Vola Gino Lisa intervista la sua Presidente sulla situazione attuale del Gino Lisa

| 21 maggio 2015

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Otto domande proposte dal Vice Presidente alla Presidente del Comitato Vola Gino Lisa, sufficienti per un’analisi completa e dettagliata sull’attuale situazione di stallo  e sul futuro immediato dell’aeroporto di Gino Lisa di Foggia. Marialuisa d’Ippolito risponde a Maurizio Antonio Gargiulo in questa auto intervista.

Buon giorno Presidente, da dove vogliamo partire? Abbiamo tutti festeggiato la notizia del rilascio del parere della V.i.a. da parte della Commissione ministeriale. Ma da quel giorno non c’è stato più alcun aggiornamento in merito. Cosa manca ancora perché diventi formalmente esecutivo il parere?
Mentre l’ing. Calzolari, Presidente della Commissione VIA, si è premurato di avvertire, in via informale, il Sindaco Landella dell’esito positivo della valutazione quasi in tempo reale (era venerdì 24 aprile u.s.), a tutt’oggi, dal sito ministeriale dedicato, risulta che il provvedimento formale è in corso di stesura. Solo quando sarà pubblicato, come dovuto dalle norme sulla trasparenza, potremo conoscerne i contenuti. Dopodiché c’è ancora un ulteriore step formale: la firma dei Ministri competenti.

E poi possono partire i lavori di adeguamento della pista?
E no! C’è ancora l’altro problema: la Commissione Europea che deve esprimersi sui finanziamenti per l’adeguamento della pista del Gino Lisa. La Commissione, chiamata in causa con molto zelo dalla Regione Puglia nel 2013, deve decidere se, proprio quei 14 milioni, fra i tanti destinati al miglioramento infrastrutturale dei grandi scali gestiti da Aeroporti di Puglia, rappresentino un aiuto di stato. Senza questo parere, inserito opportunamente come elemento vincolante nel bando di gara, AdP non può procedere all’aggiudicazione definitiva della gara di appalto. Forse un’accelerazione a chiudere, se la Regione Puglia è disponibile, potrebbe essere il documento sottoscritto il 7 maggio scorso dalla Conferenza Stato – Regioni con il quale, nel condividere gli orientamenti dell’Unione Europea, si ribadisce «l’opportunità di sostenere che il finanziamento pubblico dei piccoli e micro aeroporti, aventi traffico medio annuo inferiore a 200 mila passeggeri, non configuri aiuto di Stato in quanto incapace di incidere sulla concorrenza tra Stati membri, per le ragioni già evidenziate nella posizione delle Regioni e Province Autonome del 17 ottobre 2013 sulla revisione degli orientamenti in materia di aiuti di stato agli aeroporti e alle compagnie aeree». Comunque, dal momento che l’ultima nota integrativa trasmessa dalla Regione Puglia alla Commissione richiedente è dei primi di aprile, anche in considerazione delle interrogazioni, è possibile che questo parere, mutuando il gergo aereonautico, sia in corto finale.

Il Piano Lupi, che ci ha esclusi dagli scali di interesse nazionali, è rimasto una bozza o è già esecutivo?
Secondo i programmi e le dichiarazioni dell’allora Ministro Lupi dopo il placet a febbraio della Conferenza Stato – Regioni, la bozza del piano, acquisito il parere delle Commissioni Parlamentari e del Consiglio dei Ministri, sarebbe diventato molto rapidamente un Decreto del Presidente della Repubblica. Se non che, notizie stampa, informano che alcuni – aeroporti tutt’ora non garantirebbero i requisiti gestionali e di stabilità economico – finanziaria richiesti dalle linee guida per la loro classificazione nel piano e questo, in uno con l’avvicendamento al vertice del Ministero, potrebbe essere motivo per il ritardo nella ratifica del provvedimento.

Sì è parlato in diversi contesti istituzionali della necessità di un piano industriale per l’inserimento dell’aeroporto di Foggia tra quelli di interesse nazionale, in virtù di quel comma voluto fortemente dalla Regione Puglia e fatto inserire per offrire una possibilità di reinserimento a quegli scali esclusi chiaramente con un termine massimo di un anno. Ci sono notizie in merito? Aeroporti di Puglia si sta organizzando per quanto noto a voi o diffuso dalla stampa?
Il tempo necessario per l’approvazione del Piano Lupi poteva essere utile (forse potrebbe essere ancora utile!), per assolvere gli adempimenti necessari e riproporre tempestivamente il Gino Lisa quale “Aeroporto di interesse nazionale”. È richiesta l’individuazione di un ruolo, di una specializzazione dello scalo nel sistema aeroportuale e la dimostrazione che lo scalo sia in grado di raggiungere l’equilibrio economico finanziario anche tendenziale e adeguati indici di solvibilità patrimoniale. Purtroppo non ci risulta che dopo il vertice istituzionale di aprile scorso fra il Sindaco Landella in rappresentanza della “cabina di regia” per il Gino Lisa, l’Assessore Giannini e l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, ci sia stato alcun progresso nella realizzazione degli impegni assunti in quella sede.

Le risulta che Aeroporti di Puglia Spa abbia invece già organizzato un piano industriale per l’aeroporto di Grottaglie? In che cosa consisterebbe? Che cosa spinge Aeroporti di Puglia in questa direzione piuttosto che in quella di Capitanata?
Tanto per cominciare la Regione Puglia si è preoccupata di far inserire l’aeroporto di Grottaglie, a differenza del Gino Lisa, fra gli scali di interesse nazionale con una funzione prevalente di polo del traffico aereo-cargo logistica ed industriale. E anche se i Tarantini spingono come noi per l’attivazione di collegamenti destinati al traffico civile, il progetto della Regione Puglia, portato all’attenzione di Bruxelles dal Governatore Vendola (neo Presidente di NEREUS – Rete delle Regioni Europee utilizzando tecnologie spaziali) e dall’Ing Acierno, vede nell’Arlotta un importante centro per lo sviluppo e il test di soluzioni tecnologiche a supporto dell’industria aerospaziale, inclusa la sperimentazione dei sistemi aerei senza pilota (UAS). Di questi giorni le notizie date dall’Ing Acierno, nel duplice ruolo di amministratore unico di Aeroporti di Puglia e presidente del Distretto aerospaziale pugliese, che AdP impegnerà 29 milioni per miglioramenti strutturali dello scalo tarantino, e che il Distretto aerospaziale dal 2007 al 2013 ha raddoppiato il numero degli addetti.

Giungono voci di un piano della mobilità pubblica approvato da parte della attuale Giunta regionale, ultimo significativo atto prima del commiato di saluto fissato per il 31 maggio. In che cosa consisterebbe? Le risultano che sono state depositate delle osservazioni istituzionali di merito?
Si, si tratta della Deliberazione della Giunta Regionale 2 aprile 2015, n. 676. Adozione delle proposte di Piano Attuativo del Piano Regionale dei Trasporti 2015-2019 e di Piano Triennale dei servizi 2015-2017 che, come dichiarato dal Presidente Vendola in conferenza stampa, risponde ad una logica non parcellizzata del sistema di strutture e infrastrutture trasportistiche – «abbiamo provato ad immaginare, sin dall’inizio, una visione unitaria del sistema aeroportuale pugliese, così come del sistema portuale e di quello ferroviario».

È fissata una prossima riunione dei soci di Aeroporti di Puglia a breve. Come Comitato avete il timore che si possano prendere decisioni importanti per il futuro dello scalo? Chi dovrebbe o potrebbe tutelare il territorio in tale riunione?
È più che evidente che tutti ciò che decide Aeroporti di Puglia in termini di programmi ed investimenti, direttamente o indirettamente, riguarda Istituzioni e Cittadini della Capitanata, non fosse per altro per quanto contribuiscono al bilancio della Regione Puglia e per quanto le Istituzioni di riferimento hanno il dovere di essere presenti e attive in decisioni che incidono sullo sviluppo del territorio. Mi rendo conto che la partecipazione azionaria della Capitanata nella società Aeroporti di Puglia, limitata ad una modestissima quota (0,009%) del capitale sociale della quale è titolare la Provincia di Foggia, non è stimolante alla partecipazione e tanto meno determinante nelle decisioni. Ma in questo momento la partecipazione del Presidente della Provincia all’assemblea indetta per il 25-26 maggio prossimo non è solo auspicabile, ma necessaria, doverosa ed in linea con la volontà di coinvolgimento ripetutamente dichiarata dal rappresentante dell’Ente Provincia.

Ultima domanda o meglio più una provocazione. Che cosa si sentirebbe di dire alle istituzioni locali e alle associazioni di categoria che dovrebbero essere i principali sostenitori dello scalo di Capitanata?
Accetto la provocazione girando una domanda, e più di una. Le stesse domande che avremmo rivolto ai candidati alla presidenza regionale se fossimo riusciti ad incontrarli pubblicamente, tutti in contemporanea, e che ora rivolgiamo anche a tutti i candidati alla prossima tornata elettorale: «ritenete che la recente pianificazione regionale della mobilità, che dà le dritte sul da farsi nei prossimi anni nel vari settori, risponda all’esigenza di un programma di apertura, ripresa, sviluppo e rilancio imprenditoriale ed occupazionale della Capitanata?»

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