Di Paola: «Siamo arrivati ai 2.000 metri per preservare lo scalo da nuove aggressioni»

| 13 maggio 2011

L’aeroporto avrà la pista più lunga, ma rischia di perdere i voli se al 30 settembre non verrà trovato un accordo con la compagnia Darwin. E’ questo, in estrema sintesi, l’ennesimo paradosso in cui si trova oggi il Gino Lisa. Le diplomazie sono al lavoro per trovare una soluzione, Darwin collabora, ma si parte sempre dal presupposto che bisognerà programmare u n’altra stagione con aerei da 50 posti. Eterno limite dello scalo foggiano, quello della pista.

Il futuro però è dietro l’angolo, bisogna solo non farlo scappare. Ai primi del 2012 cominceranno i lavori per l’allung amento, durata prevista un anno e mezzo. La «fase di mezzo» dei voli senza contributo pubblico (o comunque non nella dimensione attuale, circa 100 euro a passeggero) dovrà durare dunque quasi due anni. Aeroporti di Puglia e gli enti locali devono insomma inventarsi qualcosa per gestire senza danni questo momento di trapasso.

Per il momento lo scalo incassa la buona notizia del progetto di ampliamento. Manca ancora il via libera del consiglio comunale, ma dovrebbe essere un passaggio formale. La notiziona dell’allungamento è però un’altra: il Lisa del futuro avrà 1800 metri operativi, ma in prospettiva si potrà ragionare sui 2000 metri già disponibili. Il progetto per il momento li prevede solo di asfalto (per renderli effettivamente utilizzabili bisogna rinforzare il sottopista), sono però una linea di credito ulteriore per le potenzialità dell’aeroporto dauno.

Ingegner Domenico Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia, come siete arrivati a questa soluzione che in passato era ritenuta pura utopia?

«E’ stata una lunga elaborazione, sono intervenuti fatti importanti come il passaggio a una progettazione più di dettaglio. Siamo arrivati a queste conclusioni nel momento in cui il sindaco Mongelli ci ha chiesto una decisione rapida e sicura per salvaguardare la sopravvivenza del trasporto aereo in Capitanata. Incrociando le risorse disponili con il miglior progetto possibile, abbiamo presentato questa ipotesi condivisa con gli altri enti».

Siamo però al paradosso di un aeroporto che sarà ampliato, anche oltre le legittime aspettative dei foggiani, ma rischia di restare senza voli.

«Un problema severo che stiamo esaminando. Il 30 settembre per noi è domani, con la compagnia Darwin stiamo facendo un’analisi tecnicoeconomica tenuto conto dei risultati di riempimento degli aerei in questi due anni e mezzo. La Darwin punta su Foggia, ma naturalmente non vuole rimetterci. L’allungamento della pista sarà importante, significa anche preservare l’aeroporto da ulteriori aggressioni. Io spero di portare aerei tipo l’Airbus A319 (150 passeggeri circa: ndr), di riempirlo di compagnie e di turisti. Ma dobbiamo lavorare duramente prima di questo traguardo».

In questa strategia come spiega l’estensione delle opportunità di collegamento su Bari verso il Gargano?

«Mio interesse è mettere anche l’aeroporto di Bari al servizio della Capitanata: il numero di voli in origine è talmente vasto che non si può restringere l’interesse dei foggiani solo sul Gino Lisa. E’ una strategia articolata, a inizio 2013 con il treno da Foggia e biglietto unico contiamo di collegare anche il capoluogo con l’aeroporto di Palese»

È vero che state pensando di mandare in pensione il nome «Gino Lisa», a vantaggio di «Gargano»?

«Lo sento per la prima volta, comunque sarà il territorio a deciderlo. Il cambio del nome non aiuta, l’aeroporto va identificato all’origine».

Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno del 13.05.2011

Permetteteci una nota editoriale che non vuole essere una polemica, ma semplicemente una constatazione. Nella prima domanda, il giornalista Levantaci chiede a Domenico di Paola il motivo per cui per anni Aeroporti di Puglia ha sempre sostenuto che la pista del Gino Lisa non potesse essere allungata, mentre oggi un loro progetto prevede l’allungamento a 2000 metri, e non solo 1800… Un progetto «molto simile» – queste saranno le parole che ascolterete questa sera su Radio Master e che verranno pronunciate dall’Ingegner Antonio Bruno, il firmatario del progetto – allo studio di fattibilità di allungamento a 2000 metri che Mondo Gino Lisa ha sempre sostenuto e reso noto da più di due anni (oltre ad averlo inviato proprio ad Aeroporti di Puglia).

Ci domandiamo tutti se non è stato proprio il nostro studio ad aver dimostrato che per anni si siano dette tante inesattezze – chiamiamole così, ndr. – e l’evidenza dei fatti e i dati alla mano dimostravano invece che la pista potesse essere allungata… Per chi non sapesse di che cosa stiamo parlando, troverete una sezione tecnica sul nostro sito cliccando qui.

Ma l’importante è che il Gino Lisa possa crescere, per questo ricordiamo anche che il nostro studio prevede anche un secondo step: la possibilità di passare da 2000 metri a 2500 metri agendo verso Sud, sotterrando la tangenziale – come del resto hanno fatto per l’aeroporto di Forlì e stanno per fare in quello di Lugano – e annettendo un grande terreno libero e incolto presente oltre tale arteria. Il tutto senza abbattimento di civili costruzioni…

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Categorie: Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Novità, Pista, Rassegna Stampa