Che cosa dice Bruxelles sul Gino Lisa

| 28 ottobre 2015

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«Spiacente di dover comunicare che, in esito all’analisi preliminare, gli elementi presentati non sono stati ritenuti sufficienti per rispondere alle domande formulate dai nostri servizi. Trasmettiamo in allegato le nostre osservazioni sul progetto di notifica in questione, alla luce delle pertinenti disposizioni degli orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aereel (in appresso gli “orientamenti”), e il dettaglio delle informazioni mancanti. In assenza di tali informazioni, la Commissione non è in grado di prendere posizione rispetto alla misura proposta. Di conseguenza, il periodo di due mesi entro il quale la Commissione è tenuta a prendere una decisione decorrerà unicamente dalla ricezione delle informazioni supplementari, che devono pervenire alla Commissione entro 20 giorni lavorativi dalla data della presente lettera. Se le autorità italiane non saranno in grado di comunicare tutte le risposte richieste entro il termine stabilito, i servizi della Commissione considereranno ritirata la notifica in applicazione dell’articolo 5, paragrafo 3)2 , del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE3 . Nella risposta si prega di comunicare alla Commissione l’eventuale carattere riservato delle informazioni trasmesse. In caso contrario, i servizi della Commissione riterranno che nessuna delle informazioni fornite nella risposta contenga segreti aziendali o professionali». Firmato Henrik Mork, capo unità della Commissione Dg dell’Unione europea.

Negli allegati successivi viene rilevato che «non è stato dimostrato in modo sufficientemente convincente che esiste una domanda attesa delle compagnie aeree, dei passeggeri e degli spedizionieri nel bacino di utenza dell’aeroporto. Conformemente al punto 85 degli orientamenti, un progetto che non soddisfa tale criterio non può essere considerato utile ai fmi di un obiettivo di interesse comune. A sostegno di tale conclusione sono stati riscontrati diversi elementi. Stando alla notifica, l’obiettivo principale del progetto di allungamento della pista di volo per consentire l’operatività degli aeromobili di classe “C”, quali i Boeing 737 e gli Airbus 319. Tale intervento però, come d’altra parte riconoscono le stesse autorità italiane, non consentirebbe l’operatività degli aeromobili tipicamente utilizzati dai vettori low cost e dai tour operator per catene charter».

«Nella loro ultima risposta datata 10 agosto 2015, le autorità italiane prospettano l’eventualità di un aumento dei volumi di traffico su questo aeroporto attraverso l’introduzione di un regime di aiuti all’avviamento e l’imposizione di obblighi di servizio pubblico sulle rotte in partenza da Foggia. I nostri servizi dubitano che tale prospettiva possa ritenersi dettata da una reale domanda del mercato. Ad oggi la Commissione non è stata informata dell’esistenza di un estitore disposto a finanziare almeno il 25% dei costi ammissibili del progetto, conformemente al punto 101 degli orientamenti. Oltre a dimostrare lo scarso interesse del mercato per il progetto, ciò mette in luce il rischio potenziale che l’infrastruttura in questione non venga pienamente utilizzata».

In tale contesto si invitano le autorità italiane a: 1) fornire le ragioni che possano spiegare i bassissimi volumi di traffico attuali nell’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia, tanto più che oggi esistono aeromobili di dimensioni adeguate all’infrastruttura esistente e a un traffico limitato (la Regione ha superficialmente ignorato questo punto, tralasciando il dato che il gestore Aeroporti di Puglia non abbia provato a individuare compagnie in grado di verificare le condizioni di mercato esistenti in Capitanata: ndr). Si invitano le autorità italiane a precisare a quale livello — dal lato dell’offerta o della domanda — il problema sarebbe stato identificato; fornire informazioni sui volumi di traffico alternativo (intermodale). Per dimostrare resistenza di una vera do-manda, le autorità locali potrebbero esaminare i flussi di traffico in par-tenza/arrivo nel bacino di Foggia gestiti attraverso altre modalità di trasporto. A tal fine le autorità italiane potrebbero ad esempio compilare un elenco dei collegamenti interurbani serviti dai treni e dagli autobus (incluso il numero di corse, la loro origine e destinazione, nonché il tasso di riempimento), tenendo conto del traffico automobilistico proveniente dalle regioni in cui si trovano gli aeroporti e le altre infrastrutture di trasporto da collegare a Foggia; 3) onde includere eventuali nuovi flussi di traffico nelle previsioni del piano aziendale, includere la domanda di da parte dei tour, delle compagnie aeree o di altri operatori».

Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 28.10.2015

Scarica qui la lettera inviata dall’Unione Europea
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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Novità, Sviluppo

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