Oggi la decisione sulla «Via». Ieri aeroporto Gino Lisa riabilitato nel piano Lupi. Ma la ratifica del ministero non sarà immediata

| 15 gennaio 2015

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GINO LISA – UN PASSO IN AVANTI – VIA LIBERA ALLA RIAMMISSIONE

Via libera ieri a Roma dalla commissione Infrastrutture e Mobilità, c’è anche Forlì. Ma la ratifica del ministero non sarà immediata. SERVIZI GARANTITI Allo «scalo nazionale» lo Stato paga una serie di servizi essenziali, il declassamento avrebbe caricato le spese sulla Regione. L’assessore Di Gioia: «Approvato l’emendamento, rimarrà scalo d’interesse nazionale»

Piano nazionale aeroporti e valutazione dell’impatto ambientale dopo l’ampliamento: quella di oggi è forse una giornata decisiva per l’aeroporto Gino Lisa. Due appuntamenti, ieri al ministero delle Infrastrutture e stamane al ministero dell’Ambiente, potrebbero sancire il «lieto fine» per due delle questioni più complesse che occupano la scena dello scalo da qualche anno e pongono una pesante ipoteca sullo sviluppo dell’infrastruttura, a cominciare dal prolungamento della pista a 2mila metri.

Il primo ostacolo è stato rimosso ieri, nel corso della riunione della commissione Infrastrutture e Mobilità: la Puglia, come preannunciato nella lettera del presidente della Regione, Nichi Vendola, circa un mese fa, si è vista annullare il declassamento del “Lisa” dall’elenco degli aeroporti di interesse nazionale così come deciso un anno fa dal governo nel famigerato “piano Lupi” e prim’ancora dal piano dell’ex ministro ai Trasporti, Corrado Passera. Una riabilitazione che ribalta due bocciature consecutive, se non è una svolta storica poco ci manca. «L’emendamento, che riguarda gli aeroporti di Foggia e di Forlì, è passato in commissione ed è stato anche validato. Questo però non significa – annuncia alla Gazzetta l’assessore al Bilancio, Leo Di Gioia – che nel piano nazionale aeroporti l’inserimento dei due scali sarà automatico: la conferenza Stato-Regioni, che si riunirà prossimamente, approverà il piano così come è stato proposto dal governo senza alcuna integrazione. Questa avverrà qualche mese più tardi, in sede di deroga del piano nazionale, così come previsto dalla procedura. Ma era molto importante che l’emendamento che riabilita Foggia come scalo d’interesse nazionale venisse recepito e approvato».

Di Gioia è a Roma su delega dell’assessore regionale ai Trasporti “titolare”, Giovanni Giannini, la partita oltre che tecnica è soprattutto politica e il fatto che ci sia un “player” foggiano a gestirla può essere un vantaggio per il Gino Lisa. Va ricordato, infatti, che lo “status” di scalo d’interesse nazionale per un aeroporto può essere decisivo per la sua competitività alla luce del riassetto del sistema aeroporti voluto dal governo. Allo scalo nazionale lo Stato riconosce e finanzia una serie di servizi essenziali che nelle basi civili d’interesse regionale devono invece essere assicurati dai gestori locali. Questa opzione va ovviamente commisurata con la situazione di mercato locale che può essere florida in un aeroporto legato alla stagionalità turistica (e dunque il gestore locale ha tutto l’interesse a finanziare il servizio), ma che nel caso del “Lisa” senza aerei da quasi quattro anni sarebbe un ostacolo di partenza molto grave.

A Foggia, peraltro, c’è stato di recente l’esempio della torre di controllo che ha ridotto la sua attività a seguito delle misure di spending review adottate dal governo in tutti gli scali minori. In un “Lisa” scalo regionale il funzionamento della torre di controllo dovrebbe essere assicurato da Aeroporti di Puglia, ma se lo scalo resta “nazionale” il servizio avviene con gli uomini-radar dell’Enav (ente nazionale di assistenza al volo) con evidenti e maggiori garanzie di continuità di servizio. Una garanzia non da poco anche per risvegliare l’interesse delle compagnie aeree che vedrebbero in uno scalo gestito dallo Stato innegabili criteri di economicità.

VALUTAZIONE AMBIENTALE RIUNIONE AL MINISTERO AMBIENTE

Oggi forse la volta buona per la «Via»

Il tam-tam corre sul filo del telefono: oggi dovrebbe essere la volta buona per il rilascio della Via sui lavori di ampliamento della pista del Gino Lisa. Si riunisce la commissione nazionale del ministero dell’Ambiente, all’ordine del giorno anche l’approvazione della voluminosa indagine cominciata il 6 febbraio 2013, con il sopralluogo dei tecnici del ministero nello scalo di viale Aviatori e proseguita fino a qualche settimana fa. Ora tutte le carte sono a posto, come dichiarato alla Gazzetta il 24 dicembre scorso dal presidente Stefano Calzolari. All’epoca mancavano solo «alcune precisazioni di Enac» (ente nazionale aviazione civile). Insomma, è tutto pronto e anche la commissione, in regime di prorogatio (scaduta il 31 dicembre 2014), adesso ha fretta di chiudere i procedimenti aperti prima di passare la mano.

Nei comitati cittadini l’attesa è febbrile, a leggere alcuni dei commenti postati su facebook dai componenti di “Vola Gino Lisa” e di altre associazioni. Tra l’altro l’Adiconsum aveva preparato un ricorso per il rilascio della Via che per il momento viene tenuto in stand-by in attesa di capire se quella di oggi sarà la volta buona. «Siamo pronti a presentare una diffida al ministero dell’Ambiente che, come prevede la legge, avoca al Consiglio dei ministri i poteri sostitutivi di approvazione di un atto pubblico qualora la commissione incaricata non vi dovesse far fronte», conferma l’avvocato Giuseppe Potenza presidente dell’associazione di consumatori. Potenza ricorda anche di aver sentito al telefono qualche giorno fa il responsabile unico del procedimento sulla Via del Gino Lisa, l’ingegner Antonio Venditti: «Mi ha confermato che la riunione del 15 dovrebbe essere decisiva. Speriamo davvero che lo sia così, per recuperare quel briciolo di fiducia e di speranze che su questa vicenda abbiamo quasi completamente esaurito».

Articoli di Massimo Levantaci pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno del 15.01.2015

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Novità, Sviluppo

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