Gino Lisa, pure la pista a rischio: «Non ha previsione di traffico». Porreca: «Faremo notti piano dl utilizzo, ora conta salvare l’investimento»

| 17 gennaio 2014

Adesso si proverà a giocare una carta in extremis per salvare l’aeroporto. Il declassamento del Gino Lisa al rango d'”interesse regionale” in realtà è un salvataggio, lo scalo viene infatti tenuto in vita dai collegamenti in elicottero (finanziati dalla Regione) della compagnia Alidaunia con le isole Tremiti. Altrimenti il “Lisa” avrebbe seriamente rischiato di chiudere i battenti, «bannato» dal ministero dei Trasporti e dall’Enac. Ma questo è l’antefatto. La polpa è un’altra: la Regione conferma l’allungamento della pista a 1800 metri, compresi i 14 milioni di fondi Fas per finanziare i lavori. Ma il piano nazionale degli aeroporti prevede per le piste regionali una lunghezza massima di 1400 metri e dunque, quando fra poche settimane l’elenco degli scali verrà reso noto, il governo potrebbe invitare la Regione a fermare anche l’investimento per la pista. Per evitare questo gioco di incastri che mette sempre più in trappola il Gino Lisa, si stanno muovendo le diplomazie. L’assessore regionale al Bilancio, Leonardo Di Gioia, ha incontrato l’altroieri a Roma il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi e un altro incontro, informa l’assessore, è previsto per la prossima settimana.

Di Gioia è un fedelissimo di Lupi, ma le carte a disposizione sono poche per evitare il mancato prolungamento della pista. Si proverà perciò a far entrare in gioco la politica, la stessa che per tanti anni è ha latitato sul Gino Lisa e queste ora sono le conseguenze. Quel che serve per aiutare lo scalo di viale Aviatori a tirarsi fuori dalle secche è un piano di utilizzo del traffico, quello che non è stato fatto da Aeroporti di Puglia quando la Regione varò il progetto per l’ampliamento degli scali pugliesi inserendo (dopo le pressioni del territorio) pure Foggia. Ma a giudicare dai fatti è stato un contentino, un modo per tenere a bada l’opinione pubblica, premeditando la condanna del “Lisa”. Oggi il piano previsionale che si cercherà di predispone in tutta fretta deve servire a dimostrare su base attendibile le potenzialità di traffico dello scalo foggiano e in che modo esse possono aumentare, potendo ad esempio con Gino Lisa sul serbatoio dei turisti stranieri diretti sul Gargano sia per la stagione estiva che verso le più rinomate stazioni di fede del promontorio.

Un flusso, quest’ultimo, che se sorretto da voli charter potrebbe alimentare un significativo volume di traffico tutto Fanno; singolare perciò che gli strateghi di Adp non si siano ravveduti nemmeno in sede di progettazione visto aumentare in special modo l’afflusso di turisti stranieri. Tutte, eccetto la Capitanata che ha il segno meno. E per forza, siamo gli unici a pagare il mancato arrivo degli stranieri». Il piano della Camera di commercio sarà pronto «entro metà febbraio» e sottoposto all’attenzione di «tutti gli enti del territorio, Regione compresa». «La battaglia per l’allungamento della pista – aggiunge Porreca – per noi à prioritaria, il Gargano è la prima destinazione turistica della Paglia con Vieste e San Giovanni Rotondo e non se ne può non tenere conto. Vieste per numero di arrivi è seconda solo a Bari. 11 declassamento del nostro aeroporto non viene fatto su un’analisi prospettica della situazione, ma su dati storici: lo dice il presidente dell’Enac, Riggio, nella vostra intervista. Ma è un approccio senza senso, a mio avviso, perché quei numeri desolanti sono dovuti alle carenze strutturali del nostro aeroporto».

L’analisi storica tuttavia salverà dal declassamento del ministero l’aeroporto Arlotta di Grottaglie, classificato come “scalo cargo” grazie all’unico volo settimanale della Boeing per il trasporto della fusoliera e degli stabilizzatori di coda del 787 dalla Puglia agli Stati Uniti. Un aeroporto, ironia della sorte, rilanciato proprio da Foggia con il suo stabilimento Alenia Aermacchi centro di eccellenza nazionale sulla carboresina dalla cui costola ha preso spunto lo stabilimento gemello di Grottaglie. All’epoca dell’investimento (primi anni Duemila) la politica foggiana non provò nemmeno a far cambiare idea alla Regione (giunta Fitto) che puntò dritto su Taranto per l’investimento della Boeing e su un aeroporto già chiuso.

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista, Sviluppo

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