Aeroporto appeso al filo del governo. Si teme il declassamento, come nel piano Passera. E intanto la «Via» non si sblocca.

| 16 gennaio 2014

Il destino del Gino Lisa sta per compiersi. Più che tener d’occhio Aeroporti di Puglia, gli amministratori locali farebbero bene a seguire i movimenti di Enac e ministero delle Infrastrutture che proprio in questi giorni stanno ultimando la composizione dell’elenco di cui faranno parte gli aeroporti d’interesse nazionale. Il rilancio, sempre più presunto, del Gino Lisa insomma avviene nel bel mezzo di una riorganizzazione nazionale senza precedenti: l’elenco degli scali nazionali delimiterà per la prima volta nel nostro paese una netta linea di demarcazione tra gli aeroporti di serie A e tutti gli altri scali, piccoli e piccolissimi sparsi per l’Italia.

Lo scalo foggiano viene dato sulla cruna dell’ago, tra color che son sospesi, se non altro perché coinvolto in un un programma di ampliamento della pista e accreditato di una potenzialità di traffico legata agli spostamenti turistici sul Gargano. Ricordiamo che lo scorso anno il famigerato “piano Passera” (dal nome dell’ex ministro alle Infrastrutture e Trasporti) aveva già infilato il Gino Lisa tra gli scali d’interesse regionale, quelli destinati cioè a essere darmitivamente cassati dalla mappa dell’Enac. E per un aeroporto che aspiri a sviluppare un certo volume di traffico in virtù dell’allungamento della pista, non sarebbe un bel viatico anche se nulla vieta alla Regione di mantenere in piedi gli investimenti già programmati: la gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori per la pista resta fissata al prossimo 30 gennaio, ma il nuovo bando vincola l’offerta a 18 mesi.

L’impressione che le cose possano andare proprio così l’ha data ieri proprio il presidente dell’ente nazionale aviazione civile, Vito Riggio (leggi intervista nel grigio), anche se l’ultima parola spetta al ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, e alla conferenza Stato-Regioni. Ma quella dell’Enac è una valutazione tecnica basata sui numeri (passeggeri trasportati e traffico movimentato) e i numeri oggi penalizzano il piccolo aeroporto dauno al di là di tutte le teorie e le previsioni immaginabili.

La sospensione della procedura di Via (valutazione d’impatto ambientale) decisa prima di Natale, risponde dunque soltanto a questa situazione in progress. Il presidente della commissione nazionale del ministero Ambiente, Stefano Calzolari, contattato ieri dalla Gazzetta ha opposto il «segreto istruttorio» davanti ai motivi che lo hanno portato a sospendere la Via nazionale. Ma quello che a dicembre sembrava un mistero buffo (e che ribaltava ancora una volta le responsabilità su presunte negligenze da parte di Aeroporti di Puglia), si è strada facendo rivelato un segreto di Pulcinella nel senso che si è compreso come il governo, apprestandosi a pubblicare l’elenco degli aeroporti entro il 31 dicembre (data poi slittata), sia intervenuto per fermare un’istruttoria che potrebbe non avere ormai più senso. «Noi l’istruttoria l’abbiamo portata avanti fino a quando abbiamo potuto – ha infatti rimarcato ieri Calzolari – sono successivamente emerse situazioni legate al quadro programmatico degli investimenti (sugli aeroporti nazionali: ndr) che hanno consigliato la sospensione del procedimento». Il presidente della commissione nazionale di Via ha precisato, inoltre, di «non aver trovato nulla di anomalo nell’approvazione delle misure per il Gino Lisa», ed ha concluso il suo pensiero con un’affermazione che riconosce forse ancora qualche spiraglio allo scalo foggiano: «Siamo nel mezzo di una programmazione strategica del  quadro nazionale, dobbiamo attendere che si chiarisca prima questo aspetto».

E’ evidente come tutto continui a congiurare contro il Gino Lisa, un aeroporto che in quarant’anni di storia ha dovuto quasi sempre confrontarsi con ritardi programmatici, disattenzioni e sgambetti di ogni tipo. Anche il tempo che si è perso per l’allungamento della pista testimonia quanto sia difficile per questo scalo fare le cose normali: con 2-3 anni d’anticipo sui tempi, non si sarebbe andati a cozzare contro il piano Passera (ora Lupi) e forse oggi il “Lisa” avrebbe una sua storia autonoma e riconoscibile. Ma se per l’Enac lo scalo «non è neppure classificato», cioè sostanzialmente non esiste, diventa difficile adesso credere in un miracolo. Anche se non è ancora detta l’ultima parola.

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 16.01.2014

Riggio (Enac) «Il vostro scalo non ha i numeri»

Presidente Riggio, ce la farà il Gino Lisa a diventare scalo na-zionale?
«E’ tutto subordinato all’approvazione del piano. Aspettiamo il governo e la conferenza Stato-Regioni. Il ministro doveva pubblicare l’elenco entro il 31 dicembre, mi auguro che almeno la presentazione si faccia a fine mese».

Ma il “Lisa” secondo lei ha il destino segnato?
«Siamo su numeri troppo bassi per considerarlo scalo nazionale, se la Regione riuscirà a farli risalire avrà la nostra attenzione. Oggi non è classificato senza passeggeri».

Non lo era nemmeno con i voli Darwin.
«Sotto una soglia minima non si va. Comunque Enac le sue proposte le ha fatte tre anni fa, ora aspettiamo il ministro».

Intervista di Massimo Levantaci pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 16.01.2014

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , , , , , , ,

Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista, Sviluppo