Bruxelles riduce i fondi per la pista. «Quasi sicuro» il taglio del 25% del finaniamento per il prolungamento a 2mila metri

| 2 ottobre 2014

Arriva al pettine il nodo dei finanziamenti pubblici per la pista del Gino Lisa. Il via libera di Bruxelles sta per essere inoltrato, ma a quanto pare non sarà positivo per lo scalo foggiano che potrebbe essere privato del 25% delle somme comunitarie del fondo Fas (fondi aree sottosviluppate), ovvero della quota considerata “aiuto di Stato”. L’Unione europea vede, infatti, in questo investimento un ostacolo alla libera concorrenza. Non impedisce la realizzazione del prolungamento pista a 2mila metri, a patto però che l’equivalente della somma decurtata venga impegnata e veda direttamente coinvolti investitori privati.

La voce circola già da un po’ di giorni sull’asse Bari-Bruxelles, al momento nessuna fonte ufficiale sembra in grado di confermarla. Però se ne parla e anche con dovizia di particolari: ad esempio la quota pari al 75% del finanziamento comunitario che sarà autorizzata, non viene calcolata sui 14 milioni di euro previsti nel pacchetto-aeroporti della Regione Puglia, bensì su 10 milioni, cioè l’importo a base d’asta indicato da Aeroporti di Puglia per la costruzione della pista (8,5 mi-lioni) più altre somme accessorie.

Poco male, la pista si farà lo  stesso. Anzi diciamo subito che la decurtazione comunitaria non farà un baffo alle ambizioni di sviluppo del Gino Lisa se si tiene conto che l’importo netto dei lavori aggiudicati all’impresa Massimo Pinto di Lucera ammonta a poco più di 4 milioni di euro (in virtà di un ribasso d’asta del 53%).

Il vero nodo da sciogliere è semmai un altro: la quota dell’investitore privato. Molti osservatori forse un po’ grossolanamente indicano in Aeroporti di Puglia (società a capitale quasi totalmente pubblico) l’investitore che verrà fatto figurare. Lo stesso presidente Nichi Vendola, aveva garantito di fronte a tale eventualità «il pieno sostegno della Regione per i lavori sulla pista» (incontro del 29 marzo scorso all’inaugurazione della nuova se-de Alidaunia).

Ma l’impressione è che il problema non sia stato finora affrontato nel merito. La decurtazione del contributo comunitario è peraltro l’ennesima conferma della marginalità del Gino Lisa anche agli occhi di Bruxelles che non vede aiuti di Stato nei finanziamenti comunitari appena autorizzati per l’ampliamento degli scali di Bari e Brindisi, peraltro nelle more dello stesso piano regionale aeroporti. L’Ue considera utile e pertinente il finanziamento nei due maggiori scali pugliesi, in funzione dell’attività svolta e del numero dei passeggeri trasportati.

A Foggia questa utilità viene evidentemente scambiata per un lusso: che sia allora l’imprenditoria privata a pagarselo, sia pure versando una quota simbolica.

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 2.10.2014

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista, Sviluppo