmente diverse compagnie aeree sia low-cost che di linea. Tra le prime, si trova in top-list la compagnia spagnola Vueling (concorrente diretta di Ryanair ed easyJet) che dispone esclusivamente di Airbus A319 (nr. 5 aeromobili in configurazione da 144 posti), Airbus A320 (nr. 91 aeromobili in configurazione da 180 posti) nonchè Airbus A321 (nr. 5 aeromobili). Quindi, se Vueling opera tranquillamente con i suoi A319 in 1455 metri, come potrebbe non farlo in 1800? La figura rende visivamente bene l’idea di come aeromobili da 150 posti circa operino tranquillamente nella città di Dante.

L’aeroporto di Lampedusa, invece, rappresenta tecnicamente lo scalo di riferimento più adatto per il Gino Lisa una volta allungata la sua pista. L’isola infatti dispone di uno scalo con un pista di esattamente 1800 metri, sia per il decollo che per l’atterraggio. Inoltre, altri dettagli tecnici sono similari (PCN, resa, mancanza di ILS, strip di sicurezza, design aeroportuale molto “povero”, ecc… di cui rimandiamo all’allegato per maggiori approfondimenti) nonchè le condizioni geografiche e climatiche (altitudine, temperatura, venti, ostacoli presenti, ecc…). In tale aeroporto, ancora una volta, operano proprio quegli aeromobili “incriminati”. Una banale lettura dei dati di richiesta degli slot per tale aeroporto evidenziano come operano ed operavano da Lampedusa Airbus 320 da 180 pax di Wind Jet, Boeing 737-300 da 148 pax di Blue-Express, nonchè persino Airbus 321 da 187 pax di Alitalia. Inoltre, il sito internet dello scalo, riporta ad oggi operanti compagnie low-cost come Volotea, Neos e Vueling, oltre che ovviamente altre compagnie di linea. Anche in questo secondo caso riportiamo un’immagine di un Airbus 320 di Alitalia in decollo dallo scalo isolano.

Ci domandiamo, infine, come sia possibile ritrovare tanta inesattezza anche a livello europeo, dove ci auguravamo una maggiore attenzione e precisione da una commissione nata apposta per lavorare in ambiti procedurali come questo. Ci domandiamo il motivo di tutta questa lunga serie di situazioni che vanno ad incidere gratuitamente nelle sorti di un aeroporto che vuole crescere; non per la volontà singola di qualche politico di turno, ma perchè è la gente che lo sta chiedendo al punto di rischiare di “perdere la voce”!

Ci auguriamo che i diretti responsabili possano rivedere quanto scritto e riparare alle gravi inesattezze che, purtroppo, potrebbero provocare l’effetto di far naufragare ingiustamente un progetto tecnicamente valido e autosostenibile.

30.10.2015

Mondo Gino Lisa
www.ginolisa.it

Vola Gino Lisa
www.volaginolisa.it

 

Scarica qui l’allegato a questo comunicato stampa

 

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Categorie: Comunicati Stampa, Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Novità, Pista, Progetti di allungamento della Pista del Gino Lisa, Sviluppo