Gino Lisa: il 12 settembre si deciderà per l’allungamento. Marasco: «saremo pronti, nonostante i dubbi»

| 22 agosto 2012


Il popolo che vuole l’aeroporto (mille firme online raccolte dall’associazione Mondo Gino Lisa) qualche giorno fa è sobbalzato sulla sedia nel leggere una sorta di memorandum pubblicato su facebook dall’assessorato all’Urbanistica in merito alle prescrizioni ancora da approvare in vista della conferenza di servizi del 12 settembre sull’allungamento della pista. Qualche dubbio veniva disseminato qua e là anche dall’assessore Augusto Marasco su procedure e tempi per arrivare con tutte le carte in regola a quella riunione che si preannuncia decisiva per le sorti dell’aeroporto.

Assessore, hanno ragione a temere il peggio tutte le persone che in questi giorni le chiedono qualche chiarimento in più? «Sull’aeroporto c’è una tensione positiva, alla quale non mi sottraggo. La gente fa bene a interessarsi e io non voglio nasconderle nulla. Anche se voglio precisare in premessa che il Comune, il 12 settembre, andrà a quella conferenza di servizio con tutte le carte in regola».

Però lei in quel quadro riassuntivo sulle cose ancora da fare parla di «elementi controversi». E fa riferimento al ruolo delle Soprintendenze. «Il loro parere (Archeologica e Beni architettonici: ndr) è vincolante, ma non si sono ancora pronunciate. Il presidente della conferenza di servizi, Colabufo, ha assegnato loro 60 giorni, termine che scadrà il 31 agosto. Poi scatterà il silenzio-assenso. Ma temo che Colabufo si sbagli, ci sono sentenze del Consiglio di Stato al riguardo».

Sarebbe un problema fra conferenza di servizio e soprintendenze, il Comune pensi a presenta re le carte di sua competenza. «E infatti noi faremo tutto quello che si dovrà fare, non daremo adito a sospetti e maldicenze proprio perchè l’argomento è già abbastanza delicato».

Da tecnico ritiene che le abitazioni di housing sociale previste intorno all’aeroporto subiranno un forte impatto acustico? «Non sono le abitazioni il problema. Ci sono aeroporti come quelli di Pescara e Riccione che sono dentro le città, come dimostrano i piani di rischio che per il Gino Lisa ci apprestiamo a consegnare. Foggia, da questo punto di vista, è meno antropizzata».

E allora qual è l’ostacolo maggiore? «Sappiamo tutti che la linea di decollo e atterraggio della pista attuale finisce sul nuovo ospedale, i cui lavori sono quasi ultimati. Serviranno opere di isolamento acustico sugli infissi. Se si voleva evitare questo inconveniente bisognava modificare il progetto dell’ospedale, o quello della nuova pista puntando sul tracciato ortogonale piuttosto che sul prolungamento. Ma scontiamo a monte una programmazione che sull’aeroporto non c’è mai stata, purtroppo».

Articolo di Massimo Levantaci pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 22 agosto 2012

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Categorie: Conferenza dei Servizi, Generale, Notizie, Pista, Rassegna Stampa