Voli, fallito l’ultimo tentativo la Regione non scuce un euro Darwin via il 7 novembre. Enti locali spiazzati, accuse ai consiglieri regionali

| 26 ottobre 2011

Atterrano in picchiata i voli della Darwin, dal 7 novembre si dissolveranno in una nuvola di rimpianti. La compagnia svizzera, come ampiamente annunciato, se ne va schiacciata (dicono a Lugano) dai costi di gestione troppi alti e dal crollo delle prenotazioni. Non ci sono soldi, dalla Regione alla compagnia (passando per i passeggeri), tutti piangono miseria per il momento difficile, ma non è questo forse il punto perchè i voli della Darwin sarebbero finiti comunque. A Bari (sponda Aeroporti di Puglia) hanno sempre considerato troppi i 18 milioni spesi per finanziare un’esperienza condannata dai numeri: appena 70mila passeggeri il tetto massimo toccato, anche se in crescita. Il contributo (comunitario) era stato concesso dalla Regione tre anni fa, ma ai tempi c’era ben altra euforia e poi la Regione per giustificare i forti investimenti su Bari avrebbe dovuto far cadere qualche briciola sui territori confinanti. Anche se 18 milioni in tre anni non sono briciole. Finisce così per l’ennesima volta l’esperienza dei voli di linea a Foggia e chissà se ci sarà una prossima volta. Ora i sindacati temono per i posti di lavoro nello scalo e per quel po’ di indotto (bar, taxi) che era stato faticosamente creato in questi anni di voli pagati dalla Region e. Ieri in Camera di commercio gli amministratori foggiani avevano facce scure e nessun argomento plausibile a giustificare un palese insuccesso che gli appartiene tutto intero, prima di pensare alle presunte omissioni regionali. Non c’era alcuno dei consiglieri regionali eletti in Capitanata e il segretario della Cisl, Emilio Di Conza, ci ha tenuto a farlo notare: «Non possono sfuggire alle loro responsabilità: dove sono? Cosa hanno fatto?». Il sindaco, Gianni Mongelli, ha parlato di «eventualità da evitare», e intanto la compagnia ritirava già i collegamenti. «Sarebbe un colpo mortale per la nostra economia, una ricaduta d’immagine negativa sul nostro territorio», le sue parole con un filo di voce. Il primo cittadino si è espresso come se la cosa fosse ancora in progress. Non è chiaro a questo punto se abbia avuto precise garanzie dalla Regione su un contributo in extremis per la Darwin (si era parlato di 1,5 milioni, ma l’assessore Pelillo ha risposto picche), oppure se la sua sia la speranza degli irriducibili. Mongelli ha chiesto «contributi per tenere in piedi i voli fino all’allungamento della pista (2014: ndr)», poi ha virato sulla mozione politica: «La Regione non avra i soldi per quest’anno, ma nel 2012 per il Gino Lisa dovranno uscire». E poi è stato fatto cenno (il presidente della Provincia, Antonio Pepe) a una «lettera da far partire oggi pomeriggio (ieri: ndr) alla Regione: non si può pensare di tenere l’ae roporto aperto senza voli». Insomma per gli amministratori nulla sarebbe ancora perduto, ma intanto ieri abbiamo assistito a una situzione avvilente per la Capitanata: loro che si arrampicavano in conferenza stampa su cosa si potrebbe fare e l’am ministratore unico di Aeroporti di Puglia, Di Paola, che era in un’altra ala dell’edificio a parlare di bus con gli operatori del Gargano, senza nemmeno volersi affacciare in sala giunta. Zanasi dice che «tutto è precipitato dopo il 5 agosto, quando la Regione non ha fatto sapere più nulla delle sue intenzioni: Darwin avrebbe ancora potuto modificare il suo piano operativo», in riferimento alla richiesta fatta due anni fa dal presidente Vendola di fare di Foggia l’aeroporto di riferimento della Puglia per i Balcani. Ma sono tante le omissioni della politica locale, ieri è andata in scena una rappresentazione plastica del pressapochismo con il quale è stata affrontata la ripresa a regime dei collegamenti aerei. Mai il Gino Lisa nella sua lunga storia aveva assicurato voli per un periodo così lungo, ma che i numeri sarebbero stati deboli lo si sapeva dall’inizio: bisognava allora costruirci sopra una rendita di posizione, fare in modo che questa partita non fosse solo Foggia a giocarla. Chi ci ha pensato? Si poteva, ad esempio, estendere l’influenza del Gino Lisa al suo vasto hinterland (dal Sannio al Molise), promuovere un piano di marketing. Nulla, non è stato fatto nulla: perciò ora non serve a nulla piangere sul latte versato.

Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno del 26.10.2011

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Categorie: Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Novità, Rassegna Stampa, Storico