Ryanair contesta AdP. Qual è la corretta chiave di lettura? Ecco la nostra.

| 1 settembre 2014

Le dichiarazioni di John Alborante, Sales & Marketing Manager per Italia, Grecia e Croazia della compagnia aerea low-cost irlandese Ryanair, pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno hanno sicuramente creato una scossa sulla questione del Gino Lisa, ovviamente a favore dell’opinione pubblica foggiana che chiede a gran voce il rilancio dello scalo foggiano, infliggendo una manna alla politica, soprattutto quella regionale.

Ovviamente c’è chi può mettere in dubbio la veridicità del fatto che Ryanair non conoscesse l’aeroporto foggiano: potrebbe risultare poco plausibile. Non gli si può dar torto se si pensa, ad esempio, a quel famoso fax che noi stessi – di Mondo Gino Lisa – avevamo svelato in una conferenza stampa del 2010 (maggiori informazioni qui). Allo stesso tempo non si può dar torto nemmeno a chi invece crede a quelle parole, sia perché come in tutte le aziende la dirigenza cambia in continuazione (sono passati 12 anni nel frattempo…) e magari si può ignorare che cosa ha fatto un predecessore, sia perché la storia del Gino Lisa è composta di numerosi episodi, ricchi di indizi che inducono a pensar proprio questo.

È fuori di dubbio che la Regione Puglia non abbia mai brillato abbastanza nei confronti dello scalo di Viale degli Aviatori, almeno nei modi e nelle forme che manifesta, di contro, verso gli scali di Bari e di Brindisi. L’ultimo episodio curioso – se lo si può definire in tal senso – è stato quello del Presidente Nichi Vendola che apprende dai giornali che la richiesta di inserimento dell’aeroporto foggiano tra gli scali di interesse nazionale dovesse partire proprio dal suo Ente e non dal Ministero. È giusto domandarsi come mai non sia accaduto per gli altri due scali, prontamente inseriti in quel piano, e se la famosa lettera scritta di pugno al Ministro Lupi possa valere come atto formale sufficiente ad ottenere quanto richiesto. Molti si sono domandati se per giustificare i numeri di Bari servisse far ricadere il bacino di utenza foggiano nello scalo di Palese. Una grave pecca che, se si somma ad esempio ad un bando di gara per l’allungamento della pista foggiana prima emanato e poi revocato (a favore di una seconda versione che comprendesse alcune riserve di non pretesa della ditta vincitrice l’appalto), un dilatamento anormale dei tempi per ottenere parere favorevole dalla commissione di V.I.A. senza però che il Presidente della Regione coinvolta si interessasse abbastanza per favorirne lo sblocco (almeno a conferma delle parole spese in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Alidaunia nel marzo scorso), giocano tutte a sfavore di Via Capruzzi. Un interlocutore sempre assente in tutte quelle occasioni in cui la cittadinanza, attraverso le proprie forme pacifiche e democratiche di protesta (vedi le manifestazioni a Foggia e a Bari organizzate dalle associazioni pro aeroporto), ha richiesto un confronto, ritrovandosi da sola perché, come poi dichiarato, impegni più importanti erano in agenda.

A tutto questo si aggiunge anche Aeroporti di Puglia che ha il compito di gestire i quattro scali pugliesi ma che, di fatto, si trova ad avere un reale operativo solo su due. Una società che negli anni si è dimostrata sempre diffidente nei confronti del Gino Lisa (le dichiarazioni del Dott. Franchini e dell’Ing. Di Paola, che alla lettura risultano alternate, ne sono la controprova) e che non ha mai trovato valide compagnie disposte a volare da Foggia. Se si esclude la felice esperienza di Darwin Airline – lasciata poi però volare via senza cercare concretamente di trattenerla, salvando così gli investimenti fatti nei tre anni di esercizio – si è trattato sempre di aziende poco serie che, infatti, dopo un brevissimo periodo di esercizio, hanno sempre fatto la stessa fine: gli scarti, insomma. E pare che si continui a perseverare in tal senso, tirando fuori dal cappello adesso un volo Foggia-Milano con una compagnia discutibile, un operativo non da volo di linea e canali di vendita inesistenti.

Certo, si tratta di un braccio operativo della Regione Puglia stessa. Ma è proprio quel «non riusciamo a trovare compagnie che sono interessate a Foggia» che ha sempre suonato un po’ strano. I foggiani sono stati accusati, dal loro stesso Governatore, di essere affetti da “foggianesimo”, per intendere tante cose, tra cui vittimismo e vantarsi troppo di avere risorse che in realtà non sarebbero così importanti come rivendicato. Ma la prova del nove è venuta fuori proprio dalle dichiarazioni di John Alborante. Perché con quel «Foggia? Conosco Peschici, è un posto meraviglioso. Magari un aeroporto per il Gargano» da una parte si è dato implicitamente ragione ai foggiani e alla pretesa di investire subito sul Gino Lisa, dall’altro si è fatto intendere che l’interesse di Ryanair su Bari è fortemente basato sulle potenzialità attrattive del Gargano, il cui handicap («Magari un aeroporto per il Gargano»…) è proprio la distanza fisica e temporale.

Ma è il resto delle parole di Alborante – a nostro avviso – più importante: «Noi siamo assetati di nuovi scali, in Sicilia adesso ne abbiamo quattro, e le amministrazioni fanno di tutto per venirci incontro. […] Controllerò l’eventuale conformità ai nostri standard della nuova pista e vi farò sapere». Da esse si evincerebbe da una parte che Foggia per Ryanair sarebbe una – forse più valida – alternativa in Puglia (e questa tesi sarebbe avvalorata dal fax del 2002 nel quale Ryanair sceglieva di debuttare appunto da Foggia e non da Bari, chiedendo di allungare la pista di circa 300 metri), dall’altra mette i puntini sulle “i” sul potere contrattuale e dall’altra ancora che, appunto, il progetto attuale di allungamneto della pista (ovvero quello che concorda con la nostra storica tesi) offre molte più prospettive di quanto creduto: appunto la possibilità di ospitare probabilmente anche i Boeing 737 di Ryanair. A parte la lunghezza della pista e il servizio antincendio – quest’ultimo problema facilmente risolvibile inserendo il Gino Lisa tra gli scali di interesse nazionali del piano Lupi – il resto dei requisiti e dei servizi sarebbero banalmente risolvibili a livello burocratico.

In tutto questo, quel «strano che interloquendo con Aeroporti di Puglia non se ne sia mai parlato», pronunciato dal Sales & Marketing Manager, induce tutti a domandarsi il motivo di questa mancanza. Vero o non vero quanto detto, se un “cliente” (una compagnia aerea, una importante e capace di muovere molti passeggeri) dichiara ciò, vuol dire che il “venditore” (il gestore degli scali pugliesi, Aeroporti di Puglia, o al limite la Regione Puglia, che eroga i finanziamenti) non ha fatto bene il proprio mestiere. E questo è accaduto, ancora una volta, a danno del Gino Lisa e del suo territorio. Un acquirente disposto a “spendere” va “sfruttato” al meglio: visto che interessato a tutti e quattro gli scali, si sarebbe dovuto fare in modo che si volasse da/si investisse su tutto il sistema aeroportuale pugliese e non, come accaduto, solo da Bari e da Brindisi. Un’occasione da prendere al volo, insomma; due, anzi quattro, piccioni con una fava! Altrimenti si dà ancora ragione a quanto in molti giustamente continuano a pensare nei confronti di una Regione “Bari-centrica” ed una società aeroportuale che la emula.

E come allora non dare completamente ragione al Sindaco di Foggia, Franco Landella, quando tuona dicendo: «se qualcuno nutriva dei dubbi sul tasso di attenzione della Regione Puglia e di Aeroporti di Puglia nei confronti dell’aeroporto “Gino Lisa”, penso che oggi abbia ricevuto una risposta netta e chiara. Chi era alla ricerca delle responsabilità e degli ostacoli che impediscono alle strutture aeroportuali della Puglia di muoversi in una logica di sistema ora sa in che direzione guardare. È letteralmente assurdo che i vertici di Aeroporti di Puglia nei diversi contatti con Ryanair abbiano presentato il sistema aeroportuale regionale senza fare alcuna menzione alle realtà di Foggia e Grottaglie»?

Noi perseveriamo nel credere di vederci giusto nella vicenda e di essere un valido riferimento a 360°, soprattutto dal punto di vista tecnico. Mondo Gino Lisa ricorda che durante la già citata conferenza stampa venne anche reso noto un suo studio di fattibilità per l’allungamento della pista a 1800 metri, in un periodo in cui nessuno parlava del Gino Lisa e l’opinione pubblica, nonchè politica e tecnici erano convinti che non si potesse far nulla se non costruire una pista trasversale. Siamo contenti che dopo anni i nodi stiano venendo tutti al pettine, sia dal punto di vista dell’allungamento della pista (confermata dall’attuale progetto) sia dal punto di vista dell’appetibilità dell’infrastruttura che, con una pista da 1800/2000 metri, avrà tutte le carte in regola per finalmente prendere il volo.

Ma forse è proprio questo ciò che qualcuno teme. E allora, come si colloca Il blocco della V.I.A. in tutta questa storia? Ognuno si darà la propria risposta.

Chi fosse interessato ad approfondire sulla citata Conferenza Stampa del 2010, può leggere l’articolo del Quotidiano di Foggia del 10.07.2010 (cliccando qui) e de L’Attacco (cliccando qui).

 

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Categorie: Compagnie Aeree, Compagnie aeree interessate, Comunicati Stampa, Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pareri, Pista, Sviluppo