«Enti locali diteci il perchè dello stallo»

| 13 marzo 2012

Riportiamo una lettera pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, scritta da uno dei tanti foggiani che sostengono la crescita e lo sviluppo dell’Aeroporto di Foggia.

Il dibattito sull’aeroporto Gino Lisa riprende quota dopo gli articoli della «Gazzetta». Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore.

«Caro direttore, mi chiamo Andrea Vescera e sono uno di quei cittadini che da mesi anima il dibattito sul forum “Basta chiacchiere… Aeroporto”. Prendo spunto dall’ultimo articolo pubblicato sulla Gazzetta dell’11 marzo perchè ritengo che i nodi stiano venendo al pettine: sul Gino Lisa emergono in maniera chiara e netta le responsabilità della nostra classe politica. Non mi riferisco ai nostri cugini baresi: la scusa di dare tutta la colpa all’assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini così come al presunto “baricentrismo” di Nichi Vendola (così tanto bersagliato durante la manifestazione cittadina del 19 novembre), ormai non regge più. Amaramente, invece, ci tocca constatare che le trattative per la ripresa dei voli dal nostro scalo non riescono più a decollare per l’immobilismo della città di Foggia».

«Non mi riferisco alla cittadinanza, che anzi ha partecipato in maniera coesa e numerosa al corteo pro Gino Lisa dimostrando tutto il suo interesse per la vicenda. L’immobilismo peggiore arriva proprio dalle file di coloro che in quell’occasione hanno sfilato in pompa magna, con tanto di gonfalone e fascia tricolore. Mi riferisco al nostro sindaco Gianni Mongelli, al presidente della Provincia Antonio Pepe e al presidente della Camera di commercio Eliseo Zanasi. La questione, se analizzata in maniera logica, ha un che di estremamente surreale. Vale a dire, proprio quelle stesse persone che hanno preso parte in qualità di nostri rappresentanti al corteo delle associazioni, avrebbero tutto l’interesse a far riprendere i collegamenti con lo scalo dauno che ha chiuso il 2011 con circa 70.000 passeggeri mentre, proprio in questi giorni, il santuario di San Pio con i suoi 6 milioni di visitatori si conferma secondo in Italia solo al Vaticano».

«Le premesse per l’immedia ta riapertura dello scalo, quindi, ci sono tutte: e invece non è dato sapere a noi comuni mortali le motivazioni che impediscono la firma del protocollo d’intesa. In qualità di partecipante al corteo del 19 novembre, gentili Mongelli, Pepe e Zanasi, diteci cosa sta accadendo: in quell’occasione ci siamo trattenuti dal contestarvi proprio per la buona volontà da voi dimostrata. Ma inizio a pensare che forse si è trattato di un caso di fiducia mal riposta».

Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno/Massimo Levantaci del 13.03.2012

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Categorie: Generale, Notizie, Rassegna Stampa