Per non dimenticare. Gli errori di valutazione che hanno sempre bloccato lo sviluppo dell’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia, che adesso non si devono più ripetere (per non perdere i fondi della pista)

| 27 novembre 2013

Sembrava fosse fatta: la pubblicazione del Bando di Gara per l’Allungamento della Pista del “Gino Lisa” , avvenuta da parte di Aeroporti di Puglia il 30.09.2013 (con scadenza il 20.11.2013) pareva aver sancito finalmente la fine di 43 anni di sottosviluppo dell’Aeroporto Civile di Foggia, il giusto coronamento di oltre TRE ANNI DI SFORZI CONGIUNTI (dall’Ottobre 2010) profusi dalla Società Civile Foggiana, da Aeroporti di Puglia, dal Comune di Foggia per iniziare finalmente a volare davvero da e per la Capitanata, sogno inseguito dal 1970, anno della apertura dello scalo foggiano al traffico aereo civile, dopo una lunga e gloriosa storia militare.

Erano arrivate oltre 40 offerte offerte di Aziende per partecipare alla gara dei 14 milioni di euro, erano iniziati i primi costruttivi contatti con i proprietari di abitazioni e terreni che avrebbero dovuti essere legalmente espropriati per allungare la pista, si era in fiduciosa attesa degli ultimi adempimenti burocratici (OK definitivo della VIA – Valutazione Impatto Ambientale)… quando che come, come un fulmine a ciel sereno, il 14.11.2013, ad una settimana dalla fine della gara di appalto, il Nucleo Valutazione Investimenti (NVVIP) della Regione Puglia dice improvvisamente ad Aeroporti di Puglia “Fermate subito la gara di Foggia, perché temiamo che la UE possa considerarlo un investimento ingiustificato, non meritevole dei 14 milioni di euro già stanziati nel 2012 (15,5 milioni contando tutti gli oneri e tasse), e quindi bloccare anche la restante parte degli 81 milioni di euro totali per gli aeroporti pugliesi, destinati anche a Bari e Brindisi”.

In questo atto apparentemente legittimo, ci sono molte, troppe stranezze (a cominciare dalla tempistica, che sembra quasi studiata apposta per falciare sul traguardo un corridore vittorioso al termine di una lunga ed estenuante maratona), tra cui:

I) Il Bando di Gara è il frutto di TRE ANNI di Conferenze, Studi, Progetti, Riunioni, Approvazioni, anche da parte della stessa Regione Puglia: come mai solo adesso si pongono dubbi sulla sua profittabilità? Forse perché in realtà si sperava che il progetto venisse bocciato/insabbiato prima?

II) L’On. Michele Bordo, Presidente Commissione Politiche UE della Camera, dice che Bruxelles non ha mai chiesto questa verifica sui fondi dell’aeroporto di Foggia: e allora come mai la Regione si è preoccupata di AUTO-DENUNCIARSI spontaneamente, cosa MAI avvenuta prima?

III) Come mai tutte queste preoccupazioni solo per 14 milioni di euro per Foggia, ed invece mai nulla da eccepire sui 300 milioni elargiti finora allo scalo di Bari, sui 130 a quello di Taranto, sui 70 a quello di Brindisi? Sono 500 milioni di euro in 10 anni (2002-2012): alcuni di questi sono “palesemente” uno spreco, come i 30 milioni per ristrutturare la vecchia parte militare di Bari (forse in vista di un futuro “Palese Terminal 2”?)

IV) Come mai sono stati spesi nello stesso periodo circa 20 milioni di euro per ristrutturare il Terminal di Foggia, il Piazzale Velivoli, gli Autonoleggi, ecc., se poi non si vuole completare l’investimento con la parte più importante, cioè la pista? Che senso allora ha aver speso quei 20 milioni?

V) Come mai le motivazioni (superficiali, ed ampiamente confutate in questo documento: vedasi “le 8 False Convinzioni”, da cui tali motivazioni paiono discendere direttamente) addotte allo stop dell’investimento su Foggia (mancanza di strategie turistiche e sinergie con gli enti locali, ecc.) non sono mai state addotte per gli altri 3 scali pugliesi? Perché solo per Foggia?

A queste ed altre incongruenze/inconsistenze del “parere negativo” del NVVIP, Mondo Gino Lisa risponde con il presente Documento, che riprende e completa l’ALLARME SUI FONDI GIA’ LANCIATO SU QUESTE STESSE PAGINE IL 26.06.2011: si lascia volutamente il testo originale di allora (ma arricchito ed esteso negli 8 punti trattati), per far meglio comprendere come il “rischio dirottamento dei fondi” (conseguenza della malefede dei nemici del “Gino Lisa”…) fosse già intuibile ben cinque mesi prima che il problema esplodesse, ed è quindi stato volutamente ritardato fino ad ora. Sta adesso alla Buona Volontà di tutti fare in modo che si possa riprendere quanto prima il cammino tanto ingiustamente interrotto.

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