La pista del Gino Lisa potrà essere allungata, ieri il via libera che chiude la Conferenza di Servizi

| 13 settembre 2012


Il parere favorevole chiude un iter che andava avanti dal 27 febbraio scorso, soddisfatto il sindaco Mongelli: «Per il Gino Lisa comincia una nuova era»

La conferenza di servizi ha detto sì, la pista del Gino Lisa potrà essere allungata a duemila metri, 1800 dei quali utilizzabili dagli aerei in fase di decollo e atterraggio. È il risultato da «dentro o fuori» raggiunto in quella che doveva essere l’ultima seduta, prendere o lasciare. E come spesso succede quando i toni si fanno ultimativi, alla fine si è rivelata la meno complicata di tutte le altre.

Forse perchè il Comune per la prima volta ci è arrivato con tutte le carte a posto: determinante la spinta del consiglio comunale di lunedì scorso che all’unanimità aveva approvato il progetto-bis di allungamento della pista, comprensivo della variante al piano tratturi. Finora, nelle precedenti tre sedute (27 febbraio, 9 maggio, 25 giugno) era infatti stato solo un succedersi di rinvii. La spinta decisiva l’ha data dunque il Comune e la sua assemblea che ha licenziato il suo via libera senza riserve. Un «sì» incondizionato che potrebbe aver dissuaso il partito degli scettici che se finora non ha mai seriamente combattuto l’aeroporto, di certo non ha mai mosso un dito per cercare di farlo funzionare.

«Ora non ci saranno più impedimenti, nessuno potrà ostacolare l’opera», ha commentato ieri con la Gazzetta un soddisfatto Gianni Mongelli. Il sindaco attribuisce il risultato «alla spinta della società civile foggiana, ma anche al ruolo svolto dalla politica che ha mostrato coesione e determinazione nel momento in cui serviva». Un modo, quello del primo cittadino, per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di chi anche a proposito di questa vicenda soffiava sul fuoco dell’antipolitica (Mongelli venne fatto scendere dal palco il 19 novembre 2011, giorno del corteo pro aeroporto).

Ma la battaglia sull’aeropor to non è ancora vinta, anzi nei prossimi mesi sarà dura portare l’iter a compimento. Mongelli si augura che «tutto si concluda entro la fine dell’anno, in modo che si possano impiegare i primi mesi del 2013 per indire la gara d’appalto (per i lavori occorreranno 8-10 mesi: ndr)».

E l’impulso che serve al Gino Lisa per essere finalmente al centro della scena, in cui l’ha (forse insperabilmente) riportato il governo inserendo il Gino Lisa tra i 44 aeroporti di interesse nazionale sia pure “complementari” e, soprattutto, fra i 32 scali d’interesse transfrontaliero con i paesi balcanici. «Il governo ha assegnato al nostro scalo un ruolo di grande importanza – commenta il primo cittadino – sembra che tutto ora torni affinchè il Gino Lisa si veda restituita quella funzione strategica nel sistema di trasporto aereo europeo attribuita dall’ubicazione geografica del nostro territorio. Ora dobbiamo restare vigili e fare attenzione che i processi, così tracciati, si compiano».

Cosa succede adesso? Bruno: «La partita si sposta a Roma». L’assessore Marasco: «Ma il nostro piano di rischio va avanti»

Con il via libera della conferenza di servizi, adesso perchè sia definitivamente autorizzato il prolungamento della pista bisogna conoscere il parere (vincolante) di tre Soprintendenze già chiamate a pronunciarsi (ma senza ricevere risposta) dal presidente Colabufo durante i sei mesi in cui è rimasta aperta la conferenza di servizi sul Gino Lisa: Beni archeologici, Monumentali e Beni paesaggistici.

Dovranno farlo ora: la commissione per la Via (valutazione impatto ambientale) era stata, infatti, aggiornata all’esito della conferenza di servizi. «La partita si sposta a Roma», commenta l’ingegner Antonio Bruno, responsabile del procedimento di Aeroporti Puglia secondo il quale «l’auspicio del sindaco che l’iter si concluda entro fine anno ritengo possa essere realizzabile». Per passare al progetto esecutivo della pista a 2000 metri (di cui 1800 utilizzabili) mancano ancora tre adempimenti: la firma del ministro dell’Ambiente per la «Via», il via libera delle Soprintendenze (i due atti, come si deduce, sono concatenati) e l’approvazione del Piano di rischio intorno allo scalo aeroportuale da parte del consiglio comunale.

«La Techno engineering (la società incaricata di effettuare lo studio dal Comune: ndr) – spiega l’assessore all’Urbanistica, Augusto Marasco – ha ricevuto da noi mandato di andare avanti speditamente, a breve presenterà la bozza “zero” che sottoporremo all’attenzione di Enac (l’ente nazionale aviazione civile: ndr) col quale è già aperta una fase concertativa. Se riusciremo a conoscere anche per via informale il parere delle Soprintendenze potremo viaggiare ancor più spediti, ma il percorso è tracciato».

I soldi: l’ultimo ostacolo da superare. Arriveranno dai fondi Fas 80 milioni, ma per la pista ne serviranno 14. Di Paola: «Non possiamo fare le gare»

L’ultimo ostacolo adesso si chiama “finanziamenti”. I 14 milioni di euro autorizzati dal Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) nel giugno 2011 restano, di fatto, una volatile quantificazione sulla carta dei lavori mentre si resta sempre in attesa di un intervento di cassa da parte del governo che autorizzi la spesa. L’erogazione fa parte di un elenco di provvedimenti in materia infrastrutturale alla firma da quasi un anno del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca e la cui strategicità anche dal punto di vista dei benefici sulla ripresa economica è stata più volte sottolineata dallo stesso ministro (intervenuto varie volte sull’argomento).

Tuttavia le ben note difficoltà economiche con le quali oggi si ritrova a fare i conti il governo presieduto da Mario Monti, sembrano destinate a ostacolare il piano così predisposto da Aeroporti di Puglia per almeno qualche altro mese. I 14 milioni di euro per il prolungamento della pista del Gino Lisa rientrano nel pacchetto di opere presentato da Aeroporti di Puglia e che si sostanzia nell’ammodernamento e ampliamento (per complessivi 80 milioni) di piazzali, parcheggi e aree di sosta in tutti gli scali pugliesi. Si tratta di una sorta di piano aggiuntivo di rilancio dell’aeroportualità pugliese, confortato dai brillanti risultati in termini di voli e passeggeri registrati sui due scali di riferimento di Bari e Brindisi.

Quel piano, si ricorderà, fu battezzato formalmente due anni fa fra l’allora ministro per le Politiche regionali, Raffaele Fitto e il presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, una specie di incontro StatoRegione in salsa pugliese. Quegli 80 milioni peraltro rientrano nella «riserva» dei fondi Fas, il fondo per le aree sottosviluppate del Mezzogiorno già ampiamente saccheggiato dal governo Berlusconi per tutt’altre esigenze. Insomma mentre l’iter del Gino Lisa si disincaglia, ecco all’orizzonte una minaccia nel quadro politico attuale.

Quanto durerà? «Non possiamo saperlo – commenta l’amministratore unico di Aeroporti Puglia, Domenico Di Paola – noi per il momento ci barcameniamo tra piazzali e sale d’imbarco divenute troppo strette per aerei e passeggeri, mi riferisco in special modo all’aeroporto di Brindisi. Ovviamente senza autorizzazione di spesa non possiamo fare le gare d’ap palto per i lavori. Che dire, abbiamo un’urgenza ma non possiamo in questo momento farvi fronte».

Oltretutto in questo stato di cose si può rilevare anche una contraddizione fra poteri dello stesso governo: da un lato il piano sugli aeroporti del ministro Corrado Passera (Sviluppo economico) colloca il Gino Lisa tra gli “scali nazionali complementari” che senza interventi migliorativi rischia di cadere neldimenticatoio che, nella selezione in atto, significherebbe perdita definitiva di ogni possibilità di sviluppo. Ma dall’altro c’è un governo che, allo stato, non scuce i finanziamenti per allungare la pista e senza quel tipo di allungamento il “Lisa”, lo abbiamo già visto, è destinato a rimanere ancorato al suo destino di aeroporto dimezzato, privo di qualsiasi elemento di attrazione competitiva per le compa gnie.

«Sui voli ci guadagnamo tutti chi non era d’accordo l’ha capito»

Ieri a Bari alla conferenza di servizi hanno partecipato gli attivisti di «Mondo Gino Lisa» e di «Basta chiacchiere sull’aeroporto». Angelo Stilla: «Forse per la prima volta anche i più strenui oppositori si sono convinti che lo scalo porterà innegabili vantaggi all’economia cittadina»

Esulta il mondo delle associazioni, Mondo Gino Lisa consegna 1.280 firme

Le associazioni in difesa dello scalo foggiano cantano vittoria. E del resto come dar loro torto? L’ampliamento della pista è stato insistentemente voluto da chi ha scosso le coscienze della società civile, non esitando a scendere in piazza (il 19 novembre scorso) per pretendere che il Gino Lisa ottenga finalmente collegamenti regolari e duraturi con altri scali e non sia l’eterna incompiuta conosciuta per t re n t ‘anni fino alla fuggevole (tre anni) ma assai accattivante per i risultati di traffico ottenuti esperienza dei voli Darwin.

Ieri a Bari alla conferenza di servizi hanno partecipato gli attivisti di «Mondo Gino Lisa» e di «Basta chiacchiere sull’aeroporto», le due com munity più attive «portatori della società civile», come li ha definiti il presidente Colabufo quasi in contrapposizione con i «portatori d’in teresse» (in rappresentanza di proprietari dei suoli e di costruttori), due fronti che si sono contrapposti in questi sei mesi (dalla prima convocazione del 27 febbraio) durante i lavori che si sono svolto al Provveditorato opere pubbliche.

Alla fine l’approvazione sembra accontentare tutti, questa almeno l’impressione ricavata da Angelo Stilla, uno dei più strenui difensori dello scalo: «Anche chi sostanzialmente finora ha sempre osteggiato il prolungamento della pista – il parere del direttore tecnico di Mondo Gino Lisa – forse per la prima volta si è convinto oggi (ieri: ndr) che il funzionamento regolare dell’aeroporto, quando la pista da 1800 metri sarà operativa, farà guadagnare tutti e porterà innegabili vantaggi all’economia cittadina. E’ una consapevolezza maturata credo negli ultimi mesi riflette Stilla man mano che la conferenza di servizi proseguiva nel suo cammino tra mille difficoltà di natura amministrativa».

Mondo Gino Lisa ha consegnato ieri al presidente della conferenza di servizi 1.282 firme raccolte on line a sostegno di una causa che forse si è temuto (nel giugno scorso) potesse finir male e dal sito dell’associazione partivano appelli affinchè si contribuisse con una firma a tenere duro sull’obiettivo finale.

Hanno avuto un peso sulla conferenza anche quelle firme? «Penso proprio di sì – risponde Andrea Casto, presidente di Mondo Gino Lisa – il presidente Colabufo le ha allegate agli atti, ma noi continueremo a raccoglierne altre. Devo però sottolineare che l’ultima conferenza da cui dipendeva il buon esito di tutti gli incontri sin qui tenuti – ragguaglia Andrea Casto – si è svolta in un clima costruttivo e anche i portatori di interessi individuali li abbiamo visti ringhiare meno del previsto. C’erano facce meno tese nella sala della conferenza anche se ora si aprirà la partita degli espropri sulla quale credo che sorgeranno nuove complicazioni: alcuni terreni sarebbero stati valutati come terreni agricoli, ma in realtà non lo sono perchè vi si svolgono attività di tipo artigianale».

Articoli di Massimo Levantaci, pubblicati sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 13.09.2012

Leggi anche l’articolo «Omnia vincit labor»

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Categorie: Conferenza dei Servizi, Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Pista