Gino Lisa, scocca l’ora della verità. L’UE: «Sulla pista serve il cofinanziamento». La Regione: incontriamoci a Bruxelles

| 27 ottobre 2015
Veduta del terminal del Gino Lisa - lato parcheggio nord aeromobili

Veduta del terminal del Gino Lisa – lato parcheggio nord aeromobili

Le «osservazioni» dell’UE sul Gino Lisa sono ancora «tante», l’investimento di allungamento della pista a 2mila metri non è ancora compatibile con le norme che regolano gli aiuti di Stato in Europa. La Regione e gli enti locali chiamati ieri al secondo tavolo tecnico sullo scalo dopo quello del 7 agosto prendono ora «qualche giorno» per concordare le risposte da fornire alla Commissione. Ma questo botta e risposta a distanza che si perpetua dal lontano 2013 rischia di andare avanti ad oltranza, per cui la Regione è intenzionata a chiedere un confronto diretto con i funzionari di Bruxelles per mettere a fuoco tutte quelle contorsioni normative che oggi impediscono all’Ue di finanziare i lavori per l’allungamento della pista e, probabilmente, alla Regione di entrare nel merito dei punti sollevati. Come lo scoglio sul famigerato 25 per cento di finanziamento che – al di là di chi dovrà tirarlo fuori – non trova giustificativi in alcuna delle ipotesi a tappeto.

Riunione perciò interlocutoria, quella andata in scena a Bari tra gli assessori regionali Giovanni Giannini (Trasporti), Raffaele Piemontese (Bilancio), Leo di Gioia (Agricoltura) che hanno incontrato il sindaco Franco Landella, il presidente della Camera di commercio Fabio Porreca e il vicepresidente della Provincia Rosario Cusmai.

Di positivo c’è che il vento in via Capruzzi sta cambiando, se nel giro di due mesi e mezzo la Regione convoca in vertice sul Gino Lisa sia pure pressata dalle lettere sempre più calzanti della Commissione. Passi avanti però non se ne vendono perchè l’Ue continua a battere come un martello sul rispetto della normativa sugli aiuti di Stato, ma la Regione non riesce a fornire risposte esaustive.

Dicevamo del cofinanziamento del 25 per cento per sottolineare come anche l’ipotesi che sia Aeroporti di Puglia a tirare fuori la somma (tesi sostenuta dal comitato Vola Gino Lisa), non viene esclusa dalla Regione ma solo perchè non c’è alternativa. Infatti nell’eventualità in cui si sostenga la tesi del privato pronto a investire sull’aeroporto, non si capisce a che titolo potrebbe farlo. Aeroporti di Puglia sarebbe disposta a cedere margini di operatività all’interno del Gino Lisa? E se così non fosse quale imprenditore potrebbe mettere mano al portafogli?

La Commissione invita la Regione anche a battere nuove strade, come ad esempio il riconoscimento per il Gino Lisa del «Sieg», il servizio di interesse economico regionale, trattandosi di un aeroporto destinato ad operare in un’area disagiata fra due regione come il Gargano e i Monti Dauni che per ragioni orografiche sono difficili da raggiungere. Una strada che allontanerebbe il Gino Lisa dalla palude degli aiuti di Stato di marca europea e lo metterebbe al riparo dal cofinanziamento privato, a quel punto inutile, perchè sarebbe il ministero a decidere con fondi interamente statali. Ma questa procedura sarebbe un’arma a doppio taglio, farebbe ricadere lo scalo foggiano nel limbo dei passi perduti perchè si tratta di una valutazione molto lunga, dall’esito incerto e comunque assai complessa.

C’è chi vede in questo invito dell’Ue la volontà di tirarsi fuori dal groviglio, evidentemente la «telenovela Gino Lisa» ha stancato anche gli integerrimi burocrati di Bruxelles. E comunque sembra ormai confermato, alla luce di tali risconti, come la storia del Gino Lisa si sia arenata durante la giunta Vendola perchè bastava adottare lo studio Bocconi/Camera di commercio del maggio 2014 per aprire un confronto con l’Ue sin da allora e sicuramente guadagnare tempo. Oggi il tavolo regione-enti locali vuole muoversi in controtendenza, partendo da una base di oggettivo ostruzionismo del governo regionale precedente. Ma questa è l’aria in cu si gioca la sopravvivenza del Gino Lisa e Bruxelles lo ha rifiutato da un pezzo.

L’appalto. Cofinanziamento, due le ipotesi

La gara d’appalto per l’allungaemnto della pista del Gino Lisa è stata assegnata nel giugno 2014 e qualche mese fa prorogata da Aeroporti di Puglia all’impresa Massimo Pinto di Lucera. Se arrivasse l’ok al finanziamento dall’Ue, Adp potrebbe procedere con gli espropri lungo il sedime aeroportuale (6 milgioni di euro) e con il progetto esecutivo. Gara assegnata con un importo a lordo a base d’asta di 8 milioni di euro che si riduce a circa 4 milioni di euro in virtù del ribasso del 53%. Due le ipotesi di calcolo del 25% di confinanziamento privato dopo l’eventuale via libera dell’Ue: sul totale di quota lavori per la pista più espropri, ovvero 10 milioni di euro (quota finanziata pari a 2,1 milioni) oppure sull’intera somma del finanziameto, 14 milioni (4,6 milioni).

Articoli di Massimo Levantaci pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno del 27.10.2015

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo

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