Aeroporto, 40 imprese per la pista. Domani apertura delle buste, tre costruttori fanno ricorso al Tar per l’allungamento

| 29 gennaio 2014

A meno di ventiquattr’ore dall’apertura delle buste, non ci sono segnali che la gara pubblica per il prolungamento della pista (8,3 milioni di euro a base d’asta) rischi ancora di saltare. E già questo è un primo risultato, il Gino Lisa che lotta contro tutto e (quasi) tutti è davanti al primo step decisivo per la sua sopravvivenza. Senza questa gara, probabilmente per l’aeroporto foggiano si starebbe già intonando il de profundis con tutte le voci funeree che lo circondano.

Ricordiamo l’ultimo bando, quello del 20 novembre scorso, interrotto appena sette giorni prima, per stabilire innanzitutto una linea di demarcazione fra i due momenti: quel bando, censurato dal Nucleo di valutazione per gli investimenti comunitari, non era accompagnato da una decisa presa di posizione politica come invece è accaduto per quest’ultimo. E’ stato il presidente Nichi Vendola, nei giorni successivi al primo flop (e sulla spinta di una energica iniziativa degli enti locali), a ordinare la riproposizione del testo sia pure riveduto e corretto. Questa volta Aeroporti di Puglia ha preso qualche precauzione in più: l’impresa che si aggiudicherà i lavori tra le 40 che hanno effettuato i sopralluoghi sul sedime aeroportuale, s’impegna a firmare una sorta di “nulla a pretendere” qualora l’intervento non si dovesse più fare.

Ma c’è anche chi dice che la postilla dei diciotto mesi mette al riparo la stazione appellante da eventuali aggiornamenti di prezzo e da altre sorprese. E comunque la fiducia su questi lavori è la stessa che si ripone su una cattedrale nel deserto: la prima a non crederci è proprio Aeroporti di Puglia, mentre la Regione (che di AdP è azionista di riferimento) ha fatto finora spallucce come si è visto per il piano Lupi “declassato” dal governo (ma non c’è nulla di definitivo) senza che il governo regionale muovesse un dito.

Questo bando è dunque un grande paradosso: l’ha voluto la Regione, che per tutto il resto continua però a mostrare disinteresse per il Gino Lisa. Non mancano, per lo scalo dauno, anche problemi per così dire interni. Tre costruttori che non vogliono darsi per vinti chiedono l’annullamento della procedura con un ricorso al Tar. Sono tutti assegnatari di autorizzazioni edilizie concesse dal Comune prima dell’approvazione del Piano di rischio aeroportuale, che ha messo ordine intorno all’aeroporto eliminando quei programmi di “housing sociale” previsti (giunta Ciliberti) quando il prolungamento della pista non era nemmeno ipotizzato.

E poi c’è la Via, la valutazione d’impatto ambientale che la commissione nazionale del ministero Ambiente ha sospeso, su richiesta dell’Enac, proprio in vista del declassamento a scalo regionale. Ma il piano Lupi non sarà approvato prima di un tempo imprecisato e poi ci sono le dinamiche politiche tutt’altro che chiare: insomma il piano Lupi, come quello del predecessore Passera, potrebbe finire in un cassetto. E allora che ne sarà della Via? Anche qui la Regione – “Il Comitato regionale di Via esprime parere favorevole di compatibilità ambientale” si legge in un un documento del settembre 2013 – dovrebbe battere un colpo. Toglierebbe anche fiato alle trombe di chi si ostina a credere che senza la pista ci sarebbero nuovi palazzi.

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 29.01.2014

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , , , ,

Categorie: Conferenza dei Servizi, Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista