Bari, crisi della Dec: bloccato il metrò per l’aeroporto

| 11 luglio 2012

Il cantiere si è fermato due mesi fa, con l’abbandono da parte dei subappaltatori che non venivano più pagati. E così si sono bloccati i lavori per la metropolitana per l’aeroporto, forse l’opera pubblica più importante che la Dec stava realizzando a Bari. L’azienda della famiglia De Gennaro (che ha contratti importanti anche a Torino, Genova, Milano, Isernia e in molte altre parti d’Italia) cercherà di salvarsi attraverso una proposta di concordato liquidatorio e la creazione di una newco cui conferire le eventuali attività. Ma intanto la crisi travolge l’indotto (sono centinaia le piccole imprese coinvolte), per non parlare delle conseguenze pratiche: l’inaugurazione del metrò, prevista per gennaio, slitterà di almeno sei mesi.

Per fortuna al momento della sospensione i lavori sulla linea – cominciati nel 2009 – erano praticamente terminati. «Le opere che mancano – dice Massimo Nitti, direttore tecnico della Ferrotramviaria, la stazione appaltante – sono tutte esterne alla infrastruttura ferroviaria». Vanno completate la segnaletica su viale Europa, il ripristino del campo da gioco della cittadella della Finanza e alcune rifiniture minori, per un totale di qualche centinaia di migliaia di euro. A settembre scorso la Ferrotramviaria ha bloccato il pagamento dei lavori («Da quando non ci sono state più fornite le fatture quietanzate dei subappaltatori»), e dopo il blocco del cantiere ha avviato la rescissione del contratto da 70 milioni, nel quale Dec si è occupata essenzialmente delle opere civili (circa 30 milioni). La Dec non si è opposta, tuttavia la procedura non è ancora stata portata a termine. «A questo punto – spiega Nitti – completeremo l’iter di risoluzione in danno con la constatazione di cantiere, quindi procederemo a terminare le opere in economia. E poi andrà risolto il problema con i subappaltatori».

Il problema non è secondario, perché i subappaltatori non hanno rilasciato i certificati di collaudo. E non lo faranno fino a quando non verranno pagati. Ma la Ferrotramviaria non può toccare i soldi che ha in cassa, se non glielo ordina il giudice (come già avvenuto in occasione di alcuni pignoramenti relativi però a stipendi non saldati): e se per caso Dec dovesse fallire, trattandosi di crediti non privilegiati i subappaltatori rischiano di non vedere un centesimo. Insomma, un bel pasticcio. Nitti però è ottimista: «L’apertura a gennaio è saltata, ma riteniamo di poter mantenere l’obiettivo al 2013».

Si vedrà. Nel frattempo, bisogna risolvere il problema della vigilanza sul cantiere, di cui si sta momentaneamente occupando la Ferrotramviaria: tenere sotto controllo i 7 km del tracciato (su cui ci sono decine di milioni di euro di materiali pregiati, dai fili di rame agli altri metalli) costa 5mila euro al giorno. La Regione dovrebbe a breve erogare un contributo straordinario di 200mila euro, soldi che però finora non si sono visti. Stesso discorso per le aree verdi, che sono pronte ma su cui va effettuata la manutenzione.

«Stiamo seguendo la situazione giorno dopo giorno – dice l’amministratore di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola – e i segnali che ci arrivano dalla Ferrotramviaria sono incoraggianti». Un po’ più preoccupato il delegato alla mobilità, Antonio Decaro: «Chiederò – dice – che l’azienda incontri immediatamente Comune e Regione per fare il punto sulla situazione». Il cronoprogramma prevedeva l’avvio del servizio (il percorso da Bari centrale a Palese sarà coperto in 12 minuti) entro un anno dal termine dei lavori, previsto nel gennaio scorso. Il ritardo è già arrivato a cinque mesi, sarebbe un miracolo se non crescesse ulteriormente.

Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno del 10.07.2012

Abbiamo sempre sostenuto che la faraonicità di quest’opera, che prevede la realizzazione di una nuova linea parallela e vicinissima alle già presenti per il quartiere San Paolo, Bari-Bitonto della FNB e l’adriatica delle FS, sarebbe stata la causa del suo flop, poichè non serve e non servirà ne a Bari nè alle altre province. A questo aggiungiamo che – solo – adesso si apprende che non è servita a far crescere l’economia. C’è chi spende denaro pubblico con molta facilità, realizzando infrastrutture enormi e costose che non sono la vera soluzione ad una richiesta di mobilità regionale.
Nel caso di Foggia, non era più opportuno far funzionare la pista di Foggia già molto tempo prima? Avrebbe sicuramente aiutato l’economia locale, con un costo sicuramente inferorie. Si lavori per far ripartire i collegamenti da Foggia il prima possibile. Aeromobili come gli Embraer 170 e 175 sono perfettamente compatibili con la pista attuale, trasportano dai 72 agli 88 passeggeri e sono a disposizione di numerose compagnie, prime tra tutte Alitalia e Lufthansa. L’interesse e le manifestazioni della cittadinanza sono la dimostrazione che questa è davvero la pista giusta!

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Categorie: Curiosità, Generale, Notizie