Bruno: «La pista del Gino Lisa sarà lunga 2000 metri, di cui 1800 operativi». Di Carlo: «a questo punto non c’è più bisogno della pista ortogonale»

| 10 maggio 2011

«La pista del Gino Lisa sarà lunga 2000 metri, di cui 1800 operativi». Sono soltanto alcune delle parole che potrete ascoltare venerdì pomeriggio alle 18.10 su Radio Master nell’appuntamento settimanale con Mondo Gino Lisa. A pronunciarle è stato l’intervistato Antonio Bruno, Ingegnere foggiano di Aeroporti di Puglia che ha firmato e presentato, giovedì 5 maggio alle 17:00, presso il Comune di Foggia, il progetto di allungamento della pista del “Gino Lisa” che, dunque, a giorni dovrebbe diventare di pubblica conoscenza.

Una data ed un informazione importante che deve esser chiara a tutti: adesso l’iter va portato avanti il prima possibile e bisogna evitare che, come già accaduto in passato, progetti come questo possano rimanere chiusi nel cassetto per poi svanire. Il dibattito in Consiglio Comunale, il successivo passo di questo iter, non può durare più di uno, massimo due mesi… E i foggiani devono saperlo…

Vi possiamo assicurare che l’intervista sarà molto interessante e metterà fine alle querelle fatte in questi mesi, soprattutto ci sarà la risposta alla domanda su quali aerei e quali compagnie aeree potranno atterrare a Foggia. Inoltre, ci saranno tanti altri dettagli tecnici che porranno termine alle troppe “chiacchiere” – perdonateci il termine – dette da molti. Troverete conferma a quanto Mondo Gino Lisa ha sempre sostenuto, soprattutto sull’argomento pista e sviluppo dell’aeroporto.

Nell’attesa di venerdì pomeriggio per la puntata su Radio Master, a cui ovviamente dedicheremo ampio spazio, vi proponiamo un articolo comparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi 10 maggio 2011, nel quale il giornalista Massimo Levantaci propone la seconda parte della sua intervista allo stesso protagonista, l’Ing. Bruno.

Novità per il futuro dei trasporti. Il progettista Antonio Bruno alla «Gazzetta»: «Abbiamo ridotto al minimo i costi per gli espropri» Il progetto esecutivo presentato al Comune per l’allungamento della pista del Gino Lisa prevede novità importanti per il futuro del trasporto aereo in Capitanata. La pista sarà allungata fino a 2000 metri anche se in una prima fase verrà utilizzata fino a 1800 metri; non è prevista, inoltre, alcuna demolizione di fabbricati che cingono l’area aeroportuale. L’ingegner Bruno alla Gazzetta: «Abbiamo abbattuto i costi per gli espropri».

Nel frattempo, un addio alla pista ortogonale. Pino Di Carlo (Confindustria): «Con Aeroporti di Puglia un gioco di squadra. A questo punto non c’è più bisogno della pista ortogonale» Il progettista: «Nel giro di qualche anno potranno decollare anche i grandi aerei »

Dal progetto esecutivo per l’allungamento della pista del Gino Lisa, quasi fosse il vaso di Pandòra, vengono fuori novità clamorose destinate a mettere in fuga le tante voci circolate in questi mesi (alcune allarmistiche, come le case da abbattere) ed a ribaltare idee, congetture e progetti coltivati per un decennio come la vagheggiata pista ortogonale. La lunghezza della pista attuale che sarà portata a 1800 metri operativi, avrà di fatto una lunghezza complessiva di oltre duemila metri così da rendere il Gino Lisa potenzialmente adeguato al traffico di aerei senza limitazioni di capienza. E’ una novità enorme, destinata a modificare radicalmente il futuro del piccolo scalo dauno e in prospettiva il trasporto aereo locale.

Ciò è stato possibile grazie ai minuziosi studi topografici effettuati in questi mesi dalla squadra di tecnici di Aeroporti di Puglia, che hanno passato ai raggi X l’area scalo e i suoi confini martoriati da molte costruzioni abusive. La necessità era quella di ridurre i costi per gli espropri, la voce che rischiava di assorbire una quota rilevante dei 14 milioni di euro erogati dalla Regione per finanziare i lavori.

Così come stanno le cose invece la spesa per gli espropri inciderà solo sui 15 ettari che saranno acquisiti alla causa del «nuovo Gino Lisa», ma non verrà abbattuta una sola costruzione, almeno queste le intenzioni. A dirlo è l’in gegner Antonio Bruno, il progettista foggiano responsabile del procedimento di Aeroporti di Puglia, che ha seguito da vicino tutte le fasi dell’elabo razione del progetto esecutivo che giovedì scorso è stato consegnato al protocollo del Comune per essere ora approvato dal consiglio comunale.«

Grazie alle indagini riferisce Bruno alla Gazz etta eviteremo di abbattere tutti i fabbricati, soprattutto quelli a Nord della pista (verso tratturo Camporeale: ndr) che ci davano i maggiori grattacapi. I 1800 metri pienamente operativi li otterremo a prescindere dalle penalità esistenti anche a Sud della pista (testata 33 verso la tangenziale: ndr).

Queste entreranno in gioco, e dunque bisognerà buttarle giù, soltanto quando si deciderà di rendere operativa l’in tera striscia d’asfalto di 2000 metri. I 200 metri in più non ci serviranno per garantire la piena funzionalità dello scalo, dal momento che per i charter possono bastare in questa prima fase 1800 metri.

Ma i 2000 metri stanno lì, pronti per entrare in gioco quando le nuove esigenze dello scalo e dei passeggeri lo richiederanno: a quel punto conclude Bruno bisognerà cambiare anche la categoria dell’aeropor to». La soluzione trovata per la pista esistente viene condivisa dal presidente di Confindstria, Pino Di Carlo, che aveva lanciato l’idea di un progetto di finanza per realizzare la pista da 2000 metri interno campo, alternativa a quella attuale. «A questo punto confida Di Carlo visto che possiamo ottenere i 2000 metri anche dalla vecchia pista è chiaro che quel progetto di finanza decade. In questi mesi – aggiunge il presidente di Confindustria – abbiamo seguito da vicino l’evolversi della situazione e devo riconoscere che con Aeroporti di Puglia è nato un bel gioco di squadra che mi auguro possa andare lontano».

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Categorie: Generale, Lo stato dei fatti sul Gino Lisa, Novità, Pista