| 27 giugno 2013

COMUNICATO STAMPA DEL 27.06.2013

BASTA CON LA FINTA SOLUZIONE DI AMENDOLA!

La posizione di Mondo Gino Lisa (condivisa da altri gruppi pro-aeroporto) sul “NO” a puntare su Amendola per lo sviluppo dei voli dalla provincia di Foggia e da quelle limitrofe.

Fa molto male a chi ha davvero a cuore la sfida di far crescere la Provincia di Foggia e crede in questo progetto, assistere ciclicamente allo spettacolo di chi crede di trovare la soluzione all’esigenza di volo tirando fuori dal cappello l’ipotesi di Amendola, o tantomeno di Borgo Mezzanone.

Questi personaggi sono mossi da motivazioni spesso incomprensibili, forse credendo di aver pensato per primi ad una soluzione (in realtà inconsistente) poiché nessun altro lo aveva fatto in precedenza. In realtà sul tema dei voli a Foggia da qualche anno esiste un gruppo di veri appassionati e competenti tecnici del settore che hanno studiato tutte le ipotesi per risolvere il problema trovando l’unica fattibile (l’allungamento della pista del Gino Lisa), riportando tutti i documenti del caso su un portale pubblicamente accessibile www.ginolisa.it.

L’ultimo episodio di ciò che si può definire una vera e propria soap opera è quella degli onorevoli Salvatore Tatarella e Pino Pisicchio che, negli ultimi giorni, hanno tirato fuori nuovamente l’ipotesi di Amendola spingendosi addirittura a chiedere al ministro Mauro di scavalcare il problema dell’incompatibilità fra i voli civili e l’attività operativa ponendo la richiesta come di tutto un territorio.

Una scena che sa di “brutta figura” perché chi è del settore sa già che la risposta finale sarà un “no”, comportando nel frattempo solo perdita di tempo ed assenza della soluzione al problema. Motivo per farlo? Venendo meno consistenza sul piano tecnico, rimane pensare semplice disconoscenza sull’argomento.

Tuttavia gli interessati sono stati contattati dalla nostra associazione via facebook nei giorni scorsi, spiegando l’impossibilità di perseguire la strada di Amendola, fornendone immediato riscontro documentale. Il “tram tram” mediatico è però proseguito. Allora ci domandiamo se l’intento è una propaganda per mettersi in mostra all’opinione pubblica, colpevole di ignorare alcuni aspetti tecnici noti a chi è del settore come noi, come fautori nel trovare una (finta) soluzione al problema dei voli.

A questo punto è stato inevitabile un nostro intervento a mezzo stampa.

La nostra non è una presa di posizione immotivata contro l’ipotesi di Amendola ai voli civili. Dietro ci sono delle motivazioni tecniche molto importanti, che abbiamo spiegato diverse volte sul nostro sito www.ginolisa.it, ma che siamo pronti a ripetere. Tali motivazioni sono quasi sempre omesse da chi fa propaganda, per ignoranza o per volontà diverse.

Amendola non è un semplice “aeroporto militare”, è una delle attuali 12 M.O.B. (Main Operating Base) – e future 6 – dell’Aeronautica Militare. Si tratta quindi di qualcosa di più, un pregio che contraddistingue proprio la provincia di Foggia e che dovrebbe renderne onore.

Il Decreto ministeriale del 25 gennaio 2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n° 57 del 7 marzo 2008, classifica insieme ad altri dodici aeroporti militari italiani, l’aeroporto di Amendola come categoria M.O.B. (Main Operating Base) specificando che è «…ad uso pieno ed esclusivo militare, su cui sono svolte le attività fondamentali dell’Aeronautica Militare, che non possono essere riallocate pena il decadimento operativo della funzione assolta».

Questo decreto è molto esplicito: una M.O.B. è incompatibile al traffico civile, pena la perdita della definizione stessa di M.O.B. e della funzione assolta, ovvero pena il declassamento.

Molti dimenticano anche che Amendola è l’unico aeroporto italiano in cui sono presenti i «Predator», gli aerei militari di ultimissima generazione che volano senza pilota telecomandati. Essi sono stati usati negli ultimi importanti e recenti conflitti mondiali. Non ci sono altri aeroporti sul territorio nazionale che ospitano tali velivoli.

Quindi non stiamo parlando di uno scalo qualunque: basti pensare che influenza anche le operazioni di volo del vicinissimo Gino Lisa. In quest’ultimo, infatti, il decollo e l’atterraggio degli aerei dalla testata Nord comporta il sorvolo della zona di Manfredonia/San Severo, nel raggio di azione di Amendola. Non sempre sono possibili, anzi quasi mai. Pertanti i velivoli sono costretti a decollare ed atterrare dalla testata sud, in direzione Candela/Subappennino.

Concludendo, per noi, chi parla di apertura di Amendola ai voli civili:

  1. omette, per ignoranza o volontà, questi importanti aspetti e quanto stabilito dal decreto di cui in alto;
  2. con elevata probabilità non fa i giusti interessi della provincia di Foggia, perché implicitamente vuole che si perda quest’importante pregio che abbiamo dalle nostre parti, uno degli ultimi che ci è rimasto;
  3. non sta fornendo una fattiva soluzione al problema dell’esigenza di volo. Anche se più vicino al Gargano, Amendola non risolve i problemi. Siamo i primi a sostenere l’importanza di investire nel turismo della provincia di Foggia. Ma esso non è solamente rappresentato dal Gargano. Investire sul Gino Lisa significa seguire una strada percorribile ed avere una soluzione adatta sia per il Gargano che per il Subappennino e le province limitrofe, poichè il bacino di utenza è molto più ampio;
  4. Amendola va dotato da zero di un terminal, di infrastrutture e di collegamenti ad oggi inesistenti; il che significa uno sforzo ed un costo sicuramente maggiore. Il Gino Lisa ha già tutto l’occorrente, anche i collegamenti che già esistono e che vanno semplicemente rafforzati; ne abbiamo dato dimostrazione con uno studio di fattibilità pubblicato sul nostro sito alla pagina http://www.ginolisa.it/?p=2750;
  5. chi sponsorizza Amendola, non vuole risolvere il problema: sa a prescindere che la proposta è inconsistente ed inattuabile; allora domandiamo perché lo fa? Forse perché il vero motivo è non volere che la provincia abbia un aeroporto, ma preferisce cavalcare l’onda del “dettare il verbo verso una folla ignorante” per soli scopi di propaganda e del “consenso facile”;
  6. probabilmente non ha reale interesse a risolvere i problemi.

In sostanza, la provincia di Foggia (tra cui il Gargano) chiede un aeroporto davvero funzionante e funzionale a servizio del territorio. Non è assolutamente vero che si chiede l’aeroporto di Amendola, reputando il Gino Lisa non adatto. Su la Gazzetta del Mezzogiorno del 26.06.2013 Francesca Ietto del consorzio Gargano mare di Vieste dichiara che il promontorio «è un sistema economico che va aiutato. Sul Gargano non abbiamo una ferrovia seria, le strade sono piuttosto penalizzanti eppure ogni tanto scopriamo che arrivano turisti dai posti più impensabili, ora pure dall’Australia. Non abbiamo mai fatto distinzione fra Amendola o Gino Lisa, purchè si trovi una soluzione».

Per maggiori informazioni invitiamo a dare una lettura a quest’articolo sul nostro sito http://www.ginolisa.it/?p=2519 oppure a leggere direttamente il decreto cliccando su http://gazzette.comune.jesi.an.it/2008/57/4.htm e su http://gazzette.comune.jesi.an.it/2008/57/23.pdf.

Un discorso simile può esser fatto per l’altra proposta ancor più inconsistente di Borgo Mezzanone, le cui motivazioni sono consultabili sul nostro sito alla pagina http://www.ginolisa.it/?p=4283.

 

Mondo Gino Lisa
www.ginolisa.it

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