Aeroporto, stretta finale. La Regione risponde all’UE

| 9 gennaio 2015

giovanni-giannini

La Regione «non è in ritardo nell’invio dei documenti richiesti dalla Commissione europea per il finanziamento della pista del Gino Lisa», ma non c’è dubbio che lo scambio di carteggio Bruxelles-Bari proceda a tappe forzate. La risposta ai rilievi sollevati dalla Commissione, nell’interrogazione della parlamentare foggiana Barbara Matera (il cui testo è stato reso noto in questi giorni), è stata fornita ieri mattina alla Gazzetta da Pasquale Orlando, dirigente dell’Autorità di certificazione fondi comunitari della Regione Puglia.

«Sul piano tecnico – ha chiarito ieri Orlando – segue tutto il settore Trasporti dell’assessorato alla Mobilità, ma il nostro è un processo interattivo: si invia una documentazione, poi l’autorità per la Concorrenza ci chiede informazioni più approfondite. Quanto all’aeroporto Gino Lisa questa fase è in pieno svolgimento». Su tempi che la Regione impiega per rispondere alla commissione dell’Ue non ci sarebbe, per la verità, di che sorprendersi dal momento che finora ad ogni sollecitazione comunitaria la Regione ha risposto in media 2-3 mesi dopo. E’ accaduto nel novembre 2013 quando fu annullata la gara per la pista (l’ufficio infrastrutture, come si ricorderà, sollevò un’ipotesi di infrazione sugli aiuti di Stato per i 14 milioni di fondi Fas stanziati). Ma solo il 3 febbraio 2014 – leggiamo dalla risposta della Commissione all’interrogazione dell’on. Matera – la Regione inviò la documentazione all’Ue per chiedere chiarimenti in proposito. Ci fu un altro scambio di chiarimenti fra aprile e l’estate scorsa: «In risposta all’ultima co-municazione delle autorità italiane – scrive l’Ue – il 3 settembre 2014 i servizi della Commissione hanno inviato a dette autorità una lettera in cui elencavano le informazioni mancanti che sono tuttavia necessarie per valutare la compatibilità con il mercato interno delle misure in oggetto».

Oggi l’assessore ai Trasporti, Giovanni Giannini, risponde che «la lettera dell’Ue è materialmente arrivata all’Ufficio trasporti il 10 dicembre 2014» e che la risposta alle informazioni mancanti «sta per essere inviata, lo faremo a giorni», dice ancora l’assessore. A questo punto c’è da augurarsi che il servizio postale a Bruxelles o Strasburgo funzioni un po’ meglio, o che le mail di posta certificata non subiscano intoppi sulla rete. Quando c’è di mezzo il Gino Lisa tutto è possibile. Come si ricorderà la linea sin qui seguita dalla Regione per convincere l’Ue sulla bontà del finanziamento gira intorno all’allungamento della pista non finalizzato a fare del Gino Lisa uno scalo competitivo sul piano del mercato (i fondi pubblici snaturerebbero i principi di concorrenza), ma per migliorare le condizioni di sicurezza della pista. E’ su questo punto che Bruxelles incalza Bari, ma basterebbe una risposta chiara e definitiva per far cadere ogni dubbio residuo sull’erogazione dei fondi o, al limite, con una riduzione del finanziamento del 25% (ipotesi più suffragata). Siamo, insomma, alla stretta finale sul via libera di Bruxelles che, a detta di molti, è più importante della Via, la valutazione d’impatto ambientale (ne riferiamo a parte) anche questa in dirittura d’arrivo.

«La procedura è la stessa seguita per tutte le grandi opere d’interesse pubblico – spiega Orlando – l’Unione europea non decide sull’erogazione dei fondi, dal momento che i Fas (fondi aree sottosviluppate: ndr) non sono suoi, ma sugli orientamenti e sulle scelte in materia di infrastrutture come trasporti, beni culturali, ambiente e tutte quelle materie in grado di generare fonte di reddito. La compatibilità con il regime di aiuti di Stato è indipendente dalla fonte del finanziamento».

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mzzogiorno del 9.1.2015

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo

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