La nuova pista corre verso l’ignoto Acierno: «A repentaglio i 14 milioni per il prolungamento, ma vietato fermarsi»

| 29 maggio 2013

Il Gino Lisa dovrà fare in modo di non perdere l’appuntamento con i 14 milioni di finanziamenti per il prolungamento della pista, a rischio dopo il 31 dicembre se non si sarà riusciti a ottenere tutte le autorizzazioni necessarie (ne manca solo una). Lo ha chiarito ieri il nuovo amministratore unico di Aeroporti di Puglia nel primo faccia a faccia con il sindaco Gianni Mongelli a Palazzo di città. Ma non sarà solo una questione di tempo e di autorizzazioni. «Quei fondi (destinati al Sud per le aree sottoutilizzate: ndr) sono a repentaglio sia per questo investimento sia per tutti gli altri già programmati sulle infrastrutture aeroportuali in Puglia», ha ribadito con la Gazzetta Giuseppe Acierno al termine dell’incontro con il primo cittadino.

Quindi il Gino Lisa potrebbe ritrovarsi con tutte le autorizzazioni per la nuova pista e vedersi sfilare i soldi sotto il naso perchè destinati ad altre più impellenti esigenze. L’incertezza deriva dalle entrate traballanti dello Stato e da una condizione economica che potrebbe richiedere l’impiego anche di quei finanziamenti (europei), assegnati in origine in via esclusiva alle regioni del Sud, ma già ampiamente saccheggiati e per cause anche poco onorevoli come nel 2009 dal governo Berlusconi per pagare le multe leghiste sulle quote latte. Acierno si è presentato a Foggia con questo «botto», peraltro annunciato dall’evoluzione del dibattito politico nazionale. Per il resto da Di Paola ad Acierno, la linea della continuità sembra confermata anche se rispetto al vecchio manager di Adp rimasto in carica per undici anni, Acierno ha l’aria più di un tecnico e sembra poco disposto a fare concessioni pur tenendo alla salvaguardia dei rapporti istituzionali.

Ieri nel primo incontro ufficiale (a porte chiuse) il primo cittadino era con l’assessore all’Urbanistica Augusto Marasco, mentre il vertice di Adp si è presentato al gran completo con il direttore generale Marco Franchini e il direttore amministrativo Patrizio Summa. Mongelli, tuttavia, prima di ricevere Acierno aveva avuto uno scambio di vedute con alcuni operatori turistici locali «interessati ai collegamenti con i Balcani». La chiacchierata è planata anche sull’ipotesi di nuovi collegamenti dal Gino Lisa, ma è stato il sindaco a fare il primo passo auspicando un «più rapido coinvolgimento degli operatori turistici locali e delle imprese» da parte di Adp. Acierno però non ha promesso nulla: «Il mercato in questo momento non gode di ottima salute – la sua risposta – dobbiamo fare i conti con una forte contrazione delle compagnie. Ma la funzione commerciale di Aeroporti di Puglia sta proprio in questo, stimolare il mercato e quelle componenti di alta attrattività che possono generare domanda di mercato».

Resta il dato di fondo di un aeroporto messo a punto anche con le certificazioni europee con l’ultimo appalto da 10 milioni di euro ormai in dirittura d’arrivo, ma destinato a restare senza collegamenti aerei ancora per molto stante le difficoltà in atto. Acierno su questo punto ha preferito sorvolare: «Con il sindaco abbiamo rinnovato lo spirito di collaborazione fra Comune e Adp per questo l’incontro – ha aggiunto – è stata un’utile occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento delle opere programmate e sottolineare la pronta reattività di Aeroporti di Puglia e delle sue componenti amministrative». Reattività finora espressa però solo nell’apertura dei collegamenti stradali da Bari al Gargano, quanto ai voli la patata bollente viene lasciata nelle mani del «territorio».

Adp: almeno 5 anni per la piena operatività ma un’inattività così lunga sarebbe fatale al «Lisa»

Aeroporti di Puglia stima in cinque anni i tempi che occorreranno al «Gino Lisa» per gareggiare nel libero mercato dei voli con una pista da 1800 metri. La confidenza è stata fatta ieri, anche se sarebbe sbagliato definirla tale: sono quelli, purtroppo, i tempi che occorrono tra pubblicazione del bando di gara, assegnazione dell’appalto, esecuzione dei lavori (forse la parte più breve: tredici mesi), collaudi vari e infine messa in «esercizio». E stiamo parlando di azioni che potranno partire soltanto dopo l’approvazione del progetto esecutivo e dunque ad autorizza- zioni ormai avvenute: al momento manca la valutazione d’impatto ambientale da parte del ministero e la modifica al piano tratturi del consiglio comunale due adempimenti puramente formali (specie il secondo), ma che rosicchieranno qualche altro mese al conto alla rovescia sul 31 dicembre. Tutto questo per dire che sarebbe impensabile tenere il Gino Lisa senza lo straccio di un collegamento per un periodo così lungo.

Dopo cinque anni di completa inattività (più altri due già passati da quando la Darwin se n’è andata, novembre 2011), chi volete che possa prendersi ancora la briga di testare le potenzialità di un mercato ormai narcotizzato da una lunga sequenza di attese tradite? Aeroporti di Puglia dovrebbe porsi per primo la domanda, non consegnarla alle considerazioni degli enti locali che pure hanno le loro responsabilità del profondo stato comatoso in cui è stato ridotto l’aeroporto. Oggi il Gino Lisa necessita di un programma serio di mantenimento che parta innanzitutto dalle prospettive sui charter turistici: ci sono, come ha detto ieri il sindaco, operatori disposti a operare con la pista attuale (1500 metri scarsi), perciò si mettano nelle condizioni migliori per organizzare questi col- legamenti. Aeroporti di Puglia in questo dovrebbe agevolarli applicando – proponiamo – una politica tariffaria più agevolata, incoraggiandoli a partire. Lo farà?

 

Articoli di Massimo Levantaci pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno del 29.05.2013

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Categorie: Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Notizie, Pista, Sviluppo