Oggi il «giorno del giudizio». Il Consiglio Comunale si esprime sul progetto di allungamento della pista

| 16 gennaio 2012

E venne anche il giorno della pista in consiglio comunale: stamane il progetto di Aeroporti di Puglia affronta l’esame amministrativo più atteso da generazioni di foggiani che hanno avuto la ventura di scontrarsi con i limiti strutturali del Gino Lisa.

La «pista corta» (1482 metri praticabili) è da quarant’anni l’alibi dello scalo di viale degli Aviatori, la croce che ne avrebbe finora tarpato le ali. Oggi l’assise cittadina è chiamata ad approvare il prolungamento a duemila metri, 1800 dei quali utilizzabili da aerei finalmente più capienti (120-150 passeggeri) per compagnie che incrementino il traffico aeroportuale con più voli, nuove tratte, nuovi interessi turistici e commerciali per la Capitanata: l’assessore Minervini, a tal proposito, comincia stamane il suo giro di consultazioni con gli enti locali per individuare la nuova compagnia aerea.

Il progetto è stato firmato dall’ingegnere foggiano Antonio Bruno e anche questo forse è un segno del destino per il rilancio anche simbolico di una comunità che si vuole agganciata al suo aeroporto. L’atteso via libera apre i giochi dell’ampliamento, il «sì» del consiglio comunale è il passaggio finale e indispensabile affinchè il prossimo 27 febbraio la conferenza di servizi, convocata al provveditorato regionale Opere pubbliche, licenzi definitivamente il progetto sul piano amministrativo e apra automaticamente le procedure per l’appalto e l’inizio lavori (fine 2012) per i quali ci sono 14 milioni di euro già finanziati dal Cipe.

L’ampliamento è stato progettato sulla testata 15, lato Nord della pista verso via Castelluccio che verrà tagliata in due dai quattrocento metri di pista aggiuntivi. Il progetto è stato studiato nei minimi dettagli dall’equipe dell’ingegner Bruno: sono stati calcolati al centimetro gli spazi disponibili, le penalizzazioni (114 metri) sulla testata a Sud che Aeroporti di Puglia chiederà all’Enac (l’enta nazionale aviazione civile) di cancellare quando l’ampliamento sarà concluso a fine 2013.

Questi lavori mettono fine anche al tormentone delle baracche abusive sorte intorno allo scalo e che avrebbero finora impedito il prolungamento della pista. Tutto vero, ma fino a un certo punto: i 14 ettari da espropriare (dieci sulla testata 15 di via Castelluccio; 5 in zona tangenziale o statale 16) sono aree già ora inutilizzabili per nuove costruzioni, ora che il progetto sarà approvato dal Comune verranno posti in vincoli urbanistici e addio anche agli ultimi malintenzionati.

Il prolungamento pista sarà possibile senza abbattere alcunchè su via Castelluccio, o comunque gli abbattimenti (si parla di quattro manufatti) non sono considerati in grado di ostacolare i lavo ri . Nei 14 milioni di euro ci sono anche i 5 milioni di euro accantonati per gli espropri, somma anche questa calcolata sulla base di valutazioni di mercato delle aree in questione che incidono sui coni di decollo e atterraggio del nuovo Gino Lisa e dunque perlopiù utilizzabili come terreni agricoli.

Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno del 16.01.2012

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Categorie: Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Rassegna Stampa

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