Gino Lisa, chi ha sbagliato pagherà

| 25 luglio 2014

Dalle manifestazioni di piazza, alle carte bollate. Il comitato Vola Gino Lisa resta in prima linea in quella specie di battaglia contro ai mulini a vento che è diventato l’ampliamento della pista dell’aeroporto e ora vuole diffidare il ministero dell’Ambiente. I ritardi sulla Via, dicono, non sono più accettabili. Il procedimento, avviato nel febbraio 2012, sembra essersi arenato nonostante siano ammessi 180 giorni per verifiche tecniche di questo tipo, salvo problematiche in corso d’opera. «Siccome i tempi sono andati ben oltre le aspettative, vogliamo sapere se è stata chiesta una proroga», dicono i promotori del comitato mentre proprio oggi scade la sospensiva voluta dall’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile.

L’associazione di consumatori Adiconsum chiederà, in una raccomandata spedita oggi, l’accesso agli atti sulla valutazione dell’impatto ambientale dei lavori di prolungamento pista a 2mila metri. «Vogliamo capire perché a un certo punto (novembre 2013: ndr) c’è stato il black-out – spiega l’avvocato Giuseppe Potenza, presidente dell’associazione consumatori – il nostro è un percorso legale legittimo e naturale, difendiamo il diritto della popolazione foggiana a non veder naufragare un processo di crescita per tutto il nostro territorio». L’Adiconsum dice che il ministero «risponderà entro 30 giorni: c’è un dovere di trasparenza con i cittadini che sarebbe illogico ignorare».

L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: «Faremo uno screening sui tempi impiegati dalla commissione nazionale e se emergeranno responsabilità, andremo avanti con gli atti di diffida. Inoltre – ha aggiunto l’avvocato Potenza – in caso di dolo o colpa della pubblica amministrazione potremo chiedere il risarcimento danni da quantificare in sede processuale. Bene, ogni cittadino che lo vorrà potrà iscriversi al nostro comitato e rafforzare la nostra tesi».

Il comitato non ci sta nemmeno a confinare il Gino Lisa nel recinto dei potenziali 300mila passeggeri di traffico annuo, indicati da Aeroporti di Puglia (stima confermata dallo studio dell’università Bocconi che anzi sposta l’asticella sotto i 250mila). «Noi ci rifacciamo al piano generale trasporti del ministero che punta ad aumentare le potenzialità ricettive dei territori, riducendo il differenziale oggi esistente. Ebbene, il Gino Lisa è al centro di un’area fra il Molise e la Campania interna che conta un bacino di 1 milione 450mila passeggeri. E’ quello il nostro punto di riferimento».

Il sindaco Landella, ieri assente, ha informato la presidente di Vola Gino Lisa, Maria Luisa D’Ippolito, di aver intrapreso «precise azioni in difesa dello scalo». Accuse invece ai consiglieri regionali: «Non ce n’è uno solo che si sia preoccupato del Gino Lisa o, se lo ha fatto, non ha ritenuto di farlo sapere». E dei politici e sindacalisti del territorio «indifferenti ad aprire una vertenza trasporti della Capitanata, dopo quello che accadendo con l’alta capacità ferroviaria».

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 25.07.2014

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Categorie: Comunicati Stampa, Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista, Sviluppo