Al Convegno FILT CGIL Mongelli: «Dobbiamo evitare di chiudere lo scalo», Minervini: «Gino Lisa priorità assoluta», Summa (AdP): «lavori per aerostazione già iniziati, ma allungamento solo a gennaio 2013», Di Carlo: «15 mln di euro una briciola rispetto a 1 mld per Bari»

| 19 marzo 2011

Si è tenuto nella mattinata di ieri, 18 marzo 2011, il Convegno “Infrastrutture nel sistema della mobilità”, organizzato da FILT CISL, in cui hanno partecipato diversi esponenti del mondo dei trasporti in Capitanata, tra i quali l’Assessore Regionale Minervini (di cui vi abbiamo proposto l’intervista in esclusiva con Mondo Gino Lisa), il Sindaco di Foggia Mongielli, il Direttore Amministrativo di Aeroporti di Puglia Patrizio Summa, Pino Di Carlo Presidente dell’Associazione degli Industriali di Capitanata e il Presidente di Ferrovie del Gargano. Tema del convegno appunto il futuro dei trasporti nella Capitanata, come sistema dell’intera Puglia.

Il convegno si è aperto con un’apprezzatissimo discorso di Giovanni Occhiochiuso, Segretario generale della Federazione dei Trasporti della Cgil di Capitanata, al quale è spettata la relazione introduttiva nel congresso “Infrastrutture nel sistema della mobilità”, di cui potete leggere una sintesi qui.

Punto focale del convegno anche l’Aeroporto di Foggia. Cerchiamo brevemente di riassumere il pensiero degli intervenuti.

Sintetico il discorso del Primo Cittadino foggiano, Gianni Mongelli: «dobbiamo assolutamente evitare che per allungare la pista del nostro aeroporto si possa pensare di chiudere lo scalo. Sarebbe gravissimo perché si perderebbe la fidelizzazione dei passeggeri, il rapporto che si è andato consolidando in questo anno con le compagnie aeree. Dunque presto i lavori, con l’aeroporto in piena attività». Per Mongielli, dunque, sul “Gino Lisa” si deve procedere in breve periodo all’allungamento della pista, senza compromettere le attività di volo, e pensare in medio periodo alla realizzazione di una pista trasversale.

Minervini, invece, ha apprezzato – come del resto i suoi predecessori intervenuti al convegno – la relazione di Occhiochiuso e ha “tirato le orecchie” alle amministrazioni locali per non aver valorizzato abbastanza o presentato alla Regione alcune scelte strategiche già in atto nel settore della logisitica e dei trasporti, come la piattaforma Lotras a Borgo Incoronata. In merito al “Gino Lisa”, per Minervini non c’è dubbio sulle priorità nel compiere le operazioni per l’allungamento della pista. Affermazioni confermate nella stessa intervista realizzata da Mondo Gino Lisa, nella quale la sintesi è stata: «va bene discutere di diverse ipotesi, ma non perdiamo più tempo, passiamo dalle parole ai fatti».

È intervenuto anche Pino Di Carlo, il Presidente dell’Associazione degli Industriali di Capitanata. Con un discorso sicuramente più concreto tra quelli dei vari esponenti che vi hanno partecipato, Di Carlo ha evidenziato come l’intera Capitanta, grazie al Gargano e a perle come Vieste, riesce a catalizzare un numero di turisti che rende la provincia di Foggia prima in Puglia e tra i primi posti in Italia per numero di affluenze. Sulla base di queste considerazioni per Di Carlo non si può mettere in dubbio la strategicità di un aeroporto funzionante come il “Gino Lisa”, il quale oggi non ha la possibilità di accogliere i velivoli utilizzati per voli turistici e di linea/low cost, come quelli da circa 150 posti. «Mi sorprendo come si possano creare tanti problemi per soli 15 milioni di euro, necessari a realizzare l’allungamento della pista, quando per Bari sono stati spesi 1 miliardo di euro per un passante ferroviario dalla stazione all’aeroporto. Stiamo parlando di 15 milioni contro 1 miliardo di euro. Sicuramente, credo sia più prioritario allungare la pista del “Gino Lisa”». Di Carlo è stato sicuramente colui che ha concretamente evidenziato lo stato dei fatti. «Mi dispiace che a questo tipo di appuntamenti il Dottor Di Paola – Amministratore Unico di Aeroporti di Puglia, ndr. – non sia mai presente. Evidentemente è sempre pieno di impegni». Questa la polemica – che noi di Mondo Gino Lisa ci sentiamo di appoggiare – che Di Carlo ha lanciato nei confronti della Società che gestisce i quattro scali pugliesi.

E proprio a risposta di questa polemica, due sono state le note stonate in tutto l’intervento. La prima quella del Segretario Generale della Filt Puglia, Riccardo Zotti, il quale, in piena contraddizione al senso del discorso del suo collega foggiano Occhiochiuso fatta minuti prima, risponde: «mi sento di sottolineare che gli aeroporti pugliesi sono quattro. Non tutti però hanno o avranno la possibilità di dedicarsi al traffico civile. In questi giorni a Taranto stanno cercando di riaprire l'”Arlotta” al traffico passeggeri, ma quello è uno scalo che avrà un futuro di sole merci. Bari e Brindisi sono fuori discussione. Bisogna ancora vedere se il “Gino Lisa” ha un futuro nel traffico civile. Sicuramente quattro aeroporti sono tanti per la Puglia». Affermazioni che hanno evidentemente creato disorientamento per chi nel pubblico è stato attento a cogliere i vari interventi. Parole chiare ed evidenti di come in Puglia si pecchi ancora molto di “Bari-Centrismo”.

A seguire il discorso di Patrizio Summa, Dirigente Amministrativo di Aeroporti di Puglia, il quale suona la seconda nota stonata. Il suo discorso inizia con una sorta di rassicurazione: «contrariamente a quanto molti pensano, Aeroporti di Puglia ha già iniziato i lavori necessari al recupero della piena attività del “Gino Lisa”. In questi giorni, ad esempio, sono partiti i lavori per l’ampliamento dei parcheggi delle automobili, oltre ad aver quasi terminato quello per gli aeromobili. Ma ci sono diverse altre cose da dover fare. Ci sono diverse attività necessarie all’operatività dello scalo che oggi sono ancora un onere per Aeroporti di Puglia. Mi riferisco al sistema antincendio, in mano ad una ditta che paghiamo e non al Corpo dei Vigili del Fuoco, come avviene a Bari e Brindisi. Oppure alle operazioni di dogana, oggi pagata a singolo intervento, oppure alla torre di controllo che chiude alle 20 e di cui bisogna pagare gli straordinari per i voli di rientro da Malpensa a mezzanotte». Un discorso ai limiti dell’insensato, come se le decisioni di operare in questo modo siano dipese da fattori esterni e non proprio da scelte che la stessa Aeroporti di Puglia ha fatto in passato, in un processo che ha portato solo alla penalizzazione dell’Aeroporto di Foggia determinando l’assenza di voli al posto di una promozione di uno scalo da essa stessa gestito – vedi un esempio su tutti il fax Ryanair per richiedere di volare su Foggia nel 2002.

«Capisco l’entusiasmo per il “Gino Lisa” che sicuramente dovrà crescere, ma bisogna fare i conti con i numeri. L’Aeroporto di Foggia ha registrato l’anno scorso solo 71 mila passeggeri. Adesso non lo voglio confrontare con Bari, ma almeno con Brindisi. Lì sono stati più di un milione. Ecco la differenza». Un’affermazione il cui senso è nuovamente difficile da trovare, ma che evidenzia con oggettività l’errata visione di Aeroporti di Puglia nei confronti dello scalo di Viale degli Aviatori. Volendo fare realmente i conti, l’anno scorso ad operare è stata una sola compagnia aerea, con sole tre tratte e aerei da 50 passeggeri. Per cui, ogni mese erano trasportabili in media 8.400 passeggeri, che in un anno fanno 100.800. E allora 71.882 passeggeri diviso 100.800, se la matematica non è un’opinione, fa un riempimento dei voli pari a circa il 71%! Per non parlare poi dei prezzi dei biglietti… Bari e Brindisi hanno fatto questi risultati? E se li hanno fatti, con quali prezzi di volo, con quante compagnie e quante destinazioni? Lì opera Ryanair, Easyjet, ed esiste una concorrenza tra aziende aeree…

Con questo discorso, Aeroporti di Puglia – che è “genitore” dei quattro aeroporti pugliesi – si è dimostrata come un papà che ha tre figli: un adulto, l’Aeroporto di Bari, un adolescente, quello di Brindisi, e un bambino che ha appena iniziato a camminare, quello di Foggia. Il papà allora ha detto al pubblico: «mio figlio più piccolo ha appena iniziato a camminare. Si è bravino, ma mio figlio adolescente è molto più bravo, lui riesce a correre più veloce e a coprire distanze più lunghe!». Sicuramente vi chiederete il senso di questa frase. In realtà il non senso risiede nel non senso dell’affermazione di Summa. Il “Gino Lisa” ha una serie di handicap e di fattori che non gli permettono di competere con gli altri scali e nemmeno di essere confrontato! In primis la pista, gli aereomobili utilizzabili, le compagnie che vi possono accedere. Anzi, un bravo papà avrebbe dovuto dire: «sono contento di mio figlio adolescente che sa correre veloce, ma sono orgoglioso di mio figlio più piccolo che, nonostante abbia appena iniziato a camminare, sta raggiungendo degli ottimi risultati!».

Il discorso di Summa raccoglie in sè una terza contraddizione. Se la stessa Aeroporti di Puglia ha – finalmente – ammesso che il problema del “Gino Lisa” è la pista, perchè si sta pensando a dare priorità ai parcheggi?

Al termine dell’intervento, lo stesso Summa afferma: «il progetto di allungamento della pista è in fase di ultimazione, poi dovrà essere presentato, si dovrà fare la gara ed infine inizieranno i lavori. Non penso che si inizi a colare l’asfalto prima dell’inizio del 2013». Ancora un’assurdità, dunque. Circa due anni per soli 300 metri di asfalto! Perchè, invece, la nuova Aerostazione di Bari è stata costruita più o meno nello stesso tempo? Sono tempistiche inaccettabili e paragoni che, quando vengono fatti, vengono delineati, da chi si sente preso in causa, come non validi.

Per concludere, bisogna dare merito a chi ha organizzato questo tipo di intervento, poichè tali appuntamenti servono molto al territorio a permettere la collaborazione tra i vari Enti e raggiungere un accordo comune. Lo stesso merito va anche a chi prende sul serio queste iniziative. Nel corso della giornata si è evinto chi ha serie intenzioni e chi invece prende ancora i problemi alla leggera.

Accogliamo anche noi il pensiero di Minervini sulla necessità di non perdere più tempo a discutere su questioni inutili o di secondaria importanza alla crescita dello scalo e sulla priorità nell’iniziare subito, non tra due anni, i lavori di allungamento della pista. Essa è l’unica vera possibilità che ha l’Aeroporto di Foggia per crescere e svilupparsi nel migliore dei modi. Altre soluzioni alternative, allo stato dei fatti, sono solo dei modi per mescolare ancora le carte ed evitare che Foggia possa realmente fare “scopa” nel mercato dell’aviazione civile!

L’invito è per chi opera ed ha l’autorità regionale e locale per gestire un bene che è della collettività. La storia recente ci ha insegnato quante cose sono state ingiustamente “scippate” a Foggia, ma oggi i venti sono cambiati e non sono più quelli di una volta. Il “Gino Lisa” deve avere le stesse possibilità che hanno avuto i suoi “fratelli maggiori” in passato, perchè anche Foggia, come le altre provincie, è parte integrante della Puglia! Altrimenti non ha senso parlare di “Sistema Puglia”. E non si può affermare: «sorrido quando sento parlare di Grande Salento o di Moldaunia». Se si arriva a pensare a queste ipotesi, un motivo di fondo ci sarà. Ma i foggiani in realtà vogliono essere pugliesi a tutti gli effetti, e lo hanno dimostrato ampiamente riempiendo gli aerei!

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