Di Carlo: «Dicano che senso ha tenere fermo il Gino Lisa. Loro dovere cercare un vettore»

| 11 febbraio 2014

Aeroporti di Puglia non scioglie ancora la riserva sulla gara d’appalto per l’allungamento della pista: trentadue imprese attendono l’apertura delle offerte, depositate lo scorso 30 gennaio. Così come restano in sospeso altri adempimenti vitali per il futuro del Gino Lisa, come l’approvazione della Via (valutazione d’impatto ambienta-le) che la commissione nazionale del ministero dell’Ambiente, come si ricorderà, ha sospeso lo scorso dicembre su proposta dell’Enac in considerazione (così si vocifera) della pubblicazione del piano Lupi avvenuta lo scorso gennaio che al momento esclude il “Lisa” tra gli scali aeroportuali d’interesse nazionale. Punti interrogativi che finiscono per gravare sulla posizione di assoluta distanza che sulla complessa vicenda dello scalo dauno ha assunto il suo ente gestore, Aeroporti di Paglia, così come peraltro rimarcato lo scorso 24 gennaio dall’amministratore unico, Acierno, davanti alla seconda commissione regionale Trasporti («per la pista obbligo di contribuzione privata», senza sapere se la commissione Ue assoggetterà gli scali minori agli aiuti di Stato come da proposta Vendola). Al punto che qualcuno comincia a chiedersi se questo atteggiamento non faccia parte di uno schema precostituito: purché al “Lisa” nulla si muova.

«Mi chiedo che interesse un’azienda, per giunta pubblica e dunque pagata da noi tutti contribuenti, a pagare circa 2 milioni di euro l’anno in spese di gestione per tenere agonizzante un aeroporto che di fatto non funziona a parte la minuscola attività legata ai collegamenti in elicottero con le Tremiti e qualche volo privato», sottolinea il presidente di Confindustria Giuseppe Di Carlo. «Se c’è un aeroporto, ci dev’essere anche un vettore: mi sembra quasi superfluo ricordarlo. Ma per Foggia evidentemente questa ovvietà non vale, perché Aeroporti di Puglia si è data da fare per riattivare i collegamenti di linea soltanto quando c’erano finanziamenti pubblici da spendere. Troppo facile, un ente gestore dovrebbe adoperarsi per individuare le soluzioni di traffico più indicate per lo scalo. E’ assurdo – incalza Di Carlo – che un ente pubblico sprechi denaro pubblico in questo modo, ci dicano se c’è una logica in tutto questo altrimenti chi tace acconsente».

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno dell’11.2.2014

Pur essendo ovviamente d’accordo sulla necessità di avere un aeroporto pienamente funzionante e con voli di linea, riflettendo a voce alta, ci domandiamo se queste esternazioni siano temporalmente casuali oppure magari si sta preparando il terreno per qualche operazione di ripresa ai voli, prendendo spunto da qualche anticipazione di qualche altra testata locale… Siamo sicuri che questa proposta sia sussistente e valida per il mercato foggiano? Noi ammettiamo che questa seconda domanda non è posta lì per caso… E ricordiamo che operazioni come Federico II, Itali, ClubAir, MyAir avrebbero dovuto insegnare…

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista, Sviluppo