Aeroporto, contrasti tra AdP e Comune. Scontro su piano di rischio: «via tutti i programmi edilizi» Marasco: «Sono già fuori»

| 8 febbraio 2013

All’indomani del sopralluogo in aeroporto della commissione nazionale di Via (valutazione d’impatto ambientale), non si capisce ancora bene se l’allungamento della pista richiederà la rimozione di ostacoli, oggi sulla carta, ma che potrebbero costituire un impedimento molto serio per il futuro dello scalo.

Aeroporti di Puglia e Enac, infatti, insistono con il Comune affinchè «elimini ogni piano edilizio nella zona di fascia A», ovvero nello spazio dei 1500 metri a partire dagli strip della pista (i margini di sicurezza). L’assessore all’Urbanistica Augusto Marasco sul punto è però categorico: «Non ci sono nuovi programmi di edilizia residenziale nella fascia A. In quest’area a ridosso della pista, ma comunque in zona tale da non pregiudicare l’attività di volo, esistono alcuni fabbricati rurali costruiti prima del 2005, anno in cui è entrato in vigore il nuovo codice della navigazione che ha inserito una serie di vincoli di edificazione più restrittivi intorno alle aree aeroportuali».

Il Comune, su questo punto, ha già chiarito che non si procederà ad alcun abbattimento di questi fabbricati rurali e che anzi il piano di rischio aeroportuale sarà destinato proprio a «congelare» tali situazioni. «Il piano di rischio – assicura l’assessore – è un falso problema, lo approveremo prima che la procedura arrivi in commissione nazionale di Via per l’esame finale».

Tuttavia Aeroporti di Puglia e Enac, che sul punto sembrano andare in perfetta sintonia, non sono convinti delle assicurazioni di Palazzo di città. «Ci sono alcuni residui di “housing sociale” già approvati – dice l’ingegner Antonio Bruno, responsabile del procedimento di Aeroporti di Puglia – abbiamo il sospetto che il Comune da questa storia non sappia come uscirne e stia cercando di prendere tempo. Se così non fosse, non si capisce allora perchè non approvare il piano di rischio che di questa procedura è parte integrante (Marasco sostiene il contrario: ndr) e che attendiamo dal giugno 2012».

La melina del Comune, ammesso che di questo si tratti, secondo il ragionamento di Bruno non avrebbe tuttavia molto senso. «Dopotutto pur senza i piani di rischio del Comune si può andare avanti lo stesso e perfezionare la procedura che potrebbe avvalersi, ad esempio, del piano di rischio regionale, molto più restrittivo di quello che avevamo proposto noi di Adp. Dovrebbe essere interesse del Comune presentare celermente il suo piano: ricordo che nella fascia A il dirigente regionale all’Urbanistica, Di Trani, non prevede altezze (precludendo dunque anche attività non residenziali, con indici di edificabilità bassi oggi previsti: ndr), e lima sensibilmente anche gli edifici autorizzati in fascia B (fino ai tremila metri: ndr)».

Sulle perplessità di Enac e Aeroporti Puglia sembra invece al momento influire poco il ricorso presentato da due proprietarie di un fondo agricolo destinato all’esproprio, ricorso fatto proprio anche da un’impresa edile (interessata agli appalti dell’housing sociale) con l’obiettivo di chiedere la revoca dell’ultima seduta della commissione regionale di Via, quella del primo via libera al prolungamento. I ricorrenti lamentano «vizi procedurali» nei lavori della commissione e sollevano rilievi di merito non trascurabili come l’incongruenza di un’ospedale situato sul cono d’atterraggio del Gino Lisa e che con l’allungamento della pista «ricadrebbe in piena fascia B».

Insomma una pista disseminata di trappole che tocca a Comune, Enac e Adp, in un gioco di squadra, disinnescare.

Appello al sindaco « C’è la possibilità di riprendere i voli anche subito»

L’associazione Mondo Gino Lisa afferma, in una nota, di aver fornito «in più di un’occasione spunti di fattibilità concreta per una ripresa immediata e corretta dei collegamenti aerei dall’aeroporto di Foggia, indicando di recente alle autorità anche le modalità tecniche dettagliate per la realizzazione». L’invito è rivolto al sindaco, Gianni Mongelli, indicato come l’unico in grado di «poter dare una forte sterzata» per il futuro dello scalo di viale degli Aviatori «permettendo la ripresa immediata dei collegamenti». Con quale vettore e in che modo, tuttavia, Mondo Gino Lisa non lo dice. L’associazione lascia comunque intendere che il primo cittadino sia già a conoscenza di un piano operativo che aspetterebbe soltanto di essere attivato.

Articoli di Massimo Levantaci pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno dell’8.2.2013

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , , , , , , , , , ,

Categorie: Conferenza dei Servizi, Generale, Le verità e i fatti in evidenza, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista, Sviluppo