Gino Lisa, ora serve gioco di squadra. Piemontese: «I dati del turismo danno ragione alla nostra proposta»

| 28 ottobre 2015

Gino Lisa

E adesso quali strategie metterà in campo la Regione per far cambiare idea all’Unione europea? All’indomani del vertice con gli enti locali foggiani, via Capruzzi sembra ormai perfettamente consapevole che la partita da giocare è entrata nella fase decisiva e che un’eventuale sconfitta farebbe ricadere sulle responsabilità regionali tutto il peso del fallimento. Paradossalmente l’onta dell’insuccesso finirebbe per marchiare la giunta Emiliano, a cui invece si deve un’accelerazione nel dialogo con l’Unione europea come mai prima d’ora. Ma di acqua sotto i ponti ne è passata, Bruxelles dà tempo altri due mesi alle “autorità italiane” per individuare una soluzione per la pista. Tra tutte le osservazioni elencate in quel documento, gira e rigira, tutto ruota intorno al cofmanziamento del 25 per cento senza del quale l’Ue non potrà autorizzare il finanziamento pubblico. Se non si trova la quadra su questo punto la Commis-sione, fra due mesi, considererà nulla la notifica.

Perderemo così 14 milioni di euro? «In questo momento dobbiamo fare gioco di squadra – risponde alla Gazzetta l’assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese – per questo abbiamo reso pubblica la lettera della Commissione: chiediamo a chi abbia competenze in materia di contribuire al confronto. Noi la risposta la invieremo entro il 6 novembre. Però potrebbe non bastare, per questo ci siamo imposti di andare noi stessi a Bruxelles, a spiegare ai funzionari della Commissione in quale dilemma ci siamo cacciati. La questione del 25% – spiega l’assessore al Bilancio – non è di facile soluzione: come facciamo a spiegare all’Ue che Aeroporti di Puglia non è una società pubblica, qualora sia questa a dover tirare fuori i fondi (circa 2 milioni di euro: ndr) per la pista? Al tempo stesso non possiamo chiedere all’imprenditoria privata di intervenire economicamente, se non potremo offrire ai finanziatori un ruolo nella società di gestione».

E allora, chi paga? Proviamo a lanciare due proposte, la prima: proporre agli imprenditori intenzionati a cofmanziare la pista di entrare nel capitale di Aeroporti di Puglia, ricapitalizzando la società. La seconda: Bruxelles ha bisogno di pezze d’appoggio per giustificare il via libera, sarebbe utile preoccuparsi di presentarsi all’incontro con un “patto d’intenti” già firmato dagli imprenditori che ci vorranno stare. Piemontese ha anche un’altra carta da giocare. «Nella lettera vengono segnalati una serie di rilievi anche su quanti potenziali passeggeri potrebbero arrivare, tenuto conto del calo demografico. Noi proveremo a confutare questi dati con i numeri di Pugliapromozione sul turismo, con le presenze record di quest’anno sul Gargano per dimostrare qual è il volume potenziale di passeggeri di cui stiamo parlando al di là dei rilievi statistici. Il nostro obiettivo – conclude l’assessore al Bilancio – è poter dimostrare che stiamo parlando di una provincia-regione che sul piano turistico fa già numeri enormi e che l’aeroporto ci consentirebbe di decongestionare le altre vie di trasporto».

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 28.10.2015

Scarica qui la lettera inviata dall’Unione Europea
Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , , , , ,

Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo