Trasporto aereo, la Puglia cresce. L’Amministratore di Adp: «Nonostante la crisi, la società investe nei 4 scali»

| 2 novembre 2013

«Vede? Qui sorgeranno le strutture che ospiteranno le aziende che dovranno realizzare il nuovo aereo regionale per il quale saranno impiegati alcune centinaia di nuovi addetti». Eppoi interventi a Brindisi, a Foggia, a Grottaglie, «che resta uno scalo cargo, come previsto dal Piano regionale dei Trasporti. Dunque nessuna apertura ad ipotesi di voli civili». Giuseppe Acierno, 44 anni, brindisino, neo amministratore unico di Aeroporti di Puglia, in piedi davanti al tavolo della sua stanza al secondo piano dell’aeroporto di Bari con vista sulla pista, solleva gli enormi fogli dei progetti preparati dai suoi tecnici per spiegare «dove» e «come» saranno impiegati gli investimenti per diverse decine di milioni di euro previsti per i quattro scali pugliesi: circa 15 milioni, per l’ampliamento dell’aerostazione e il piazzale di sosta aeromobili nello scalo di Brindisi; 12 milioni per l’ampliamento dell’area est dello scalo di Bari; 450 milioni (di cui 150 della Regione) per gli stabilimenti aeronautici di Grottaglie e Foggia; più altri 14 per la pista dello scalo Gino Lisa.

Acierno snocciola numeri, percentuali e strategie della società di gestione aeroportuale, fiore all’occhiello della Regione Puglia che il governatore Vendola gli ha affidato sei mesi fa. Ma soprattutto spiega che la Puglia «in contro tendenza al mercato internazionale registra, anche grazie al lavoro fatto in questi anni per favorire la crescita, un consolidamento del traffico internazionale che compensa la crisi generale della domanda».

«La riduzione a gennaio era circa del 12%, ad oggi, fine ottobre, siamo a meno 5. A fronte di questa flessione registriamo invece un aumento del traffico internazionale.

La Puglia dunque, secondo i dati registrati sullo scalo di Bari soprattutto, ma anche su Brindisi cresce (rispetto al mese di ottobre dello scorso anno) nel suo appeal verso l’estero del 18%. Questo dato dimostra, forse che da un punto di vista turistico la nostra regione inizia ad inaugurare una nuova offerta di destagionalizzazione».

Come pensate di riparare ai tagli dei collegamenti fatti da Alitalia?

«Sicuramente con la continua ricerca di nuovi partner. A questo proposito, oltre alla annunciata iniziativa di RyanAir con il raddoppio dei voli da Bari e Brindisi su Roma-Ciampino, contiamo di definire a breve altri accordi con un’ altra compagnia low cost: Easyjet (da Brindisi su Ginevra e Basilea) e con la Vueling (su Firenze). Per quanto riguarda, invece le tratte internazionali puntiamo a collegamenti da Bari su Mosca (due voli alla settimana), Vienna e Sofia e Istanbul con la Turkish Airlines».

E su Brindisi? L’amministratore unico di Adp, brindisino doc, cerca di mantenere la prevista freddezza professionale richiesta ad un manager che deve gestire senza slanci emotivi le scelte aziendali che riguardano la sua terra. «Per Brindisi – dice – oltre agli investimenti infrastrutturali contiamo su 10 collegamenti nazionali, 9 internazionali e in futuro il consoldiamento di collegamenti charter incoming da Vienna e da Israele ».

Su Brindisi Acierno e il direttore generale della società, Marco Franchini memoria storica di questa azienda strategica per la Puglia, vorrebbero aggiungere commenti su alcune scelte che la politica locale ha fatto (come il collegamento su gomma tra l’ospedale «Perrino» e l’aeroporto) o non ha mai intrapreso: come lo sviluppo del sistema integrato tra le due modalità trasportistiche, porto-aeroporto, la cui vicinanza fisica fanno di questa città unico esempio al mondo.

Parliamo allora di Grottaglie: il territorio e dunque le istituzioni locali chiedono di poter utilizzare lo scalo anche per uso civile, cioè per il traffico passeggeri. Sarà possibile immaginarlo?

«La Puglia si è dotata nel 2003 del piano regionale dei trasporti che prevedeva due aeroporti per i voli civili (Bari e Brindisi), uno come base per gli elicotteri (Foggia) e Grottaglie per il traffico cargo. Ogni altro esercizio non è contemplato in quel piano, nè l’attuale crisi economica lo consiglia».

Articolo di Franco Giuliano pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 2.11.2013

È possibile vedere il video dell’intervista cliccando qui e qui.

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Categorie: Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Sviluppo