AirValee è ancora in pista? Ma nel frattempo le associazioni pro-Gino Lisa sono pronte a dissotterrare l’ascia di guerra

| 19 marzo 2012


Niente da fare, il protocollo d’intesa per la ripresa dei voli per ora non si firma. E’ passata (inutilmente) un’altra settimana, ma gli enti locali non hanno sciolto il nodo con la Regione. Le ragioni non sono state rimosse: gli enti continuano a dire che i prezzi dei biglietti, ipotizzati dalla compagnia (che smentisce) sono troppo alti e insistono per il volo su Milano-Linate. Ma l’impressione è che Comune, Provincia e Camera di commercio questi voli non li vogliano più e la stiano tirando per le lunghe: se così fosse sarebbe una «melina» indecorosa.

L’ultimo aggiornamento della situazione lo abbiamo fatto con il presidente della Provincia, Antonio Pepe, che ha così risposto alle nostre domande: «Il protocollo d’intesa con la Regione lo firmeremo soltanto se i voli diretti a Milano verranno fatti arrivare su Linate. Non vogliamo più Malpensa anche perchè su quest’ultimo scalo sappiamo che il prezzo del biglietto sarà sensibilmente più alto, siamo intorno a 140 euro a tratta». A stretto giro abbiamo anche contattato la compagnia Air Vallée, per il momento soltanto designata dalla Regione, che ha fornito però tutt’altra versione: «Mai parlato di 140 euro a tratta – dichiara Michele Costantino, il portavoce della compagnia valdostana – la cifra di cui abbiamo sempre parlato è di 100 euro, ovvero quanto costa un’ora di volo considerati». Ora, considerato che il Foggia-Milano dura un’ora e 20 minuti, è lecito ipotizzare che la tariffa si avvicini di più ai 140 euro euro di Pepe sia che si voli su Linate che su Malpensa.

Più complessa invece la questione legata a Linate: vero è che del caso è stata direttamente investita la compagnia che sta cercando di perorare la causa Foggia in solitudine. «Noi insistiamo su Linate – argomenta Pepe – perchè la Capitanata è regione a “obiettivo 1” (svilup po più lento: ndr). Ci vorrebbe un intervento della Regione sull’Alitalia, la compagnia che possiede gli slot (l’autorizzazione all’atter raggio: ndr) su Linate. Io credo che con un po’ di spinta la cosa si possa ottenere. Lo abbiamo scritto anche sul protocollo, Linate per noi è condizione essenziale per la ripresa dei voli».

Dalla compagnia confermano, l’Alitalia è stata informata. Ma la questione è piuttosto ingarbugliata: Alitalia, titolare degli slot sull’aeroporto di Linate (anche con le società Cai1 e Cai2) detiene una posizione di monopolio già finita nel mirino della commissione Bruxelles. Forse bisognerà cambiare intestatario cui inoltrare la richiesta, ma questo ennesimo inghippo sembra essere funzionale all’attendismo degli enti locali foggiani. Alla Air Vallée sono bene attenti a non urtare la suscettibilità di nessuno, e hanno pazienza da vendere pur di non farsi scappare la commessa. Tuttavia Costantino, sommessamente, ritiene che la richiesta di portare i voli a Linate vada perseguita senza tralasciare altre opzioni. «I foggiani hanno già dimostrato di gradire il volo per Malpensa, lo testimoniano i 70mila passeggeri sui voli Darwin, tre terzi dei quali riconducibili al collegamento Foggia-Milano e ritorno. Se fossi un amministratore di Foggia deciderei di partire con i voli su Malpensa, poi una volta ottenuto lo slot su Linate trasferirei la rotta su quell’aeroporto».


Il comitato pro Gino Lisa si riorganizza il 23 riunione per nuove proteste? Dopo un letargo durato quasi quanto l’inverno il comitato delle associazioni in difesa dell’aeroporto Gino Lisa sembra intenzionato a dissotterrare l’ascia di guerra. Il comitato si è pertanto dato appuntamento a venerdì prossimo, presso la sede delle Acli, per riannodare il filo del discorso alla luce delle ultime notizie negative sulla ripresa dei voli. Aprile ormai è dietro l’angolo e pare certo ormai che non ci sarà nessuna ripresa dei collegamenti, come pure veniva assicurato sul finire dell’anno scorso dalle istituzioni locali.

Il finanziamento di 1 milione di euro iscritto nel bilancio regionale rischia di restare inutilizzato, se questo stallo (tutto di marca locale) dovesse continuare. Il pungolo delle associazioni culminato nel corteo del 19 novembre è stato fondamentale per spingere Comune, Provincia e Camera di commercio (i tre enti chiamati a firmare il protocollo d’intesa) e la Regione a promuovere iniziative per il Gino Lisa. Ma senza quel pungolo è venuta meno anche l’azione degli enti locali non più interessati alle sorti dello scalo di viale Aviatori. Tocca ai cittadini (ri)farsi sentire, se credono davvero nella battaglia per l’aeroporto. Altrimenti sarà stata solo una pagliacciata.

Articoli di Massimo Levantaci pubblicati sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 19.03.2012

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Categorie: AirVallee, Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Notizie, Novità, Rassegna Stampa