Aeroporto a Foggia, 2mila in piazza: «politici non graditi»

| 20 novembre 2011

«Vade retro politici». E’ intorno a mezzogiorno che si è consumato il momento più triste e insieme più drammatico della giornata di mobilitazione: il sindaco che sale sul palco, convinto di poter affermare con la sua presenza la partecipazione dell’intera città e che viene garbatamente invitato a scendere. Era nelle previsioni che soltanto il sindaco dovesse unirsi agli appelli lanciati ieri dal palco di piazza Cesare Battisti da sindacalisti e attivisti della rete delle associaizoni: nei piani concordati venerdì sera nell’ultima riunione tra le associazioni, avrebbe dovuto chiudere la giornata di mobilitazione. Ma qualcosa è andato storto, qualcuno tra i manifestanti non ha gradito di essere stato informato a cose fatte. L’antipolitica è tracimata come al solito anche dai social network: decine i «post» di sdegno contro la partecipazione sia pure defilata dei politici, per qualcuno è stato «snaturato lo spirito della manifestazione».

Mongelli ha continuato a seguire tutti gli interventi con calma olimpica, in mezzo alla platea. Tutti gli altri sono andati via: è rimasto, quasi come una sentinella, l’assessore provinciale al Lavoro, Leonardo Lallo (in sostituzione del presidente Pepe che ha dovuto lasciare per altri impegni), che è riuscito a mimetizzarsi tant’è vero che ha seguito la manifestazione dal palco.

«Incidente chiuso – ha commentato il primo cittadino – interpreto questa reazione popolare come una spinta significativa alla classe politica a operare nel migliore dei modi. Ora però servono proposte e indicazioni operative da portare avanti, è questo il passo avanti che bisogna fare».

Non basta scendere in piazza, ma la gente può fare solo questo. I progetti devono portarli avanti gli enti locali, sono loro il tramite con la Regione e il Governo: «Lo slancio dell’opinione pubblica é necessario se vogliamo tenere desta l’attenzione. Tocca ai politici e alle amministrazioni pubbliche portare avanti le questioni nelle dello sviluppo, ma l’opinione pubblica dopo questa manifestazione non deve riporre le armi. Ora ci auguriamo che come primo passo di questo cambiamento – conclude il sindaco – si riesca a chiudere il contratto con la compagnia Air Vallée (ha presentato un’offerta per nuovi collegamenti dal Gino Lisa: ndr), diventa necessario chiudere anche simbolicamente questa triste storia della cancellazione dei voli».

Ma c’è anche chi ieri ha scelto di non manifestare. Voce di Foggia – che si definisce “una tra le pagine più amate dai foggiani su facebook” – all’ultimo momento ci ha ripensato: «E’ da oltre un anno che si parla della chiusura del “Gino Lisa” e della sua destinazione a parco fotovoltaico, ma i politici foggiani hanno fatto sempre orecchie da mercante perchè troppo impegnati a curare i fatti loro. Oggi, che il popolo è insorto, decidono di partecipare alla manifestazione organizzata proprio contro di loro. Noi non ci stiamo – sottolinea Voce di Foggia – nonostante avessimo contribuito anche noi a pubblicizzare il corteo ci siamo dovuti ricredere e, per non manifestare al fianco di chi ha preso il corteo come fosse una passerella, ha deciso di continuare la sua protesta dal mondo virtuale».

«Basta prese in giro»

Disgusto e rabbia provano oggi i foggiani. Disgusto per la politica, rabbia per essere costretti a esercitare un potere di surroga che sanno di non poter avere, «perchè nella stanza dei bottoni ci sono sempre loro». La società civile, o meglio una parte significativa di essa, ha risposto così all’appello lanciato in difesa dell’aeroporto, dei treni che Trenitalia vuol tagliare e di tutti quei diritti «negati» (dai soliti poteri forti o dall’insipienza di chi avrebbe dovuto tutelare i gli interessi delle proprie collettività e non l’ha fatto, in questo senso pari sono).

«Non c’è sviluppo senza mobilità», incitano gli slogan dal palco. Partiti in duemila dal pronao della villa comunale, i manifestanti «pro Gino Lisa» si sono ridotti a poco più di cinquecento davanti al palco di piazza Cesare Battisti. E poi via via sempre meno, man mano che la stanchezza dei discorsi troppo lunghi prendeva il sopravvento. Hanno voluto togliere di mezzo i politici, ma si sono messi di traverso i sindacalisti che quanto a capacità di sintesi non sono da meno.

Era comunque importante lanciare il messaggio della «società civile», ieri dall’insolito raduno illuminato da un sole clemente. Destinatari la Regione e Aeroporti di Puglia, ma è un avvertimento che coglie la classe politica nella sua accezione più generale. Insomma, d’ora in avanti occhi aperti. «Ci siamo mossi un anno fa, eravamo in pochi – ricorda Marialuisa D’Ippolito, a nome della Rete delle associazioni – siamo stati costretti a farlo: questo messaggio è per tutti quelli che si sono svegliati ora e che un anno fa dicevano che a loro l’aeroporto di Bari come riferimento del territorio stava più che bene».

La Rete delle associazioni dice quello che gli amministratori locali avrebbero dovuto obiettare ad Aeroporti di Puglia, a proposito dei 18 milioni di euro spesi in tre anni alla Darwin e che non hanno lasciato ricadute sul territorio, altro che start-up: «Una logica di scarsa trasparenza che non può trovarci consenzienti. Nessuno può accusarci di assistenzialismo di fronte a questo sperpero di denaro pubblico che non aveva altra finalità. Questo messaggio é per tutti coloro che non hanno progettualità, tra dieci anni cosa accadrà?».

La politica «dello scaricabarile» dell’assessore Minervini viene strumentalmente connessa con rivelazioni fuori contesto emerse in questi giorni. Il segretario della Uil, Gianni Ricci, riferisce di aver letto su facebook «qualcosa di raccapricciante contro la conunità foggiana»: una telefonata intercettata qualche anno fa in cui un importante esponente politico regionale invita a «cacciare i foggiani con i gommoni, come si fa con gli albanesi». Tanto basta per quadrare i conti di una vecchia equazione (il vittimismo dei foggiani, la rapacità deibaresi), oggi come quarant’anni fa. «A Bari non ci amano – incalza il segretario della Cisl, Emilio Di Conza – ma noi siamo determinati ad andare avanti, dall’aeroporto ai treni: a breve ci sarà un coordinamento regionale, evitiamo la deriva, diamo fiducia ai nostri giovani».

E’ la mobilitazione di chi non ce la fa più a sentirsi ripetere sempre le stesse cose, in piazza ci sono persone che fino a ieri forse non sapevano nemmeno dei voli perduti al Gino Lisa. Ma la difesa dell’aeroporto funge in questo momento da collante, tocca «un nervo scoperto». Aeroporti di Puglia viene messa sul banco degli imputati per aver impiegato «due anni solo con le progettazioni per allungare la pista, a Bari e Brindisi riescono a fare tutto molto più velocemente». Pollice verso anche contro le odiate navette per portare i foggiani a volare a Bari: «Un milione per i pullman l’hanno trovato subito, e poi dicono che non ci sono soldi». Una presa in giro dopo l’altra, questo pensa la gente di Foggia di Adp, Regione e dei suoi politici.

Quando Marino definì «killer del Gino Lisa» l’amministratore di Adp

Sul Gino Lisa si addensano nubi sempre più minacciose. Perduti i voli della Darwin, adesso rischia di tramutarsi in una sonora beffa anche l’unica speranza alla quale è legato il futuro aeroportuale di questa provincia costituita dai 14 milioni di euro per l’allungamento della pista. L’anticipazione è stata riferita ieri sera dalla vicepresidente regionale, Loredana Capone, intervenendo con oltre due ore di ritardo (causa riunione di giunta assai delicata sul crak della sanità) all’inaugurazione del nuovo centro ricerche Bonassina di cui riferiamo a parte.

«Domani Vendola sarà a Roma – le parole della vicepresidente – il governo vuole toglierci anche i finanziamenti previsti nel Piano per il Sud che era stato congelato, poi riammesso nei programmi di bilancio sia pure decurtato di risorse cospicue destinate al Mezzogiorno, e ora di nuovo a rischio». In quel piano ci sono pure i 14 milioni per l’aeroporto di Foggia, oltre a tutta un’altra serie di infrastrutture destinate a incidere sullo sviluppo del nostro Mezzogiorno per i prossimi anni, il Gino Lisa non è che una pagliuzza.

Ma le notizie cattive per lo scalo foggiano non finiscono qui. Da Bari rimbalza un’indiscrezione piuttosto curiosa: Darwin Airline, dopo aver sbaraccato a Foggia, non finirà la sua collaborazione con Aeroporti di Puglia poichè avrebbe già destinato uno dei suoi due aerei da 70 posti all’aeroporto di Palese per un nuovo volo di linea con Trieste. La voce – che al momento non trova conferme – si presta per il momento a qualche considerazione di troppo e forse anche fuori luogo, perchè dà fiato a chi sostiene che sia questo il prezzo pagato da Darwin ad Aeroporti di Puglia per aver potuto alzare i tacchi dal Gino Lisa con eccessiva solerzia, appena un mese dopo la scadenza del contratto di servizio. Secondo queste malelingue, inoltre, i 500mila euro di perdite che Darwin avrebbe accumulato soltanto nel primo mese di esercizio a libero mercato dal “Lisa”, sarebbero una somma «non veritiera» e, sostengono, «facilmente riscontrabile in base al numero di passeggeri imbarcati».

Si registrano intanto anche le prime iniziative del territorio (finalmente) per non abbandonare il Gino Lisa al suo oblio. Al momento si ragiona su progetti ancora fumosi, come l’ipotesi di acquistare aerei in leasing e di fantomatiche «collette istituzionali» in cui la Camera di commercio sarebbe già pronta a deliberare la somma di 400mila euro per finaziare le nuove tratte. La riunione di giunta è stata convocata per il 7 novembre (proprio il giorno dell’addio alla Darwin), in quell’occasione dovrebbe essere messa ai voti la proposta presentata già qualche tempo fa dalla componente del commercio e dei servizi di destinare tutte le spese extra, finora impiegate per finanziare sagre e cose varie, al solo scopo di rivitalizzare il trasporto aereo.

Continuano a piovere anche dichiarazioni più o meno interessanti sulla questione Gino Lisa: ha destato un certo rumore, ieri mattina, la definizione di «killer del Gino Lisa» rivolta dal consigliere regionale Dino Marino all’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola. Il consigliere regionale, Leonardo Di Gioia, invece si difende così dalla definizione di «nullafacenti» rivolta dal mondo politico locale agli undici rappresentanti foggiani a via Capruzzi: «Io sono un consigliere di opposizione e svolgo il mio ruolo nei limiti del mio mandato. Sono altri, quelli che stanno in maggioranza, che dovrebbero rispondere del loro operato».

Scintille anche fra l’assessore al Turismo, Silvia Godelli e Nicola Vascello, neocomponente di «Pugliapromozione» (agenzia della Regione) accusato di aver rivolto critiche feroci al governo Vendola per il Gino Lisa: «Dichiarazioni fuori del suo mandato», dice l’assessora.

Dopo le accuse del presidente Di Carlo, Adp lascia Confindustria

Colpo di coda o colpo di scena, la notizie resa nota ieri dal presidente di Confindustria, Pino Di Carlo (nella foto), è di quelle che lasciano in effetti un po’ spaesati: «Aeroporti di Puglia ha chiesto la cancellazione dall’elenco delle società iscritte alle associazioni confindustriali di Bari e Brindisi. L’indiscrezione mi è stata confermata dal presidente Montinari (Brindisi: ndr) ed ha lasciato perplessi un po’ tutti. Credo che tale decisione sia da mettere in relazione con le parole da me pronunciate qualche giorno fa a proposito dell’ingegner Domenico Di Paola».

Per il numero uno degli industriali foggiani quella di Aeroporti di Puglia sarebbe «una ritorsione in piena regola». «Ho chiesto le dimissioni di Di Paola – spiega Di Carlo – non perchè mi sia antipatico, ma solo perchè ritengo che per la complessità dei ruoli e delle relazioni assunte da una società divenuta così importante come Aeroporti di Puglia, la figura dell’amministratore unico non ha più ragione di esistere, la ritengo riduttiva rispetto a un consiglio d’amministrazione che saprebbe interpretare meglio le esigenze dei territori. Nulla di personale, ma se la reazione è questa io leggo nell’atteggiamento di Dipaola solo un intento vendicativo».

Aeroporti di Puglia, secondo quanto si vocifera in ambienti confindustriali, punterebbe a mettere in difficoltà la Confindustria foggiana rispetto alle altre sedi regionali. «Se è questo quello che pensano credo che si sbaglino – replica Di Carlo – anzi invito Aeroporti di Puglia a riporre le armi ed a ragionare sulle questioni concrete, la guida della società è una di queste. E invece ho l’impressione che l’unica urgenza di Dipaola sia solo quella di mettere i pullman su Foggia: una società di trasporto aereo che si occupa di pullman».

Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno del 20.11.2011

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Categorie: Generale, Novità, Rassegna Stampa