I cinque punti per la Regione, grande assente al confronto

| 7 maggio 2014

Un documento sintetico in cinque punti sulle «cose da fare» è stato consegnato ieri mattina dai comitati e dagli enti locali ai vertici di Aeroporti di Puglia e, per interposta persona, alla Regione che, pur invitata, non si è presentata al confronto. Regione assente anche con i consiglieri regionali eletti in Capitanata, un’assenza evidenziata da più di un’associazione intervenuta alla manifestazione. Ma vediamo nel dettaglio le richieste portate avanti nel documento.

1) sollecitare il Ministero dell’Ambiente al rilascio della VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale), ultimo atto necessario per potere appaltare i lavori di allungamento della pista; atto che si attende da ormai oltre 9 mesi e la cui immotivata omissione rischia di causare gravi danni alla Comunità per la perdita delle risorse economiche già disponibili (ricordiamo i Fondi Fas) e quindi pregiudicare il progetto di adeguamento di questa importante infrastruttura;

2) avanzare una regolare istanza al Ministero delle Infrastrutture affinché, nell’ambito del Piano Nazionale di Sviluppo Aeroportuale ancora in itinere ed allo stato di proposta, provveda a reinserire l’ae – roporto “Gino Lisa” di Foggia nell’elenco degli scali di interesse nazionale, come scalo che soddisfa esigenze di continuità territoriale e di servizio ai flussi turistici ed attività imprenditoriali del Gargano e dell’intera Capitanata;

3) promuovere, unitamente agli altri Enti e stakeholders del territorio, uno sviluppo equilibrato e sostenibile dell’aeroporto “G. Lisa” nella consapevolezza che, come aeroporto minore nella rete nazionale, può svolgere comunque un ruolo rilevante per lo sviluppo socio-economico dell’area interessata in particolare attraverso l’attivazione immediata di un volo per Milano-Linate, in regime di oneri di servizio pubblico, e l’avvio di rotte (connessioni di tipo leisure) intra UE su base stagionale, tramite operazioni charter e servizi di linea operati da vettori low cost o da vettori ibridi (compresenza di operazioni charter e di linea);

4) garantire alla comunità della provincia di Foggia, sul tema dell’aeroporto, maggiore apertura, disponibilità, collaborazione, superando ogni pregiudiziale contrarietà affinché attraverso un dialogo e confronto costruttivi si disegni insieme un percorso di sviluppo sostenibile dello scalo nell’ambito del sistema aeroportuale regionale;

5) riallocare tutti i servizi minimi dovuti affinchè l’aeroporto possa essere effettivamente operativo non solo, come oggi, per il traffico elicotteristico.

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 7.5.2014

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo

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