VIA, Enac e aiuti di stato, tutti i nodi sul Gino Lisa: parla Marialuisa D’Ippolito

| 17 marzo 2015

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Dal 9 luglio 2013 ad oggi di acqua sotto i ponti ne è passata. A venti mesi dalla costituzione del comitato ‘Vola Gino Lisa’, a FoggiaToday Marialuisa D’Ippolito ripercorre le vicende dell’aeroporto foggiano, imbottigliato tra V.I.A., Enac e aiuti di Stato, fermo dall’8 novembre 2011, giorno dell’ultimo volo per Milano-Malpensa, al quale presero parte 17 passeggeri. Poi il vuoto, le promesse, gli impegni disattesi, le manifestazioni, i rinvii e i veti; ma anche l’emozione dei 60 passeggeri che il 17 aprile 2014 decollarono dallo scalo foggiano direzione Sarajevo. Fino al tentativo, fallito, da parte di BlueWings, di riattivare i voli da e per Milano o Torino. Gino Lisa, quale futuro?

D’Ippolito salve, quali sono le ultime notizie sul Gino Lisa
Oggi, costituita la “cabina di regia” in Comune, si cerca di sollecitare la commissione VIA e di capire quali sono le difficoltà per le quali non viene rilasciato il parere della valutazione di impatto ambientale. Commissione VIA che peraltro abbiamo diffidato perché ha superato tutti i termini consentiti per la chiusura della procedura. Ora attendiamo che il sindaco Landella dia ulteriori aggiornamenti su quanto fatto, secondo gli impegni assunti, da ciascuno dei partecipanti del gruppo di cui è coordinatore.

Oltre alla VIA qual è l’altra criticità?
Il parere della Comunità Europea sugli aiuti di stato

Ma la commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale avrebbe fatto sapere all’Enac che il materiale inviato non è sufficiente. E’ così?
Sembrerebbe di sì

Ma sul sito del Ministero la situazione è ferma al 9 settembre
Sì, dove viene riportata la notizia che l’Enac ha inviato ulteriore documentazione

Come mai un Ente come l’Enac, propositore e responsabile di questo progetto, continua a inviare integrazioni ed evidentemente non soddisfacenti?
Ce lo chiediamo anche noi

Situazione ingarbugliata, vero?
Allora, io se dovessi fare una denuncia andrei a cercare quei funzionari dell’ENAC che hanno rapporti diretti con AdP. Enac non è soltanto il titolare della convenzione con AdP, ma ha funzioni di controllo sulle attività aeroportuali.

A Nencini glielo avete fatto presente quando è venuto a Foggia?
Ho consegnato personalmente al viceministro una relazione e, nel corso dell’incontro in sala consiliare, ho anche sollecitato maggiore attenzione del Ministero per l’attività dell’ENAC.

Ma tecnicamente cosa non va?
Tecnicamente le ultime richieste della Commissione, a noi note, sono in funzione di un progetto a ‘Opzione zero’, ossia di un’autosufficienza economica dello scalo

Scusi, ma il bilancio di Aeroporti di Puglia non è unico?
Certo, non esiste un bilancio del Gino Lisa, ma un bilancio di Aeroporti di Puglia che gestisce quattro unità operative periferiche, quattro rami aziendali con un unico bilancio. L’unica realtà alla quale si chiederebbe questa autosufficienza, indipendente da…, è Foggia.

In base a quale progetto?
A un progetto presentato in parte anche insieme a quello dell’allungamento della pista

Prima che si creasse questa impasse, secondo lei cosa si è sbagliato?
Allora, nella convenzione di AdP con Enac è ben previsto che Aeroporti di Puglia debba provvedere allo sviluppo di quattro aeroporti. Impegno che però non si è tradotto nella ricerca di vettori specifici, ma di “acchiappanze” veloci. I finanziamenti utilizzati per il Gino Lisa – come dice Landella – sono stati usati un grosso parcheggio, oggi praticamente inutilizzato!

A proposito del progetto dell’allungamento della pista, facciamo un tuffo nel passato recente. Come sono andate le cose?
Quando AdP stava chiudendo il bando per i lavori, pochi giorni prima, sono subentrate due cose: da parte dell’assessorato ai Lavori Pubblici delle grandi opere della Regione, una nota ad AdP in cui si segnalava il rischio di un problema di aiuti di Stato. Rapidamente AdP ha ritirato il bando, riproponendolo dopo circa due mesi con tutte le cautelative possibili, mettendo due paletti strettissimi: rilascio del parere VIA positivo, specificando alle imprese che nulla è loro dovuto nel caso di mancata realizzazione dell’opera, e acquisizione del parere da parte della Commissione Europea.

Ma i 14 milioni ci sono ancora?
Sembrerebbe di sì, perché dopo la chiusura del bando a giugno 2014, hanno provveduto ad un affidamento provvisorio dei lavori. Questa assegnazione provvisoria, che a un certo punto dovrebbe risolversi, pare ci metta al riparo dal rischio di perdere i finanziamenti.

Questo chi ve lo assicura?
Chi ha dato queste assicurazioni è l’assessore Leo Di Gioia e noi le prendiamo per buona

Sul rinvio di un anno per l’inserimento dello scalo foggiano nel piano Lupi?
Se devo valutare il piano Lupi, la bozza di DPR che pare andranno ad approvare non è molto con le linee guida di riferimento per la stesura del Piano. E’ facile riscontrare che sono stati inseriti come scali di interesse nazionale anche aeroporti in situazioni finanziarie decisamente critiche.

Foggia però non è funzionante
Non è attivo per i motivi che ben conosciamo, ma Foggia aveva diritto ad entrare non solo in quanto componente imprescindibile del sistema aeroportuale pugliese, ma perché già individuata nel patto della catena territoriale stabilito dall’Europa. La situazione attuale è che il Gino Lisa potrà rientrare nel piano in virtù di un articolo che consente agli scali esclusi di essere ammessi fra gli scali di interesse nazionale entro un anno dal DPR, ove dimostrino di esercitare un ruolo nel bacino di riferimento, di avere una specializzazione di poter raggiungere l’equilibrio economico-finanziario.

C’è un’altra verità sottaciuta del perché il Gino Lisa non decolla?
E’ che la trattativa in sede di conferenza Stato Regioni è finita quando Bari si è assicurato il ruolo di aeroporto internazionale. La prova del nove è che poi Bari si è scatenata ad accaparrare vettori di tutti i generi, per tutte le destinazioni, pur di aumentare il numero dei transiti di passeggeri sul suo scalo, favorendo in tal modo, paradossalmente, soprattutto l’autcoming dei pugliesi!

All’inizio ha specificato che tra le criticità c’è anche la questione dei finanziamenti europei
Il Cipe ha assegnato 84 milioni – fondi europei – alla Regione Puglia. Di questi buona parte sono stati spesi per Bari e per Brindisi, mentre sulla quota destinata all’allungamento della pista del Gino Lisa, è sorto il dubbio che questo finanziamento potesse rappresentare un aiuto di stato, che potesse sovvertire cioè il mercato della libera concorrenza. Che l’allungamento della pista del Gino Lisa crei degli squilibri mercantili, tali da poter essere considerato un aiuto improprio. Dubbio che non ha mai assillato nessuno per tutte le altre iniziative portate a termine sugli scali di Palese e Brindisi.

L’europarlamentare Barbara Matera non si era interessata della questione?
Lo ha fatto e abbiamo delle garanzie verbali che continuerà a farlo, ma per ora non c’è nulla di concreto

E’ possibile quindi che non arrivino tutti
Si, è cosi

Non ci sarebbe ugualmente nessun problema, dal momento in cui Vendola si impegnò a garantire la copertura di parte dei finanziamenti qualora fosse necessario
Si, il 25%.del finanziamento. Lo dichiarò pubblicamente all’inaugurazione di Alidaunia.

Nessun problema quindi
Un problema c’è … sono tutti impegni assunti verbalmente, senza nessuna possibilità di riscontro.

Quali sono le ultime notizie in tal senso?
Nel 2013 si è aperta una procedura che ha i tempi che ha. Basti pensare che l’ultima richiesta di chiarimento trasmessa dalla Commissione a settembre 2014, si è scoperto – grazie al nostro interessamento – essere arrivata agli uffici baresi nel mese dicembre.

Se non ricordo male tempo fa Tatarella ricacciò la questione Amendola
Tatarella ha lanciato una provocazione all’allora ministro Mario Mauro. L’allora ministro – dal canto suo – ha rilanciato dichiarando la disponibilità degli organismi militari a valutare un piano operativo predisposto dalle rappresentanze territoriali …e qui è finita.

E dall’altro campo?
Hanno detto che devono essere gli imprenditori di Foggia a darsi da fare. Perché?

E ogni tanto rispunta anche il nome di Borgo Mezzanone
Tante ipotesi che periodicamente riemergono. Lì c’è una pista lunga, ma un aeroporto non è fatto solo di piste. Oltre a rendere nuovamente praticabile quel che c’è, bisogna mettere in conto la disponibilità di una ragguardevole quantità di fondi per un progetto complessivo, per la creazione di infrastrutture e servizi. Stessa esigenza per Amendola, che fra l’altro non è un semplice “aeroporto militare”, ma una delle attuali 12 M.O.B. (Main Operating Base) – e future 6 – dell’Aeronautica Militare, con tutto ciò che ciò comporta in termini di sicurezza:

Ci sono i pro Gino Lisa, ma anche altre due correnti di pensiero. Chi sostiene che Bari non sia così lontano e può bastare, chi invece sostiene che prima ancora del Gino Lisa bisognerebbe creare le condizioni – a terra, sul territorio – per attrarre turisti
Una teoria scientifica sostiene che è la funzione che crea l’organo. La Capitanata ha un problema, grosso, uscire dai suoi margini provinciali. E’ molto difficile recuperare il tempo perduto se non si predispongono velocemente strumenti di mobilità idonei. Come si può fare promozione del territorio a 360° in assenza di sistemi di collegamento adeguati?

Circa l’ultimo tentativo fallito, qualcuno imputava alla BlueWings dei costi davvero eccessivi. Così facendo si scoraggiano le persone a viaggiare per e da Foggia. Non crede?
BlueWings andava a prezzo pieno, secondo i costi reali compresa la propria funzione di tour operator, mentre noi siamo abituati alle tariffe tipo Ryanair, con tutte le agevolazioni di cui notoriamente gode da parte di AdP.

E sul progetto Zifaro?
Non ci siamo espressi perché non era quello il nostro obiettivo o modello. Ma era rendere funzionale l’aeroporto. Tanto di cappello se ci fosse riuscito, ma quand’anche, con quei prezzi non ci voleva la zingara per capire come sarebbe andata a finire.

D’Ippolito andiamo oltre. Riattivato il Gino Lisa, quale dovrebbe essere il passo successivo?
Se i lavori partiranno, tocca ad AdP fare la sua parte, sia predisponendo quanto necessario per l’inserimento del Gino Lisa nel piano nazionale, sia nell’ individuare, in un programma di sviluppo a medio – lungo termine, vettori affidabili, come è stata la Darwin Airlines, con i quali sottoscrivere accordi alle stesse condizioni dei vettori che operano su Bari e Brindisi, attivando rotte di interesse prioritario.

Se non ricordo male avevate annunciato di adire le vie legali
Ci siamo mossi con Adiconsum provinciale, nell’interesse di tutti i consumatori, prima con una diffida per l’anomalo ritardo nel rilascio del parere VIA, quindi con una richiesta di esercizio dei poteri sostitutivi del Consiglio dei Ministri, ma dal 21 gennaio non si è sentito nessuno. Per tutti questi silenzi ci sarebbe motivo per avviare un importante contenzioso

Perché non lo fate?
Perché come Comitato di cittadini non siamo in condizioni di affrontare economicamente un tale impegno ed è molto improbabile che qualche studio legale competente se ne faccia carico spontaneamente!

Come va a finire?
Mi rendo conto che l’attenzione più generale col tempo tende a diminuire, salvo quanti in questa “prova” trovano conferma della scarsa fiducia nel sistema della rappresentatività

Il comitato Gino Lisa è entrato a far parte di ‘Capitanata Evviva’. Che significa questo?
Siamo convinti che essere presenti nella “rete” sia reciprocamente utile per allargare conoscenza e partecipazione sugli obiettivi e le iniziative di ciascuno.

Ma c’è un politico o attivista foggiano capace di risolvere la questione?
Non lo so, ma non basta essere capaci. Le cose bisogna volerle. Allo stato non ne vedo.

Se la sede del governo regionale si fosse trovata a Foggia, pensa che i nostri politici sarebbero stati capaci di risolvere l’impasse Gino Lisa?
Siamo stati abituati troppo spesso ad avere un padre padrone. Una diffusa e capillare crescita di autonomia e responsabilità civile è un obiettivo ancora da raggiungere. Anche da questo punto di vista dobbiamo recuperare.

Quindi?
Personalmente speravamo in questa operazione anche come momento di diffusa presa di coscienza. Chi era ed è in Comune e alla Regione, chi li ha eletti e rieletti?

Mi sta dicendo che Foggia non è stata abituata ad una coscienza civica
Stiamo parlando non solo di Foggia, ma della Capitanata, e temo che sia così!

Detto questo, potremmo anche dire che la Capitanata non meriti di avere un aeroporto
Non lo so, perché non capisco quale debba essere ”il merito“ eventuale!

Perché battersi dopo aver fatto queste considerazioni?
Perché mi auguro che prima o poi si cambi.

Però c’è anche chi vi ha abbandonati in questa battaglia
Si, ha ragione, i sindacati, tranne Fast Puglia e Basilicata, non li abbiamo sentiti più, e la Cisl è sparita: leggiamo solo comunicati.

E la Camera di Commercio?
Mi rendo conto che ha molti altri problemi da risolvere e che sta vivendo una transizione non facile, ma non fa mancare la sua partecipazione attiva

Come vivrà o come giudicherà le parole che si diranno sul Gino Lisa durante questa campagna elettorale?
Non lo so se le sentiremo con competenza e determinazione, è un terreno troppo scivoloso.

Ma la battaglia si gioca in Regione?
Se non si risolve la VIA entro aprile la battaglia è persa anche in Regione. Ma faccio una previsione, che questa cosa andrà avanti così fino all’uscita del DPR del ministro Lupi, pare a giugno, praticamente in concomitanza con il rinnovo del governo regionale.

E poi?
Poi forse se ne ricomincerà a parlare, se noi presseremo, e stia certo che ci saremo!

Intervista di Foggia Città Aperta del 17/03/2015

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Categorie: Generale, Notizie

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