Da handicap a risorsa? La nuova pista del Gino Lisa nello scenario di una guerra tra Ryanair e le altre compagnie aeree

| 30 settembre 2012

È guerra aperta contro Ryanair: le compagnie tradizionali (capeggiate da Meridiana e Alitalia) hanno di fatto aperto le ostilità contro il vettore irlandese, reo di operare in Italia una concorrenza sleale.

Alitalia e Meridiana accusano Ryanair di ricevere contributi pubblici per la sua operatività sulle tratte italiane attraverso i gestori aeroportuali, sovvenzioni che determinano una grave distorsione nel mercato e che contribuiscono a rendere lo scarto tra le tariffe del vettore irlandese e le altre compagnie incolmabile.

 

A questo va aggiunto che a Ryanair viene anche rimproverata di operare con un regime fiscale e contribuitivo agevolato ed  improprio e quindi non adatto ad una compagnia che opera di fatto in Italia (ulteriori dettagli qui).

La polemica non ha affatto toni pacati: Meridiana ha annunciato di sospendere le attività su Bari proprio in virtù dei contributi stanziati in passato a Ryanair, mentre quest’ultima ha risposto per bocca del suo ormai celebre O’Leary in maniera tutt’altro che conciliante, accusando in pratica la compagnia dell’ Aga Khan di aver imposto in passato tariffe esose ai viaggiatori italiani.

In questa vicenda, finita sotto la lente della commissione europea, come può inserirsi l’aeroporto di Foggia una volta terminati i lavori di ampliamento?

Sulla nuova pista (che verrà portata a 1800 TORA/LDA) è noto che Ryanair (che opera con Boeing 737-800) non potrà comunque operare, in quanto i suoi velivoli necessitano di una pista  più lunga oppure di un impianto di ILS di Categoria II.

Quest’aspetto del Gino Lisa è stato sempre visto come un grave handicap e ha mantenuto vive le opzioni alternative (e inconsistenti), quali un nuovo scalo all’Amendola o la pista ortogonale.

Oggi, a seguito di questo scontro tra i colossi del trasporto aereo, si profila l’ipotesi che un Gino Lisa privo del vettore irlandese possa rappresentare per le compagnie tradizionali un rifugio per operare in Puglia (e nelle aree vicine) senza la fastidiosa concorrenza Ryanair (alla quale va comunque dato il merito di aver pioneristicamente portato in Europa il modello NO FRILLS testato negli USA dalla Soutwest Airlines contribuendo a dinamicizzare un mercato aereo dove il viaggio in aeroplano era considerato semplicemente un lusso).

In Europa sono pochi gli scali che hanno una pista lunga abbastanza per consentire di operare ad aeromobili commercialmente sostenibili ma non così lunga da permettere a Ryanar di volare (se non con alcuni accorgimenti per limitare il peso – di cui ne abbiamo parlato qui -, soluzioni che però la stessa compagnia ha deciso di non voler effettuare più) e il nuovo Gino Lisa è appunto fra questi.

In Italia gli scali che presentano queste caratteristiche sono Firenze (pista addirittura più corta del Gino Lisa), Lampedusa (pista esattamente uguale) e Reggio Calabria (pista più lunga del Gino Lisa): si profilano quindi per le tutte le compagnie non low cost  e low cost (compresa Easyjet) che volessero operare senza la concorrenza Ryanair ben poche alternative.

Inoltre Firenze è uno scalo saturo, Lampedusa è uno scalo prettamente stagionale e Reggio Calabria serve un territorio con  flussi turistici meno consistenti se rapportati a quelli della Capitanata e un bacino d’utenza limitato (almeno fino a quando non riuscirà a interlacciarsi alla provincia di Messina). Foggia, a causa di ostacoli tecnici (sormontabili con un allungamento verso la testata sud), rimane quindi nel panorama del trasporto aereo italiano l’unica possibilità di operare continuativamente e senza la concorrenza Ryanair, servendo un territorio popoloso, che si è rivelato ben ricettivo alla possibilità di volare (vedi ottimi risultati voli Darwin) e che attira un turismo estivo consolidato ed un turismo religioso destagionalizzato (non a caso la stessa Ryanair ha sempre manifestato interesse per lo scalo dauno).

Oltre alle compagnie tradizionali, Foggia può consentire a tutte le altre low cost di operare su tratte protette in quanto al riparo, non per strategia commerciale ma per un momentaneo limite tecnico, dalla concorrenza di Ryanair.

Dal punto di vista formale è chiaro che non è una soluzione tendente a creare una situazione di mercato pienamente concorrenziale in quanto gli operatori non in possesso di velivoli idonei (in pratica gli Airbus A 319 e 320 e tutti gli altri velivoli che possono operare già con la pista attuale) non sarebbero in grado, per un limite infrastrutturale, di volare dallo scalo di Viale degli Aviatori: tuttavia la loro presenza a Foggia sarebbe solo rimandata al momento in cui si decidesse un ulteriore ampliamento.

L’aeroporto di Foggia diventerebbe così virtualmente deryanairizzato (consentiteci il neologismo) e la sua nuova  “pista corta” (e sottolineiamo le virgolette) costituirebbe un vantaggio competitivo, anzichè un  deficit: dal punto di vista tariffario per le compagnie dislocate al Gino Lisa sarebbe possibile proporre anche – al limite, ndr. – tariffe mediamente più alte rispetto a quelle equivalenti proposte da Ryanair, senza per questo vedersi penalizzate nel confronto con la compagnia irlandese in quanto assente.

Lo stesso vale per le tariffe a basso costo che Ryanair effettua su Bari e Pescara: queste tariffe sono spesso allettanti ma hanno dei costi impliciti legati ai costi di spostamento (Auto, Treno, Bus, Puglia Airbus) che ne riducono per l’utenza foggiana la convenienza già oggi e questa tendenza, nel momento che altri vettori serviranno il Gino Lisa, non potrà che diventare dominante. Inoltre Ryanair è una compagnia notoriamente sconveniente per voli business o incompatibile con i tour-operator (cuore dell’economia turistica del Promontorio del Gargano), a differenza di altre low-cost, tra le quali si trova al primo posto EasyJet.

Ovviamente Ryanair non va eccessivamente demonizzata: è chiaro che nello sviluppo armonico di uno scalo il ruolo delle low cost in genere è comunque determinante, ma occorre far sì che non diventi preponderante.

Ryanair opera praticamente nella quasi totalità degli scali italiani ma esistono anche scali su cui la compagnia ha una presenza molto limitata o non ha addirittura rotte  (pur potendo operare dal punto di vista tecnico), in quanto non vi sono accordi soddisfacenti con il gestore aeroportuale.

Il limite quindi non è infrastrutturale, ma solo amministrativo ed economico, e potrebbe nel tempo essere facilmente superato qualora le posizioni del gestore aeroportuale e della compagnia dalle tariffe stracciate si avvicinassero: in quest’ottica il vantaggio competitivo del Gino Lisa è destinato a diventare ancora più esclusivo.

Infine una nota sulla pista attuale: le considerazioni fin cui fatte possono essere applicate anche ad Alitalia e sin da subito. La compagnia ha infatti nella flotta dei nuovi velivoli (gli Embraer 175 e gli Embraer 195) compatibili con il Gino Lisa odierno ma molto diversi dagli aeromobili fin cui considerati adatti ad operare da Foggia.

Questi velivoli consentono, infatti, di rendere le tratte da Foggia più redditizie, perchè più capienti (72-82 posti contro i 50 posti degli aerei fin cui adoperati a Foggia) e perchè più efficienti (sono infatti di nuova generazione): utilizzarli su una destinazione priva della concorrenza Ryanair potrebbe significare sfruttare al massimo la loro potenzialità commerciale.

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Categorie: Compagnie Aeree, Generale, Notizie, Pareri, Pista, Studi sul Gino Lisa, Studi tecnici & Info, Sviluppo