Le premesse per i voli charter dal Gino Lisa «a questo punto ci sono tutte»

| 23 giugno 2011

Lo dicono gli albergatori di Vieste, convinti che i dati di affluenza sul Puglia Airbus la navetta della Regione che collega ogni giorno l’ae roporto Giovanni Paolo II di Bari con la capitale garganica rappresentino un ottimo biglietto da visita per i tour operator che considerano i charter turistici dal Lisa ancora antieconomici.

Finora sulla navetta sono saliti 2190 passeggeri (dal 5 maggio al 21 giugno), il «90% sono turisti scesi da un aereo a Palese per raggiungere il Gargano», informa Diego Petruccelli, responsabile strategia e pianificazione di Aeroporti di Puglia. I turisti che hanno utilizzato la navetta (costo 20 euro a tratta) provengono quasi tutti da paesi del Nord Europa, dato che coincide con il rilevante flusso di turisti danesi e norvegesi riscontrato quest’anno.

Ma va rilevato che Bari non ha alcun collegamento con capitali scandinave, mentre ha voli diretti con quasi tutti i principali aeroporti tedeschi e con Londra. Aeroporti di Puglia non ha elementi per ritenere che questi turisti decollino dalla Germania o dall’Inghilterra, ma a questo punto è plausibile pensare che i turisti norvegesi prima di arrivare a destinazione prendano almeno due aerei oltre poi a sobbarcarsi le tre ore di navetta prima di giungere a destinazione.

Il collegamento diretto da Bari con gli hub di Monaco di Baviera e Zurigo rafforza comunque questa ipotesi. Gli albergatori foggiani restano tuttavia perplessi sulla logistica. «La navetta l’abbiamo voluta noi – ricorda Rossella Falcone, presidente di Gargano Mare – ringraziamo l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola, per la disponibilità manifestata però è una richiesta che abbiamo fatto noi proprio perchè riteniamo che il Gargano senza collegamenti aerei sarebbe completamente fuori mercato.

Ma i dati del Puglia Airbus rafforzano in noi la convinzione che ci siano le condizioni per attivare collegamenti charter dal prossimo anno dal Gino Lisa, perchè è quello il nostro aeroporto di riferimento». Conti alla mano però il Gino Lisa non riuscirà a essere competitivo con aerei fino a un massimo di 70 passeggeri. Oltretutto un ipotetico volo Oslo-Foggia durerebbe almeno tre ore, i costi lieviterebbero e di conseguenza anche i pacchetti a questo punto poco convenienti per i tour operator anche per una clientela «sicura» qual è considerata ormai quella proveniente dai paesi scandinavi . A questo punto potrebbero intervenire gli albergatori viestani per coprire i costi eccedentari (si calcola intorno al 30% del prezzo medio del pacchetto).

L’idea è stata ieri esaminata durante la borsa del turismo dagli albergatori di Gargano Mare: «Se riusciamo a confezionare pacchetti per almeno 1520 collegamenti charter da maggio a settembre con base l’aeroporto di Foggia, potremmo ammortizzare il contributo per i voli eliminando gli sconti che solitamente pratichiamo durante i periodi di bassa stagione», la proposta ventilata ieri. Sui tempi però siamo già in ritardo, dal momento che i tour operator chiudono i cataloghi per il prossimo anno entro luglio. La sensazione dunque è che non se ne farà nulla con i charter sponsorizzati dagli albergatori garganici, almeno per l’estate 2012. Anche se i dati di Puglia Airbus invitano a osare.

Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno del 23.06.2011

Una lettura attenta di quest’articolo evidenzia ancora una volta la necessità di comprendere come l’aereo sia diventato, ai giorni nostri, l’unico mezzo di trasporto che possa rispondere alle esigenze dei vacanzieri, che hanno pochi giorni a disposizione per le proprie ferie estive.

Ma gli stessi turisti cercano sempre di più mete competitive sia in termini di bellezze paesaggistiche, ma anche di strutture e collegamenti che devono rispondere alle esigenze di oggi. Purtroppo nel Gargano siamo un po’ indietro da questo punto di vista.

È quantomai necessario comprendere come la soluzione ai problemi non possa essere sempre trovata mettendo “pezze a colori”, poichè il rischio che si corre è che gli stessi turisti, dopo la prima esperienza, non saranno più disposti a tornare. Chi ci guadagna in tutto questo?

Che cosa vogliamo intendere con queste parole? Beh, semplicemente che l’idea di istituire un collegamento automobilistico che, in tre ore e quarantacinque minuti, collega l’Aeroporto di Bari a Peschici Calenella possa per certi versi essere una pura follia. Perchè? Semplice. Stiamo confrontando quasi quattro ore di viaggio su gomma rispetto a circa due ore in media di aereo di un turista che parte dalla Germania, dalla Svizzera o dal Nord Europa che sia per raggiungere il Gargano… Il quesito che segue è ovvio: ma lo stesso turista non fa prima a scegliere un’altra meta (vedi il Salento, la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, ecc…) che gode di collegamenti aerei (e terrestri) sicuramente migliori?

Se pensiamo, invece, ad un turista italiano: sarebbe disposto a farsi un’ora e mezza di volo per Bari e poi circa quattro ore di pullman per il Gargano? Non farebbe prima a fare tutto il viaggio in automobile?

Vi starete domandando dove vogliamo arrivare con questa critica. La risposta è ovvia. Se si vuole davvero investire sul turismo nelle nostre zone, bisogna fare esattamente ciò che gli stessi albergatori dichiarano nell’articolo che avete letto: istituire collegamenti aerei, in particolare voli charter, direttamente dal Gino Lisa. Solo così si può essere competitivi! L’idea di istituirli direttamente dall’anno prossimo, magari investendo nel supportare i relativi costi più alti, sarebbe davvero un esempio di intelligenza imprenditoriale.

Perchè parliamo di “investimento”? Perchè così facendo si farebbero “assaggiare” le nostre terre per mezzo di collegamenti competitivi (quali un aereo che decolli e atterri da Viale degli Aviatori e navette che in un ora e mezza massimo portino sul Gargano). Il successo sarebbe assicurato, non ci sono dubbi su questo. In tale maniera, gli stessi turisti sarebbero poi disposti a ripetere l’esperienza anche negli anni a seguire, quando sicuramente avremo una struttura aeroportuale migliore e capace di supportare velivoli più convenienti. È questo il guadagno! Ovvero il ricavo che si avrà negli anni a seguire.

Dimostrazione lo sono gli stessi numeri indicati nell’articolo come “ottimi”. Noi invece ci permettiamo di dire che evidenziano la non competitività dell’idea dei pullman Gargano to reach! Si parla di 2.190 passeggeri trasportati dal 5 maggio al 21 giugno. Nessuno ci vieta di fare due semplici calcoli. Ogni giorno sono 10 le corse (tra andata e ritorno) che collegano al Gargano. Sono effettuate con pullman di circa 50 posti. Nei 48 giorni di riferimento, potevano essere trasportati 48 x 50 x 10 = 24.000 turisti, ma ne hanno viaggiato solo 2.190, ovvero il riempimento medio è stato pari a circa il 9.13%. Questo dato può definirsi un successo? Oppure è definibile come l’evidenza che la domanda di turismo sul Gargano esiste e come (soprattutto dal Nord Europa), ma l’idea dell’Aeroporto di Bari è – come dicevamo – una follia?

Ci auguriamo, dunque, che l’idea dell’intervento degli albergatori della nostra provincia per iniziare a sostenere i costi diventi davvero realtà. Daremmo finalmente la giusta svolta all’economia locale e sarebbe un esempio di vera realtà imprenditoriale, quella che da altre parti sanno bene che cosa sia. Sarebbe il caso di conoscerla anche noi.

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Categorie: Generale, Rassegna Stampa, Trasporti e Collegamenti

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