Il governo riordina i cieli italiani. Via al nuovo piano aeroporti

| 29 gennaio 2013

Passera vara un provvedimento “atteso da 30 anni”. Individuati 31 scali di interesse nazionale affidati allo Stato. Gli altri saranno presi in gestione finanziariamente dagli enti locali che dovranno decidere se tenerli aperti. Stop alle aperture di Grazzanise e Viterbo

Il governo dà via libera in zona Cesarini al piano nazionale per il riordino degli aeroporti italiani. L’atto di indirizzo è stato varato dal ministro alle infrastrutture e trasporti Corrado Passera e sarà inviato ora alla conferenza Stato-Regioni per l’intesa finale. “Sono state poste le basi per una riforma attesa da 30 anni”, ha detto Passera. L’esecutivo ha individuato trentuno aeroporti di interesse nazionale (tra cui Malpensa, Fiumicino e Venezia), che saranno oggetto di interventi infrastrutturali e non prevede la costruzione di nessun nuovo scalo. Gli aeroporti esclusi dalla lista di interesse nazionale invece dovranno essere trasferiti alle Regioni competenti o ai rispettivi enti locali, che ne valuteranno la diversa destinazione d’uso e/o la possibilità di chiusura. Stop quindi alla realizzazione di nuovi scali tra cui in particolare Grazzanise e Viterbo. Tra i grandi assenti nella Serie A degli scali tricolori ci sono Brescia, Bolzano, Crotone, Cuneo, Foggia, Parma, Perugia e Siena, il cui destino è affidato ora alle decisioni (e alle tasche) delle autorità locali.

“L’atto di indirizzo è stato concepito al fine di ridurre la frammentazione esistente e favorire un processo di riorganizzazione”, scrive una nota del ministero. In Italia operano al momento 112 aeroporti di cui 11 ad uso esclusivo militare. Il provvedimento sarà sancito da un decreto della Presidenza delle Repubblica. La riforma di Passera, vista le forti resistenze incontrate finora nella razionalizzazione del caotico sistema delle infrastrutture aeree nazionali, ha il pregio almeno di far chiarezza regolamentare anche se presumibilmente non avrà vita facile. Il progetto crea una sorta di Premier League degli aeroporti (in tutto sono 31), definendo gli scali che manterranno concessione nazionale e saranno oggetti di interventi di ammodernamento e infrastrutturazione a carico dello Stato. Questo elenco comprende: Bergamo, Bologna, Genova, Milano Linate, Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia, Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona, Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste Lampedusa, Pantelleria, Rimini e Salerno.

Gli altri aeroporti dovranno volare con le loro ali e grazie ai fondi (quando ci sono) degli enti locali che se ne dovranno far carico. “Concentriamo sforzi e investimenti sugli aeroporti che rientrano nei piani infrastrutturali europei e, al tempo stesso, confermiamo il ruolo degli scali territoriali che servono importanti realtà locali – ha spiegato Passera -. Attraverso la razionalizzazione dei servizi, un piano di infrastrutturazione a medio periodo, la costituzione di reti aeroportuali, l’Italia può davvero ambire ad avere un sistema all’avanguardia e competitivo a livello internazionale, evitando sprechi di risorse pubbliche. La collaborazione con le Regioni sarà fondamentale”. Tutti gli aeroporti dovranno varare un piano di riequilibrio economico-finanziario “favorendo l’ingresso di capitali privati” e il piano favorirà la preparazione di “reti aeroportuali” tra infrastrutture omogenee a livello territoriale.

Vogliamo solo sottolineare ai nostri lettori, prima di qualsiasi considerazione frettolosa o superficiale, che tale piano aeroporti in sostanza non modifica alcun chè in merito alla situazione odierna. L’unica differenza è che gli scali minori dovranno trovare sostanza di vita presso gli Enti locali e non più rispetto al governo centrale. Nello specifico dell’aeroporto di Foggia questo già succede, poichè fondamentalmente gestito da una società (Aeroporti di Puglia) che fa capo alla Regione e non a Roma (situazione non comune in Italia). Ciò che cambia rispetto al passato sarà l’importanza della pressione e dei contributi degli Enti più contigui alla struttura di Viale degli Aviatori: il Comune e la Provincia di Foggia in primis dovranno, d’ora in poi, contribuire maggiormente allo scalo e far pressione affinchè il suo sviluppo si concretizzi. Tra gli attaccanti in campo d’ora in poi troviamo schierati proprio loro…

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , , ,

Categorie: Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie