Gino Lisa, avanti così, non voleremo di sicuro. Così come i capponi di Renzo. Un monito ai litigi tutti foggiani.

| 26 agosto 2014

Basta litigare in casa, sulla questione del «Gino Lisa» si sta perdendo di vista la partita vera, che non si gioca a Foggia ma a Bari (Regione) e Roma (Ministero delle Infrastrutture e Ministero dell’Ambiente). La Regione Puglia, tramite la controllata Aeroporti di Puglia, ha concluso il primo passo per l’allungamento della pista, ma non ha ancora presentato l’istanza ufficiale per l’inserimento dello scalo foggiano nel piano degli aeroporti nazionali. Il ministero ha chiarito che la richiesta deve come dire arrivare dai gestori.

Adesso siamo al paradosso che il gestore, e cioè Adp, migliora (sulla carta al il momento) le potenzialità dell’aeroporto, ma rinuncia a metterlo in rete. E’ come migliorare la vettura per la formula 1 nella camera del vento, sapere che è più veloce delle concorrenti e rinunciare a fare la corsa. Più o meno.

Non è tutto. Nessuna sollecitazione, a parte quella di Comune e Camera di commercio, arriva al ministero dell’Ambiente per il rilascio della «Via», la valutazione di impatto ambientale, che nulla ha a che fare con il business plan del Gino Lisa. Anche qui si attendono i passi, per ora perduti, della Regione e dell’Adp.

Il tutto sotto lo sguardo sempre vigile dell’unico assessore foggiano rimasto in giunta, Di Gioia, e della agguerita pattuglia di consiglieri regionali, di maggioranza e minoranza. Avanti così, voleremo di sicuro.

Articolo di Filippo Santigliano pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 26.08.2014.

Renzo e i quattro capponi
A volte una rilettura dei famosi romanzi può far riflettere anche sulle situazioni del presente. Facile il ricordo dei quattro capponi di Renzo, ne I promessi sposi, i quali pensavano solamente a beccarsi tra di loro fino all’ultimo, quando ormai qualcun altro aveva già deciso il loro destino al macello: «Lascio pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe a capo all’in giù, nella mano di un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. (…) e dava loro di fiere scosse, e faceva sbalzare quelle teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura».

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , ,

Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo

I commenti sono chiusi