«Gino Lisa, la Regione riapra subito la gara». Mongelli da Vendola forse martedì, si apre uno spiraglio

| 23 novembre 2013

Il bando va riaperto, la notifica da inviare a Bruxelles non potrà fermare la gara per l’assegnazione dei lavori. E’ il compromesso per il Gino Lisa, la strada suggerita dagli amministratori foggiani per rimuovere gli ostacoli che oggi impediscono alla Regione di autorizzare il finanziamento di 14 milioni per il prolungamento della pista a causa dello stop, più virtuale che formale, dell’Unione europea. Via Capruzzi teme un’infrazione comunitaria e così chiede all’Ue cosa fare. Ma i tempi rischiano di diventare biblici, forse un anno – a quanto si dice – prima che la burocrazia comunitaria risponda.

Ecco dunque aprirsi lo spiraglio, auspicato alla vigilia della mobilitazione istituzionale ieri a Palazzo di città, dopo oltre tre ore di discussione e sul filo del telefono. L’assessore regionale al Bilancio, Leo Di Gioia, ha lasciato ieri l’assemblea a cui hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni, i sindaci e gli imprenditori con una punta di ottimismo: «Dateci un paio di giorni, dobbiamo valutare bene ogni cosa». Da Aeroporti di Puglia il nulla osta è partito: «La Regione ci ha fermato – la risposta filtrata ieri – tocca a loro farci sapere se dobbiamo proseguire». La Regione dovrebbe rispondere a stretto giro, il sindaco Gianni Mongelli si è detto fiducioso: «Abbiamo compiuto un passo avanti, mi auguro che questa vicenda si possa concludere entro martedì».

Il presidente Vendola e l’assessore ai Trasporti, Giannini, hanno dato la loro disponibilità a un incontro per la prossima settimana. I vertici regionali guardano con preoccupazione all’affare Gino Lisa, sanno di dover agire con la pistola del malcontento popolare puntata alla tempia. Il movimento “Vola Gino Lisa” ha annunciato con il presidente Marcello Sciagura «una manifestazione davanti la sede di via Capruzzi entro quindici giorni, se Aeroporti di Puglia non riaprirà il bando». La Regione è nel mirino, il sindaco Mongelli e l’assessore Di Gioia sono stati gli unici ieri a difenderla in consiglio comunale.

«Se non c’era la volontà politica di realizzare il prolungamento della pista la Regione avrebbe avuto tutte le ragioni per non farla», la difesa d’ufficio di Di Gioia. Poi però è arrivato lo stop del Nucleo di valutazione sugli investimenti (che considera il prolungamento della pista un investimento senza ritorno economico), un muro contro il quale si sarebbe andati a sbattere comunque considerata la bassa considerazione che in Regione nutrono per le potenzialità di sviluppo del Gino Lisa, lo ammette anche il foggiano Di Gioia. E’ questo il macigno ora da rimuovere: «Da maggio scorso – sottolinea l’assessore al Bilancio – siamo obbligati a notificare all’Ue le opere che eventualmente necessitano di aiuti di Stato. Non potevamo sottrarci alla norma: alla stessa procedura è sottoposto l’interporto di Bari, lo stesso sarà anche per la caserma Miale di Foggia. Si può discutere sulla tempistica (la sospensione del bando avvenuta a sette giorni dall’apertura delle offerte: ndr) ma la gara per la pista a mio avviso è stata troppo frettolosa».

La posizione “bipar tisan” assunta da Di Gioia (ai concittadini ha consigliato di assumere un ruolo più propositivo sul Gino Lisa, non dimentico del ruolo di primo piano nel governo Vendola), non poteva che essere quella e anche il sindaco, conciliante ma fermo con via Capruzzi, ha badato più che altro a stemperare gli animi dei più esagitati che ora vorrebbero fare le pulci agli scali di Bari e Brindisi, ma poi passata la buriana tornano in letargo. Restano i distinguo: l’on. Michele Bordo, presidente della commissione Politiche Ue della Camera insiste, in disaccordo con Di Gioia, sulla notifica: «Non serve, l’Ue ha autorizzato l’opera (la pista: ndr) nel 2012». Ma c’è una via di mezzo, «il modo per superare le difficoltà» sul quale concordano sia Bordo che Di Gioia e che forse va solo fatto comprendere meglio a Via Capruzzi.

L’allerta di Di Gioia «Di noi non si fidano»

Di Carlo (Confindustria): «A Bari i vettori li trova Emiliano?»

E’ l’eterna sfiducia della Regione il morbo che rischia di colpire a morte la classe politica e imprenditoriale foggiana, in mancanza di uno scatto di reni. L’assessore Di Gioia quell’aria la respira tutti i giorni, da quando occupa un assessorato di peso nella giunta Vendola. Ieri ha cercato perciò di mettere in guardia i suoi ex colleghi: «Dobbiamo già pensare a cosa ne sarà dopo dell’ae – roporto, a pista allungata. Facciamola anche noi qualche proposta».

A giudicare dalle reazioni suscitate, la sensazione è che l’avvertimento rischi però di passare in secondo piano. «Ma perché – si è domandato il presidente di Confindustria, Giuseppe Di Carlo – a Bari le compagnie per l’aeroporto le trova il sindaco Emiliano?. Il Gino Lisa – ha rincarato la dose – è stato costruito con i soldi dei foggiani, ma lo scalo è di fatto concorrente di chi lo gestisce. La società che gestisce l’aeroporto di Verona ha comprato l’aeroporto di Brescia pur di non farlo volare. Qui è lo stesso. Aeroporti di Puglia molli la gestione dello scalo che la prendiamo noi».
Il sindaco di Manfredonia, sulla stessa lunghezza d’onda, vede analogie fra il Gino Lisa e lo stallo del porto industriale di cui addebita responsabilità dirette alla Regione. «Se a Bari ritengono che il Gino Lisa sia un errore – ha detto Angelo Riccardi – lo dicano apertamente. Ryanair vola da Bari con i soldi di noi tutti, troppo facile far volare gli aerei così. Io credo che da Foggia non volerà mai un aereo – ha concluso Riccardi – perché fin quando non verremo messi nelle condizioni di competere sarà tutto più difficile».

Parla di «ortodossia interpretativa» il consigliere regionale Giandiego Gatta, per il quale il Gino Lisa sarebbe vittima «di qualche burocrate, di quelli che suggeriscono ai politici solo ciò che vogliono suggerire». E poi una stoccata a Vendola: «Elencatemi una sola opera pubblica, anche modesta, che in nove anni il governatore pugliese ha portato in Capitanata».

«Inefficienze e incapacità operative”, sono alla base della vicenda del Gino Lisa anche per l’ex sindaco Paolo Agostinacchio oggi consigliere comunale d’opposizione. «L’aeroporto è la tessera complessiva di un mosaico di crescita, altrimenti siamo al di la del bene e del male». Non condivide il fair play istituzionale del sindaco Mongelli nemmeno il sindacato: «Questa linea ci porterà al blocco istituzionale – il parere del segretario della Cisl, Emilio Di Conza – quanto avvenuto oggi (ieri: ndr) è un film già visto». «La soluzione va trovata tra le pieghe delle interpretazioni giuridiche » per il consigliere comunale Luigi Miranda.

 

L’appalto/ Ribassi d’asta fino al 50%

Il co-finanziamento (eventuale) per la pista a costo zero

Seguendo il percorso delineato ieri durante l’assemblea in Comune, quasi certamente ci sarà bisogno di un co-finanziamento regionale per rendere finanziabile la pista del Gino Lisa con fondi comunitari. La Regione ne è ben consapevole, la quota del co-finanziamento è già stata calcolata dagli uomini di Vendola, qualora Bruxelles dovesse ravvisare gli estremi dell’aiuto di Stato nell’appalto per il prolungamento della pista a 2000 metri (1800 praticabili) del Gino Lisa. L’intervento di cassa sarebbe indolore per la Regione, persino a costo zero. Seguendo la scia degli appalti con cui Aeroporti di Puglia che affida i suoi lavori con ribassi fino al 50% se non oltre, per costruire la pista potrebbero bastare circa 4 milioni di euro (su un importo a base d’asta di 8.5 milioni). L’aggravio di oneri e altri interventi farebbero comunque lievitare la spesa complessiva dell’investimento a circa 10 milioni di euro. Tuttavia con la compensazione del ribasso d’asta i 4 milioni del co-finanziamento regionale (70% di fondi Fas, 30% di partecipazione regionale, sempre secondo le stime) verrebbero in questo modo quasi del tutto assorbiti e il Gino Lisa non costerebbe un euro in più alla Regione.

Il tour operator Notarangelo: «Adp riporti i tedeschi sul Gargano»

Aeroporti di Puglia tour operator del Gargano? L’idea l’ha lanciata Girolamo Notarangelo, imprenditore turistico e membro del consorzio di albergatori Gargano mare. «Metto a disposizione mille camere e una percentuale del 40% se mi daranno una mano a portare turisti dalla Germania. Con Air Dolomiti c’è già un accordo vantaggioso sul prezzo del biglietto, 180 euro andata e ritorno. Ma i tour operator tedeschi – ha sottolineato ieri in Comune – ci chiedono di svendere i nostri pacchetti. Sarebbe anche un modo per avviare un confronto operativo con il gestore degli scali pugliesi nell’attesa che gli aerei di Air Dolomiti possano atterrare anche a Foggia».

Articoli di Massimo Levantaci pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno del 23.11.2013

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