Ma il Gino Lisa non è un lusso. Lo scalo serve il primo polo turistico della Regione Non va abbandonato. E va allargata la pista

| 3 novembre 2011

La durissima querelle scoppiata a Foggia fra gli amministratori locali e qualche consigliere regionale, da un lato, e la Regione Puglia e la Seap, dall’altro, per il rischio ormai incombente di chiusura operativa dell’aeroporto Gino Lisa merita, a nostro avviso, la massima attenzione perché rischia di alimentare un mai sopito e forte malumore della Capitanata contro alcune scelte che – se pur non dettate da scelte esplicitamente baricentriche – tali tuttavia appaiono a chi governa quel territorio, o a chi ci vive.

Ora, a prescindere dall’intervento della Magistratura che valuterà quanto di sua competenza nella vicenda dei contributi alla compagnia aerea svizzera che assicurava il servizio, è bene ribadire (ancora una volta) che Foggia e il vastissimo bacino demografico che vi gravita intorno – dalla Sesta provincia pugliese alla Basilicata nord-orientale, dall’Irpinia al Basso Molise – hanno bisogno di collegamenti aerei che, partendo dal Gino Lisa, o anche dall’aeroporto di Amendola, colleghino questa grande area con alcune destinazioni realmente funzionali alle relazioni d’affari (e non solo) dei sistemi produttivi locali.

È appena il caso di ricordare poi – ma qualcuno a Bari spesso lo dimentica – che la provincia di Foggia è con il Salento il primo polo turistico della regione, avendo totalizzato le due province oltre 9 milioni di presenze negli ultimi due anni; dire allora a turisti che impiegano due ore di volo da Parigi e Londra atterrando a Bari che devono impiegarne altrettante per andare con la navetta da Bari-Palese a Vieste significa voler infliggere un colpo duro al turismo in quella provincia. Per non parlare poi degli arrivi – che non si traducono tuttavia automaticamente in presenze – a San Giovanni Rotondo per il culto di rilievo mondiale di San Pio. Sullo scalo di Foggia possono gravitare poi utenze dalla Fiat Sata di Melfi, dalla Barilla, presente sia in questa località e sia nel capoluogo dauno; e poi ancora dall’Alenia, dalla Sangalli a Manfredonia, dall’Ipzs nella città, dai grandi conservifici dell’Incoronata e dall’Università. Insomma, Foggia è la più popolosa città fra Bari e Pescara e fra Bari e Napoli, è un nodo ferroviario strategico, mentre la Capitanata è bacino cerealicolo e orticolo di rilievo nazionale, e nell’ultimo decennio è divenuta la capitale pugliese dell’energia da fonte eolica.

L’aeroscalo in quell’area, dunque, non è un lusso, anche se bisogna allungarne rapidamente la pista e portarvi altre compagnie, pur nella consapevolezza che dal 2013 cesseranno i contributi della Regione a tutti i vettori operanti anche negli altri aeroporti pugliesi. La sfida, allora, sarà durissima anche per Bari e Brindisi e, più in generale, per l’intera nostra comunità che dovrà dimostrare – se ci riuscirà – che dalle nostre parti è necessario (e piacevole) arrivare, a prescindere dagli incentivi sinora corposamente (e giustamente) elargiti dall’Ente Regione per favorire la conoscenza dei nostri territori.

 Fonte Corriere del Mezzogiorno del 3.11.2011

 

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , ,

Categorie: Curiosità, Generale, Novità, Rassegna Stampa