Il sindaco: «La pista si farà lo stesso». La «regionalizzazione» cambia poco nella gestione, ma apre una serie di domande

| 19 gennaio 2014

Il piano Lupi spazza il Gino Lisa dalla mappa degli aeroporti nazionali e apre adesso un’infinità di interrogativi. Il sindaco però prima di addentrarsi nella selva oscura dei dubbi che inevitabilmente avvolgeranno lo scalo d’ora in avanti, manda a dire alla Regione che «la pista per l’allungamento a 2mila metri si farà lo stesso». «Per noi non cambia assolutamente nulla – dice Gianni Mongelli – va via l’Enac, ma i servizi finora li ha sempre gestiti Aeroporti di Puglia. Aeroporto regionale era il nostro Gino Lisa e aeroporto regionale resterà».

Il bando per l’allungamento della pista è fissato al 30 gennaio, ma dopo il flop della precedente gara al 20 novembre (annullata sette giorni prima) c’è ancora da fidarsi? E comunque Aeroporti di Puglia questa volta ha fatto le cose per bene: la ditta che si aggiudicherà i lavori avrà vincolata l’offerta per 18 mesi, una sorta di «nulla a pretendere» se per una qualche ragione il cantiere non potesse aprire.
E perchè non potrebbero partire i lavori? Dall’Unione europea si aspetta ancora di conoscere il parere sugli aiuti di Stato, i 14 milioni di fondi Fas da impiegare in toto o in parte (fino al 75%) per la pista. Se passasse questa seconda ipotesi, toccherebbe ai privati coprire l’altro 25%. Un’altra bella gatta da pelare, insomma, se non potranno essere gli enti locali a tirare fuori le somme restanti (ma l’ingresso di Poste italiane in Alitalia cambia i termini della questione).

E c’è poi il principe degli interrogativi: la lunghezza della pista di uno scalo regionale. «Non più di 1400 metri» dispone il ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Dunque il Gino Lisa con i suoi 1440 metri utilizzabili è dentro pienamente, dunque a che serve il prolungamento? La domanda che il ministero potrebbe rivolgere alla Regione pesa come un macigno sulle ambizioni del Gino Lisa. Ma qui si tenterà una mediazione, suggerisce il sindaco: «Il bando è stato pubblicato prima che venisse fuori il piano Lupi, il ministero dovrà tenerne conto». «La conferenza di servizi per l’allungamento della pista è del 12 settembre 2012 – ricordano all’associazione Mondo Gino Lisa – non possono cancellare una procedura cominciata due anni fa».

Una mediazione politica è dunque plausibile, oltretutto il piano Lupi stesso deve ancora essere approvato dalla conferenza Stato-Regioni e dal Parlamento e forse qualche margine di manovra ancora c’è per portare a casa almeno il risultato della pista. Nel frattempo la Camera di commercio approfitterà di questi tempi tecnici per presentare il suo studio sul «piano di utilizzo» dell’aeroporto con la pista più lunga, quello che non ha fatto Aeroporti di Puglia realizzando un «non-sense» progettuale senza business-plan che giustifichi l’investimento.

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 19.01.2014

Le prime conseguenze: Probabile anche l’addio di Enav

Il disimpegno di Enac (l’ente nazionale dell’aviazione civile) dall’aeroporto Gino Lisa in seguito alla regionalizzazione» dello scalo, potrebbe essere seguito a ruota anche da Enav. L’ente nazionale per l’assistenza al volo – a differenza di Enac che aveva di fatto delegato la gestione ad Adp – svolge una funzione attiva all’interno dello scalo con i suoi controllori di volo. Al momento solo un’ipotesi (il piano Lupi deve essere ancora approvato dalla conferenza Stato-Regioni, poi dal Parlamento), ma se confermata la torre di controllo passerebbe ad Aeroporti di Puglia con relativi costi di gestione.

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista, Progetti di allungamento della Pista del Gino Lisa, Sviluppo

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