La Fiat di Melfi vuole il Gino Lisa. «Oggi per la logistica si rivolge alla Campanía, più lontana. La Puglia non fa proposte»

| 9 aprile 2015

Aeroporto1

C’è un filo diretto Foggia-Melfi – o Capitanata Melfese che dir si voglia – che oltre 2600 lavoratori foggiani e pugliesi si ostinano a tenere aperto nonostante la conclamata incomunicabilità politico-istituzionale tra i due territori. Sono i lavoratori nella Fiat (o Fca) di San Nicola di Melfi e nelle aziende dell’indotto a tenere aperto questo canale, un numero cresciuto nelle ultime settimane dopo le 1550 assunzioni avvenute nello stabilimento che produce la Jeep Renegade. Un grande polmone economico-occupazionale i cui effetti gravitano sui centri della cintura subappenninica del Foggiano fino al capoluogo dauno, ma che la provincia «non sfrutta a dovere», a parere del segretario regionale del Fismic, Antonio Zenga.

Ieri, nel corso di una conferenza stampa convocata nella sede di viale Ofanto, il sindacato “vicino” alla Fiat ha spiegato come la Capitanata potrebbe trarre a proprio vantaggio l’enorme bacino occupazionale e economico di Melfi, se solo prestasse più attenzione alle richieste dei lavoratori e della stessa Casa madre torinese. «L’aeroporto Gino Lisa non può restare escluso da questo risveglio di sviluppo industriale ad appena 60 chilometri di distanza. Parliamo del distretto industriale più grande del Mezzogiorno, che oggi rivolge il proprio sguardo per la logistica di merci e uomini ai centri campani di Salerno, per le merci, e di Napoli per i collegamenti aerei, molto più distanti da raggiungere rispetto a quanto non disti Foggia da Melfi. Campania, per di più, collegata alla Basilicata da una strada stretta, a doppio senso di marcia, spesso scenario di incidenti mortali. Su quell’arteria viaggiano le bisarche con le auto dirette al porto di Salerno, circa 200 fra Jeep e Cinquecento X al giorno per l’imbarco destinazione Stati Uniti». «Come fa la Regione Puglia – incalza il segretario del Fismic – a ignorare un’opportunità di questo tipo ai suoi confini?».

Il sindacato giudica «molto negativamente» i dieci anni del governo Vendola: «Inviai al governatore una lettera al suo insediamento – ricorda Zenga – lamentando la disparità di trattamento tra i lavoratori lucani e pugliesi, questi ultimi costretti per raggiungere i luoghi di lavoro a spendere in media 30 euro in più al mese rispetto ai colleghi di altre regioni che contribuiscono alle loro spese di trasporto, contrariamente a quanto fa la Puglia. Ebbene in questi dieci anni non c’è stata risposta, oggi la Regione fa spallucce: problema segnalato non più di una settimana fa all’assessore ai Trasporti, Giannini. E intanto la Regione spende milioni di euro in vitalizi per i suoi consiglieri e assessori a fine mandato. Ci rivolgiamo a chi verrà dopo – conclude il sindacalista – affinchè si renda conto che Foggia è cruciale per l’area industriale di San Nicola di Melfi e che l’aeroporto Gino Lisa va connesso alla rete industriale nazionale perché può assolvere una funzione importantissima, oggi soltanto surrogata da altri scali come quello di Napoli».

Piano aeroporti stamane un vertice. ll sindaco incontra Acierno (Adp)

L’aeroporto Gino Lisa torna al centro di un vertice regionale, stamane in programma a Bari. L’incontro riguarda la prosecuzione del tavolo tecnico tenuto giovedì scorso fra il sindaco Franco Landella, il presidente della Camera di commercio, Fabio Porreca e gli assessori regionali ai Trasporti, Giovanni Giannini e al Bilancio, Leo Di Gioia, al quale questa volta sarà presente anche l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Giuseppe Acierno. Si discuterà, infatti, degli adempimenti necessari da parte di Regione e Aeroporti di Puglia al fine di pervenire al riconoscimento dello status di “aeroporto di interesse nazionale” per il Gino Lisa, così come previsto dal Piano nazionale degli Aeroporti del ministero dei Trasporti che prevede nell’arco di un anno la presentazione di un piano industriale che attesti la sostenibilità economica e finanziaria dello scalo e/o l’assolvimento della cosiddetta funzione di “continuità territoriale”.

Articoli di Massimo Levantaci pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno del 9.4.2015

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo

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