Come sviluppare il sistema del trasporto pubblico locale intorno al Gino Lisa

| 11 gennaio 2011
Vi proponiamo un altro degli studi svolti da Francesco Di Cristofano, riguardante lo sviluppo del trasporto pubblico locale rivolto allo sviluppo dell’Aeroporto Gino Lisa di Foggia.

In attesa dell’avvio del cantiere per l’adeguamento strutturale del Gino Lisa, occorre focalizzare l’attenzione su alcune tematiche che al momento appaiono secondarie per lo scalo dauno ma una volta resosi concreto la possibilità di ospitare aeromobili più capienti, avranno un’importanza strategica per lo sviluppo del nuovo Gino Lisa. Tra di queste c’è sicuramente lo snodo cruciale dei trasporti da e per lo scalo dauno.

Al momento visto il ridotto traffico generato, la domanda di trasporto da e per lo scalo è soddisfatta per di più dal mezzo proprio e dalla navetta Gino Lisa Air Bus. Un domani, che ci auguriamo sia quanto più possibile prossimo, occorrerà prendere in considerazione come collegare lo scalo al suo territorio di riferimento che come abbiamo più volte ripetuto, si estende ben oltre i confini amministrativi della provincia di Foggia.

Non dobbiamo dimenticare che, sebbene la possibilità di uno scalo all’interno della provincia costituisca un salto di qualità notevole in tempi e distanze da percorrere per raggiungere altri aeroporti, la provincia di Foggia sia di fatto una microregione a causa della sua notevole estensione. E’ infatti la seconda provincia per estensione in Italia con ben 6.966 Km [1].

Occorre giungere preparati all’apertura al grande traffico civile pianificando la rete del trasporto pubblico locale ponendo il Gino Lisa al centro della rete dei trasporti.

In Italia infatti uno dei problemi strutturali degli aeroporti è proprio la penuria di collegamenti pratici e celeri che spesso ha conseguenze nefaste per gli scali in termini d’appeal commerciale: il contestato piano Enac attribuisce a questo deficit un ruolo chiave nel complessivo disequilibrio economico di molti scali a rischio chiusura.

Va tenuto conto ad esempio che sono ancora poche le realtà aeroportuali italiane dotate di collegamento ferroviario (Malpensa, Fiumicino, Palermo, Pisa, Ancona, Torino e, dal 2012, Bari) e può considerarsi emblematico il caso dell’hub lombardo il cui collegamento ferroviario (Milano Cadorna) è stato realizzato alcuni anni dopo l’avvio dello scalo mentre il collegamento con Milano Centrale è stato inaugurato da pochi giorni.

L’argomento e quindi tutt’altro che secondario e va affrontato, almeno in fase analitica, ben prima della conclusione dei lavori per l’allungamento della pista. La possibilità di realizzare un collegamento ferroviario è impraticabile a causa della distanza tra l’attuale rete ferroviaria e il sedime aeroportuale a meno di sobbarcarsi costi inammortizzabili.

Dall’altro canto la posizione geograficamente strategica del Gino Lisa (centralità rispetto al suo bacino d’utenza, vicinanza al centro del capoluogo, prossimità d’arterie a scorrimento veloce) si presta a bene a soluzioni ugualmente razionali ma molto meno costose. Tenendo conto degli inevitabili vincoli di bilancio, bisogna quindi optare verso una soluzione che permetta di integrare in equilibrio economico l’esigenza di trasporto verso il Gino Lisa con la rete di trasporto pubblico locale/interregionale attuale. Data la vastità dei territori della Capitanata e del Gargano le distanze da coprire in termini di tempo da/per le principali località non sono trascurabili: poter contare su un collegamento diretto senza interscambio vuol dire risparmiare notevoli quantità di tempo. Questa esigenza è particolarmente gradita per i flussi turistici (“balneari” e religiosi) che il Gino Lisa si appresta ad asservire, tanto da poter rappresentare un’arma di promozione commerciale in più per gli operatori turistici locali.

A Foggia confluiscono dalla provincia e dalle regione limitrofe un notevole numero d’autolinee le quali potrebbero deviare la loro corsa in avvicinamento/allontanamento dal capoluogo transitando così da Viale degli Aviatori ed espletando fermata presso l’aerostazione. La deviazione di corse già esistenti avrebbe conseguenze molto limitate in termini d’aggravi monetari per i vari gestori: sulla base di queste considerazioni abbiamo provato a simulare una riorganizzazione del TPL che inglobi il Gino Lisa tra gli snodi strategici dell’area.

Abbiamo diviso le destinazioni possibili in 3 categorie, che ricalcano (con qualche piccola variazione per necessità di sintesi) la nomenclatura territoriale provinciale.

AREA LOCALITA’ SERVITE LINEE GESTORE E QUADRO ORARIO
Gargano Rodi Garganico Foggia-Peschici Ferrovie del Gargano (leggi)
Peschici
Vieste Foggia-Vieste Sita (leggi)
Mattinata
San Giovanni Rotondo Foggia-San Giovanni Rotondo Sita (leggi)
Monte Sant’Angelo Foggia-Monte Sant’Angelo Sita (leggi)
Capitanata Lesina Foggia-Termoli ACAPT (leggi)
Apricena
San Severo
San Severo Foggia-Peschici Ferrovie del Gargano (leggi)
Manfredonia Foggia-Vieste Sita (leggi)
Foggia-Monte Sant’Angelo Sita (leggi)
Cerignola Foggia-Cerignola Ferrovie del Gargano (leggi)
Ortanova
Lucera Foggia-Campobasso Sita (leggi)
Molise
Campania
Basilicata
Campobasso Foggia-Campobasso Sita (leggi)
Termoli Foggia-Termoli Acapt (leggi)
Lacedonia Foggia-Napoli CLP (leggi)
Napoli
Melfi Foggia-Potenza Sita (servizio sostitutivo ferroviario) (leggi)
Potenza

Sulla base di queste considerazioni una rappresentazione grafica dei trasporti dell’area in futuro potrebbe essere questa (clicca sull’immagine per ingrandirla):

Nel caso d’autolinee con numerose frequenze giornaliere non sarebbe necessario deviare verso o prolungare tutte le corse verso Viale degli Aviatori, sarebbe sufficiente focalizzarsi sulle corse che arrivano o partono a Foggia nelle fasce orarie commercialmente più strategiche per le compagnie aeree (primo mattino e tardo pomeriggio), a cavallo dei fine settimana,delle festività e sopratutto nel periodo estivo. Nel concreto possiamo fare una simulazione prendendo l’autolinea Foggia-Campobasso. Un’ipotesi di quadro orario riadattato potrebbe essere il seguente:

AUTOLINEA SITA FOGGIA-CAMPOBASSO (quadro orario modificato)
CAMPOB. autostaz. 6.10 14.10 FOGGA stazione 6.20 14.20
Toro bivio 6.30 14.30 FOGGA stazione 6.35 14.35
Pietracat. bivio 6.35 14.35 LUCERA centro 7.05 14.50
Riccia bivio 6.37 14.37 Motta bivio 7.20 15.20
Volturara bivio 6.47 14.47 Volturara bivio 7.38 15.38
Motta bivio 7.05 15.05 Riccia bivio 7.48 15.48
LUCERA centro 7.20 15.20 Pietracat. bivio 7.50 15.50
FOGGIA aeroporto 7.55 15.55 Toro bivio 8.05 16.05
FOGGIA stazione 8.10 16.10 CAMPOB. autostaz. 8.15 16.15

All’interno della mappa del TPL è stato posto un collegamento che al momento non esiste (linea viola) denominato TERRAVISION [2]. Come molti sapranno questo tipo di linee sono un network di collegamenti ad hoc tra alcuni aeroporti e località considerate strategiche per gli scali. Originariamente queste tratte sono nate per collegare gli scali secondari utilizzati delle low cost (Ryanair in primis) con le città principali (come la tratta Firenze-Pisa) in coincidenza con gli arrivi e le partenze dei voli. Il servizio, che è al di fuori del Regno Unito è espletato localmente da diversi gestori, viene poi venduto ai passeggeri con forti sconti direttamente dalle compagnie aree.

A differenza degli altri collegamenti durante il percorso si effettuano solo poche fermate strategiche permettendo una connessione “da punto a punto” veloce e senza interscambi. Nel periodo Giugno-Settembre un tipo di servizio simile si presta bene per il turismo classico del Gargano: permetterebbe di coprire la distanza tra il Gino Lisa e Vieste/Peschici con una connessione diretta “bypassando” anche il transito dal capoluogo.

La linea CLP per Napoli potrebbe anch’essa contribuire a dirottare i passeggeri della Campania orientale verso il Gino Lisa, ricordando che l’autolinea già transita oggi a pochi metri dall’aerostazione senza espletare fermata (come le linee d’autobus per Potenza). Al momento le fermate che questa linea espleta sono in prossimità dei caselli autostradali di Lacedonia e Candela (A16). Si potrebbe per alcune corse ipotizzare di aumentare le fermate integrando ad esempio i caselli autostradali di Grottaminarda e Avellino Ovest.

Tra le località interessabili dal collegamento diretto con il Gino Lisa vanno segnalate San Giovanni Rotondo con il suo flusso costante di pellegrini.

Nella mappa per necessità di sintesi non sono state inserite tutte le autolinee provinciali che servono località, come quelle del Sub Appennino, potenzialmente interessate da una connessione aeroportuale: al di fuori delle località principali l’utilità di queste deviazioni andrebbero valutate sul campo.

Il prolungamento del capolinea sul Gino Lisa delle autolinee suddette permetterebbe all’abitato di Foggia una frequenza di collegamenti con lo scalo notevole, lasciando all’ATAF il compito di integrare la tratta con corse urbane nelle fasce orarie dove la frequenza si riducesse. In questo modo si potrà garantire il collegamento con lo scalo anche ai passeggeri che arrivino a Foggia via treno.

L’attuale servizio Puglia Air Bus così come concepito (collegamento Foggia-Palese) andrebbe in pensione. Potrebbe però evolversi in una piattaforma di trasporto da e per lo scalo dauno mantenendo l’infrastruttura web di prenotazione ed una specifica tariffazione. In pratica ognuna delle autolinee interessata dalle deviazioni rappresenterebbe per l’utente finale una linea Puglia Air Bus pur nell’esercizio normale.

Le aspettative per l’adeguamento del Gino Lisa sono molte ma occorre pianificare con criterio una rete di collegamento valida. L’esperienze d’altri scali ci affermano che senza trasporti adeguati la capacità di attrarre passeggeri e sopratutto turisti si riduce con conseguenze negative per i bilanci. Per il Gino Lisa a regime è lecito attendersi un numero di passeggeri/anno compreso tra i 500.000 e 1.000.000 con picchi stagionali: senza un’adeguata rete di TPL movimentare un simile flusso di viaggiatori per molteplici località porterebbe a caos e a disservizi con ripercussioni negative per l’immagine di tutta l’area.

L’ aeroporto di Foggia non deve diventare solo una valida alternativa al treno o all’auto per le località del Nord Italia: visti gli investimenti in gioco deve produrre un ritorno economico per tutta l’area interessata. Ritorno economico che si traduce in attrattiva turistica e quindi in opportunità di business per le imprese turistiche e per l’indotto da esse generato. Nelle critiche fasi di start up il Gino Lisa dovrà da subito avviarsi ad un percorso d’equilibrio economico,e per realizzare ciò occorrerà fare di tutto per incrementare i passeggeri in transito ed una rete di TPL efficiente può essere un valido strumento per lo sviluppo dello scalo. Aumentare i passeggeri mette in moto un circolo virtuoso che partendo da maggiori coefficienti di riempimento porta a nuove compagnie, a nuove rotte e a nuovi passeggeri.

A tal proposito nella mappa è stato inserito il futuro collegamento ferroviario con l’aeroporto di Bari (FM2) che dovrebbe partire nel 2012 [3]. Insieme al Gino Lisa questo tipo di collegamento permetterà una migliore promozione turistica di tutta l’area nord pugliese. L’opzione di poter compiere itinerari articolati all’interno della regione, con arrivo in uno scalo e partenza da un altro, incontrerà sicuramente le tendenze del turismo moderno.

Francesco Di Cristofano


[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Province_d’Italia

[2] http://www.terravision.eu/

[3] http://il.youtube.com/watch?v=Gino LisaS8&feature=related

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , , , , , , , , ,

Categorie: Generale, Novità, Pareri, Studi sul Gino Lisa, Studi tecnici & Info, Trasporti e Collegamenti