Le 8 menzogne di Aeroporti di Puglia sul “Gino Lisa”: le Risposte di “Mondo Gino Lisa”

| 26 ottobre 2011


 

1) AdP: “A Foggia non c’è mercato e non interessa le compagnie aeree”.
MGL: Falso. Il fax allegato dimostra che già da molto tempo le principali compagnie aeree erano interessate a Foggia, ma a causa dell’eterno problema della pista troppo corta, alla fine hanno sempre dovuto ripiegare su Bari.

2) AdP: “A Foggia non si sono fatti i numeri necessari, nonostante l’impegno profuso da qualche compagnia aerea super-finanziata”.
MGL: Falso. Totalizzare in un anno 80.000 passeggeri con UN SOLO AEREO DA 50 POSTI, significa che se quell’aereo avesse avuto 150 posti (IL MINIMO DI TUTTI QUELLI CHE “FANNO I NUMERI” A BARI E BRINDISI, che sono da 150 a 190 posti), i passeggeri sarebbero sicuramente stati 250.000. E se gli aerei fossero stati DUE (con le destinazioni “ragionate” proposte da MgL con i suoi sondaggi), sicuramente si sarebbero superati i 400.000 pax, ossia si sarebbe raggiunto lo stesso traffico di PESCARA con soli due velivoli e 7-8 destinazioni nazionali “ben pensate”. Far volare 50 o 150 persone ha infatti quasi lo stesso costo di 6.000-7.0000 eur per un volo FOG-MXP sola andata (per carburante, equipaggi ecc.), ma suddiviso su 150 persone paganti si hanno biglietti medi di 60-70eur per il velivolo grande, e 180-220 per quello piccolo. Questo, senza contare gli eventuali incentivi, e considerando che statisticamente la CURVA DI AUMENTO DEI PREZZI (legata al riempimento degli aerei) sale 3 volte più velocemente per il velivolo da 50 posti…

3) AdP: “E’ inutile allungare la pista a 1800m con 14 milioni di euro, perchè ne occorrerebbero 2800m, con una spesa superiore ai 50 milioni di euro”.
MGL: Falso. Come si vede dal Fax di Ryanair, la lunghezza di pista richiesta è di 2000m LDA (per l’atterraggio) per i suoi Boeing 737-800 da 189 pax. Inoltre, come si vede dall’elenco allegato degli aeroporti europei con piste tra i 1800 e i 2000m perfettamente funzionanti (e con 2-3 milioni di pax l’anno, tipo Aberdeen in Scozia), già 1800m permettono di volare con gli Airbus 319 da 150 pax (easyJet, AirOne, Alitalia, ecc.) e probabilmente anche con gli Airbus 320 da 180 pax (riducendo eventualmente un pò il peso del carburante imbarcato al decollo). La pista proposta dall’Ing. Bruno, in ogni caso, prevede 2000m di pista asfaltata, e quindi i 1800m effettivi “valgono” comunque di più, grazie ai 200m extra di spazio di sicurezza disponibile per gli eventuali atterraggi “lunghi e decolli “abortiti”.
La necessità dei 2800m di pista da subito, quindi, è solo un PRETESTO PER DIROTTARE SU BARI ANCHE I MISERI 14 MILIONI DI EURO STANZIATI PER L’ALLUNGAMENTO, DA LORO STESSI PROPOSTO E PROGETTATO 6 MESI FA!

4) AdP: “Sarebbero poi necessarie anche altre infrastrutture, come il nuovo terminal, la nuova torre di controllo, ecc.ecc. per un totale di oltre 100 milioni, troppi per un aeroporto fantasma”.
MGL: Falso. Tutte le cose elencate NON SONO NECESSARIE in una prima fase. Per iniziare a volare a Foggia, occorre solo ALLUNGARE LA PISTA AD ALMENO 1800m, con poca spesa e nel minor tempo possibile. Poi, se  il pubblico risponderà adeguatamente, si inizierà a pensare ad eventuali migliorie divenute man mano necessarie. IL VOLER FARE TUTTO E SUBITO IN MODO “FARAONICO”, è da sempre una prerogativa tutta barese, che ha portato a spendere a Palese MOLTO DI PIU’ DI QUELLO CHE SAREBBE STATO GIUSTO/NECESSARIO IN UN DATO MOMENTO. Un esempio lampante è lo spendere 30 milioni di euro per risistemare il vecchio terminal militare di Bari, in vista di un vanesio “Palese Terminal 2”, assolutamente NON GIUSTIFICATO dalla saturazione attuale del super-moderno terminal del “Carol Wojtyla”. Già solo dedicando (più correttamente!) quei 30 milioni al “Gino Lisa”, si sarebbero risolti tutti i problemi  dello scalo foggiano, e invece, come al solito, a chi tutto e a chi niente…

5) AdP: “Foggia è vicino a Bari, e col nuovo trenino diretto per Palese, si potrà arrivare a BRI in 55 minuti. Il “Gino Lisa” quindi non serve più e può chiudere”.
MGL: Falso. Per i cittadini di Foggia, questo al limite potrebbe anche essere vero (vedasi i milanesi che prendono il Malpensa Express), ma NON per il Gargano e tutta la possibile catchement area del “Gino Lisa”, che arriva fino a Potenza, Termoli e Campobasso. Inoltre, non dimentichiamo l’importanza di AVERE UN AEROPORTO COME FATTORE DI VISIBILITA’ INTERNAZIONALE, il famoso “puntino giallo” sulle mappe aeree europee e mondiali che ha portato altre località meno dotate della Daunia a divenire a sorpresa dei BIG del turismo internazionale. Se Foggia non c’è sulla mappa, è anche più difficile far pensare a chi atterra a Bari che 130-200 km più a nord ci potrebbe essere qualcosa di interessante da andare a vedere. Questo diventa particolarmente importante per la DESTAGIONALIZZAZIONE DEI FLUSSI TURISTICI ed il TURISMO “MORDI E FUGGI”, dove la gente consulta i siti di Ryanair, easyJet ecc. e dice “Ah qui non sono ancora andato, quasi quasi vado a farci un salto nel prossimo week-end lungo/ponte”. Questo è il turismo moderno degli “SHORT BREAK”, e senza un aeroporto (ben) funzionante nei paraggi, se ne viene inesorabilmente tagliati fuori.

6) AdP: “Per il turismo bastano i pullman estivi Gargano-Palese, oppure si potrebbe aprire Amendola al traffico dei cherter estivi“.
MGL: Falso. Ancora una volta, i vertici di AdP mostrano di parlare con scarsa cognizione di causa. Amendola non potrà MAI essere aperto al traffico aereo civile, come mostrano chiaramente i piani di sviluppo dell’Aeronautica Militare pubblicati su Internet. Essa è una delle sei basi MOB (Main Operating Base) destinate a rimanere strategiche nel prossimo futuro in Italia, anche e soprattutto per la presenza dei velivoli teleguidati “Predator”, incompatibili con qualsiasi coesistenza di voli civili / militari (come invece è accaduto ad es. a Trapani Birgi durente i recenti raid aerei sulla Libia). Aprire Amendola ai voli civili significherebbe declassificarlo fortemente a livello militare, cosa questa assolutamente da evitare per la Capitanata.
E nel caso dei pullman, bisognerebbe poi vedere quanto i turisti gradirebbero, dopo due-tre ore di volo, altre due-tre ore di pullman (salvo coincidenze ed imprevisti) per andare da Bari al Gargano…

7) AdP: “I soldi spesi a Foggia sono spesi male, meglio dirottarli su Bari e Brindisi, perchè lì con gli stessi soldi volano molti più passeggeri”.
MGL: Falso. Sarebbero spesi male se si smettesse ADESSO di investire sullo scalo dauno. Lasciare tutto così com’è adesso, sarebbe solo la CERTIFICAZIONE DI UN GRANDE SPRECO DI DENARO PUBBLICO, lasciando un lavoro largamente incompiuto (serve la pista!). Infatti, se queste sono (ed erano…) le intenzioni di AdP, perchè sono stati spesi tutti questi soldi al “Gino Lisa” negli ultimi 3-4 anni (circa 20 milioni di euro?):
– ampliamento piazzale aerei
– secondo raccordo in testata nord
– ammodernamento terminal
– realizzazione bar ed uffici turistici nel terminal
– realizzazione parcheggi autonoleggi esterni (con gabbiotto)
– rinforzo piazzale e vecchio raccordo in testata sud
– migliorie varie a segnaletica pista, illuminazione, radioassistenza
Che senso aveva fare tutte queste opere, se la prospettiva era quella di mollare tutto all’improvviso da lì a pochi mesi? Non sarebbe stato meglio DIRLO SUBITO TRE ANNI FA (O PIU’) QUELLO CHE SI E’ DETTO IN QUESTI GIORNI? Forse AdP NON E’ STATA CAPACE DI PIANIFICARE / PREVEDERE I SUOI INVESTIMENTI SU FOGGIA? O FORSE ALLORA NON NE AVEVA IL CORAGGIO?
Inoltre, si sa che finchè la pista da 1800m non sarà operativa, saranno necessari aiuti MOLTO PIU’ CONSISTENTI per permettere di volare con i piccoli aerei che la pista attuale consente… è il CONCETTO STESSO DI “AIUTO ALLO SVILUPPO” CHE PREVEDE CHE INIZIALMENTE SI POSSA ANDARE IN PERDITA… altrimenti che “aiuto” e che “sviluppo” sarebbe? Se ci fosse un ritorno economico più o meno certo, sarebbe un semplice INVESTIMENTO (sul presente) e non un AIUTO ALLO SVILUPPO = INVESTIMENTO SUL FUTURO.

8) AdP: “A Foggia un aeroporto non serve: non c’è il tessuto imprenditoriale/culturale che possa richiedere e giustificare uno scalo aereo. E non possiamo più permetterci, per campanilismo, un aeroporto ogni 100km”.
MGL: Falso. C’è un numero ENORME E SEMPRE CRESCENTE di giovani foggiani che emigra al Nord (o all’estero) prima per studio e poi per lavoro, e un aeroporto funzionante è INDISPENSABILE per mantenere i contatti con i parenti e gli amici che restano a Foggia. Perchè gli emigrati baresi/leccesi/napoletani/siciliani devono poter tornare dai loro cari quasi ogni week-end velocemente, con  poco stress e a prezzi modici, ed i Dauni NO? Questo è il TRAFFICO ETNICO, che compensa quello “business” che in effetti a Foggia è assente o quasi.
Quanto alla questione del CAMPANILISMO, il “Gino Lisa” fa eccezione a questa regola: si può parlare di CAMPANILISMO per casi come l’Aeroporto di Brescia – fortemente voluto/finanziato ed oggi caduto in disuso nonostante una pista da 3000m ed una dotazione di prim’ordine – ma non per quello di Foggia, che a causa dei suoi limiti strutturali NON HA MAI POTUTO ESPRIMERE, NEMMENO LONTANAMENTE, IL PROPRIO POTENZIALE.
Avere l’aeroporto a Foggia, infine, ha una PROFONDA VALENZA SIMBOLICA, in quanto:
– dà un senso di “futuro”, di essere in una terra dove qualcosa finalmente funziona
– può attrarre investimenti, anche stranieri (grazie a spazio e risorse a basso prezzo ed ora facilmente accessibili)
– “risarcisce” la città per i suoi 20.000 morti per i bombardamenti alleati del 1943, per conquistare proprio l’aeroporto e la stazione
– crea a Foggia nuovi posti di lavoro QUALIFICATI (hostess, tecnici, addetti aeroportuali, ecc.)
– diventa un HUB per il trasporto locale, permettendo di migliorare/ottimizzare i trasporti terresti su scala provinciale ed oltre.

Ma soprattutto, avere l’AEROPORTO FUNZIONANTE A FOGGIA RESTITUISCE ANCHE AI FOGGIANI UN PO’ DI FIDUCIA IN SE STESSI E NELLA PROPRIA TERRA, NELLE PROPRIE POSSIBILITA’ E CAPACITA’, E’ UN SIMBOLO CHE LI FA SENTIRE FINALMENTE UN PO’ FUORI DAL LORO ETERNO “ISOLAMENTO” DAL RESTO DEL MONDO.

Ed in un momento così cupo come quello che stiamo attraversando, tutto questo sarebbe forse ancora più importante.

 

Allegati:

Gino Lisa – Fax Ryanair (2002).pdf

Indagine su Aeroporti di easyJet e Ryanair a Pista Corta – V1.1.pdf

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