No pista no energia il Comune blocca Adp. Rinviata la decisione per il mega impianto fotovoltalco

| 8 gennaio 2014

Il Comune di Foggia ha fatto sospendere la conferenza di servizio per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico nell’aeroporto «Gino Lisa» di Foggia destinato a «pagare» il rifornimento energetico di tutti gli aeroporti pugliesi, a cominciare da quelli cosiddetti attivi come Bari e Brindisi al netto dei contributi a Ryanair. La decisione è stata annunciata ieri, a Palazzo Dogana, nel corso della conferenza di servizio convocata dall’Amministrazione provinciale di Fog-gia. Alla riunione erano presenti i rappresentanti di Aeroporti di Puglia e dell’azienda sanitaria locale di Foggia, assente invece quello dell’Arpa (agenzia regionale per la protezione ambientale).

Ad esprimere il parere del Comune, l’assessore all’energia e all’ambiente, Pasquale Russo. «Abbiamo chiesto di sospendere la conferenza di servizio perché siamo in attesa di una valutazione di impatto ambientale nazionale per l’allungamento della pista dell’aeroporto Gino Lisa. Proprio per non commettere passi falsi riteniamo che sia giusto, intanto per l’interesse della città capoluogo e della Capitanata, attendere appunto questa valutazione sulla pista. Una volta ottenuto il cosiddetto via per l’allungamento della pista si potrà iniziare la discussione. Aeroporti di Puglia, che realizzerà in proprio quest’impianto, non poteva che prendere atto di questa situazione, ma sia chiaro che l’atteggiamento del Comune di Foggia era su questa linea anche con il precedente amministratore di Adp, Di Paola», spiega l’assessore Pasquale Russo.

L’impianto fotovoltaico per la produzione di energia al «Gino Lisa» prenderebbe qualcosa tra i 30 e i 40 ettari dei trecento della superficie aeroportuale. Insomma, un’area doppia o quasi l’attuale ex ippodromo di viale Fortore. Si tratta di un impianto da 16 megawatt destinato a produrre 22 milioni di kilovattore di energia che sul libero mercato valgono diversi milioni e milioni di euro. Ora non si capisce la fretta di Aeroporti di Puglia, soprattutto dopo il «pasticcio» realizzato con il bando dell’allungamento della pista, prima ritirato e poi ripubblicato con qualche «postilla» che poteva essere inserita già nel primo bando, ovvero il richiamo al parametro della sicurezza. Una postilla che, tuttavia, in caso di infrazione europea ai danni del Lisa dovrebbe essere «allargata», se non altro per la proprietà transitiva, anche ai mega investimenti (80 milioni di euro contro i 14 su Foggia) per Bari e Brindisi anch’essi interessati a lavori per la sicurezza.

Anche il grido d’allarme sui costi futuri del «Gino Lisa», sollevati dall’assessore al bilancio Di Gioia e dal codazzo dei «consiglieri regionali», non avrebbe alcun senso visto che con quell’impianto fotovoltaico Foggia porterebbe in dote alla Regione e ad Aeroporti di Puglia milioni di euro che ripagano ampiamente i piccoli sforzi fatti per il Gino Lisa, peraltro con i fondi europei che la Regione ottiene, e spende altrove, grazie ai parametri di sottosviluppo della Capitanata.

Articolo di Filippo Santigliano pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno dell’8.1.2014

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Notizie