Le scuse che non fanno volare il “Lisa”

| 12 aprile 2013


Il discorso della compatibilità tra il ‘Gino Lisa’ e l’antropizzazione dell’area in cui risiede, lascia il tempo che trova. Sollevato come un problema, appare essere più un’ulteriore scusa su cui appoggiarsi pur di fare il possibile per frenare un processo già in atto, quello dell’allungamento della pista, ed estremamente voluto a gran voce dalla popolazione. Ed è una scusa talmente banale che ancor di più evidenzia quella che in realtà è l’estrema ricerca di nascondersi dietro ad un dito”.

A dirlo con fermezza a IL MATTINO DI FOGGIA è Andrea Casto Presidente di ‘Mondo Gino Lisa’ da diversi anni in trincea per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità del funzionamento dello scalo foggiano e per sollecitare l’avvio ed il completamento di tutti i lavori e procedure necessarie affinchè finalmente gli aerei decollino ed atterrino in Capitanata.

“Siamo arrivati ad un punto dell’iter di allungamento della pista in cui tutte le opposizioni sollevate da quando esso ha avuto inizio (tra cui ad esempio ricordo la compatibilità con gli edifici alle estremità delle testate, impatto ambientale, ecc…) si sono tramutate in opportunità, ovvero in documenti che hanno dimostrato la loro infondatezza, cioè la possibilità di procedere con l’opera e con l’espansione dell’aeroporto – spiega Casto -. Passo dopo passo siamo arrivati al punto in cui adesso la mano è solamente in mano ad autorità locali Foggiane, poichè quelle di ambito regionale hanno tutte dato il loro parere positivo. E proprio a questo punto si è creata l’attuale situazione di stallo. Spesso si pensa che i cittadini siano degli stolti. In realtà l’analisi attenta dei fatti evince come sia ormai chiaro che il ‘Gino Lisa’ non è mai decollato per la principale colpa dei foggiani, con il benestare di chi era a Bari – aggiunge-.

Il concetto che è stato fatto passare negli anni, sintetizzabile in ‘a Bari non vogliono’ piuttosto che in ‘è tutta colpa dei baresi’, ormai è dimostrato essere inconsistente ed infondato. Non è mio compito espandermi con le motivazioni, ma probabilmente più di un interesse voleva (o vorrebbe) che la gente la pensasse così”.

Ritornando al discorso della compatibilità tra il ‘Gino Lisa’ e l’antropizzazione delle zone sottostanti, sollevata come difficoltà qualche giorno fa da esponenti di Foggia, Casto asserisce che “Ciò non mi meraviglia. Sicuramente un aeroporto vicino ad una città non è paragonabile ad uno in aperta campagna. Tuttavia, quello di Foggia non è l’unico esempio in Italia e all’estero di infrastruttura di volo costretta a convivere con palazzi, strade, porti, spiagge ecc… Sembra quasi che solo a Foggia debba porsi il problema. Ma così non è per due semplici motivazioni.

La prima è che è stato redatto e consegnato un piano di rischio aeroportuale, ovvero una documentazione che studia pezzo per pezzo le aree attorno al sedime aeroportuale dal punto di vista del rischio derivante dalle attività di volo- prosegue-. Tale studio, in Italia, è stato svolto solamente per gli aeroporti di Milano e Roma. L’anomalia è che stato richiesto anche per quello di Foggia, come se il Gino Lisa possa mai essere comparato in termini di traffico ai precedenti due scali… Nonostante questo, tale documento ha dimostrato la compatibilità dell’infrastruttura di Viale degli Aviatori con il resto della città.

La seconda è che esistono in Italia un elenco ampio di aeroporti praticamente dentro le città. Essi, con il loro traffico, comportano il decollo e l’atterraggio di un numero di aeromobili molto elevato rispetto a quanto potrà mai fare il Gino Lisa nel breve e nel medio termine. Penso all’aeroporto di Capodichino, praticamente dentro la città di Napoli (metropoli con una densità di 8.197,65 ab./km²), all’aeroporto di Pisa (paragonabile per posizione ed attiguità a quello Foggia) che sviluppa quasi 4 milioni di passeggeri, gli scali di Treviso, Bologna e persino Milano Linate dove le rotte di decollo e di atterraggio degli aeromobili attraversano intere fasce urbane. Ad esempio a Milano gli aeromobili atterrano passando pochi metri più in alto dei palazzi di San Donato e San Giuliano. Treviso poi è il secondo aeroporto di Venezia ed una delle principali basi di Ryanair. Alla lista possiamo aggiungere il caso di Firenze, dove l’aeroporto è praticamente circondato da autostrade, campanili, ospedali ed abitazioni (e dove vorrebbero allungare la pista, attualmente lunga quanto della di Foggia, ma non possono farlo), oppure quello di Roma Ciampino. Poi c’è il caso di Bergamo (tra i primi in classifica in Italia per numero di passeggeri) dove persiste un enorme centro commerciale da tre piani (l’Orio Center…), ovvero un luogo in cui persistono per diverse ore migliaia di persone e che si trova nella fascia rossa di un ipotetico ‘Studio di impatto ambientale’. Se infatti venisse redatto per Begamo un documento similare a quanto fatto per Foggia, si arriverebbe al punto di dover scegliere tra il centro commerciale e l’aeroporto, poichè il primo non permetterebbe l’esistenza del secondo. Se andiamo all’estero
penso, ad esempio, al caso di Gibilterra dove si ha persino un passaggio a livello sulla pista, poichè l’aeroporto è in città! – conclude Casto-.

La lista è ancora lunga. Ma, preferisco terminare con un ‘Basta chiacchiere, andiamo avanti!’. Io voglio il bene di Foggia e la sua crescita/ripresa aspetta di fare il check-in in Viale degli Aviatori.

Per chi non lo avesse ancora capito, è arrivata l’ora di destarsi. Lo sviluppo del Gino Lisa è un’opportunità per tutti. Chi non cavalcherà la sua onda, presto si troverà ad annaspare ed in una situazione che vorrei paragonare a quanto successo nel parlamento italiano. Nessuno dei grandi partiti aveva dato la giusta importanza a chi raccoglieva il forte dissenso popolare che nel tempo è cresciuto contro le istituzioni. L’effetto prodotto è stato quello di un boomerang che è sbattuto in faccia ed ha generato una situazione che gli stessi non sono più in grado di gestire e li sta danneggiando. Perciò faccio un appello all’intelligenza di tutti. Per una volta tanto, pensiamo al bene della nostra città e non all’interesse personale. Solo così tutti ne potranno beneficiare (a proprio modo). In caso contrario ne pagheremo tutti le conseguenze”.

Della stessa idea è Nicola Vascello, ex Commissario Apt di Foggia. “Il fatto che il ‘Gino Lisa’ sia ormai un aeroporto non più utilizzabile perchè inserito nel tessuto urbano è una motivazione di comodo messa in giro – asserisce Vascello -. Evidentemente qualcuno non ha nessuno interesse affinchè il ‘Gino Lisa’ venga adeguato. Insomma, è il dito dietro il quale nascondersi e mascherare una volontà per alcuni casi o una pigrizia politica in altri. Il grande limite di questa provincia è la totale assenza di una visione complessiva, una idea di sviluppo che veda gli attori preposti muoversi nella stessa direzione trasformando le dichiarazioni d’intenti in scelte concrete e conseguenziali – conclude -. A tal proposito l’esperienza fallimentare di area vasta rappresenta l’emblema del fallimento della classe politica locale capace di trasformare le opportunità offerte da un piano strategico in un libro dei sogni senza senso”.

Articolo di Matteo Palumbo pubblicato su Il Mattino di Foggia dell’11/04/2013

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Categorie: Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pareri, Pista, Rassegna Stampa, Sviluppo