«Qui altri aeroporti? Mai detto da Adp». Ryanair scopre anche Foggia #ginolisa e Grottaglie

| 29 agosto 2014

John Alborante: «Strano, non ne hanno mai parlato. Il Gargano è bello e sullo Jonio la pista è lunga»

BARI – «Grottaglie? Perché in Puglia c’è un altro aeroporto oltre a Bari e Brindisi?» John Alborante, sales & marketing manager per Italia, Grecia e Croazia per Ryanair, cade dalle nuvole quando gli si chiede se la compagnia low-cost irlandese abbia interesse a sviluppare i suoi traffici anche dall’aeroporto tarantino. Eppure lo scalo Arlotta ha la pista più lunga della regione, 3 mila metri. «Strano che interloquendo con Aeroporti di Puglia non se ne sia mai parlato. Anche perché noi pur di sviluppare il traffico cerchiamo anche vecchi scali militari dismessi da ammodernare».

IL CASO FOGGIA – Se poi gli si fa notare che in realtà Aeroporti di Puglia gestisce anche un quarto scalo, quello di Foggia, la sorpresa è ancora maggiore? «Foggia? Conosco Peschici, è un posto meraviglioso. Magari un aeroporto per il Gargano». A Foggia, però, la pista è lunga poco più della metà di Grottaglie, sicuramente non idonea per Ryanair. Con l’allungamento – atteso da tempo – a 2 mila metri, però, potrebbe esserci uno spiraglio. «Controllerò l’eventuale conformità ai nostri standard della nuova pista e vi farò sapere. Da settembre partiamo con i voli da Crotone e anche lì la torre non era conforme ai nostri standard e l’abbiamo fatta modificare. Noi siamo assetati di nuovi scali, in Sicilia adesso ne abbiamo quattro, e le amministrazioni fanno di tutto per venirci incontro».

IL FUTURO – In Puglia, però, il discorso sembra valere a metà: la Regione fa di tutto per accontentare Ryanair in termini di contributi (12 milioni all’anno e il contratto in scadenza a ottobre potrebbe risultare anche più oneroso ma si limita a proporre solo Bari e Brindisi. Almeno, ciò è accaduto con l’attuale amministrazione regionale. Il probabile candidato governatore del centrosinistra (primarie permettendo) Michele Emiliano ha infatti annunciato che cercherà di fare in modo che anche gli scali di Foggia e Grottaglie possano essere utilizzati per i voli. È ciò che auspica anche Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia, critico nei confronti della politica messa in atto per la gestione di Aeroporti di Puglia, che «continua a tenere inermi due scali dalle enormi potenzialità come Grottaglie e Foggia, il primo punto di riferimento per l’intero arco ionico, dal Salento alla Calabria settentrionale, oltre che l’unico in grado di garantire decollo e atterraggio di aerei di grosse dimensioni come i Jumbo, il secondo scalo strategico per il turismo religioso e del Gargano in generale, oltre che possibile approdo di viaggiatori provenienti da Molise, Basilicata e Campania».

«LA TESTARDAGINE» – «La testardaggine della Regione e di Aeroporti di Puglia – prosegue Pugliese – nel non voler mettere a sistema i quattro aeroporti sul territorio, non solo è controproducente per le aziende che agiscono in Puglia in settori come turismo, ma anche commercio e industria, ma anche dannoso economicamente, in quanto gli scali di Grottaglie e di Foggia producono comunque costi quotidiani non ammortizzabili. Inoltre, è bene ricordare che lo scorso aprile, la Regione Puglia, con il presidente della giunta in testa, aveva annunciato il piano cargo per l’aeroporto di Grottaglie, con i lavori che sarebbero dovuti scattare in giugno: ebbene, siamo ormai a settembre e dell’ormai famoso servizio cargo, da anni decantato con la frequenza di un disco rotto, neanche l’ombra».

Articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno del 29.08.2014

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