Il 2011 è l’anno delle risposte per il Gino Lisa

| 6 gennaio 2011

Il 2011 è l’anno delle risposte ultimative: bisognerà investire su nuove rotte, ampliare l’offerta di incoming dagli altri scali Voli, nuovo balzo 71mila passeggeri. Il 2010 si chiude in crescendo, ma c’è il nodo Darwin. Potrebbe chiamarsi «aeroporto San Pio», un’operazione intelligente a fine turistici. Questi i punti chiave.

Si chiude con il botto, e non poteva essere diversamente, il 2010 per i collegamenti dal «Gino Lisa». Già negli ultimi mesi lo scalo aveva fatto registrare perfor mances importanti con incrementi del 40 e del 37 per cento a settembre e ottobre rispetto ai corrispondenti mesi del 2009 quando i passeggeri foggiani pagarono dazio al fallimento della compagnia Myair. Su scala annuale la crescita del traffico passeggeri era stata del 9,2% nel periodo gennaioottobre 2010, annullato anche l’incerto inizio dei mesi di gennaio e febbraio scorsi quando la flessione era scesa al di sotto dei 5mila biglietti. Alla fine la percentuale complessiva segna un incoraggiante +5,3% che sostanzialmente suggerisce due spunti di riflessione: il traffico aeroportuale a Foggia può contare su uno zoccolo duro di utenti aeroportuali che abitualmente viaggiano in aereo (il codeshare con Alitalia ha accentuato questa tendenza); i risultati, anche se positivi da un anno all’altro, non sono ancora paragonabili a quelli di uno scalo che abbia i mezzi per tirare avanti con le proprie forze. Da questo punto di vista è diventato quantomai necessario promuovere u n’adeguata azione di marketing che spinga di più sul traffico dei voli charter. Il 2011 è l’anno delle risposte ultimative.

A ottobre scade il contratto con la compagnia Darwin Airline che oggi intasca a titolo di contributo pubblico su ogni passeggero «foggiano» circa 80 euro (erano 97 nel 2009). Prima domanda: senza quel contributo Darwin troverà ancora conveniente investire su Foggia? Bisognerà anche scogliere i nodi legati all’allung amento della pista (leggi specchio a fianco), il problema dei problemi dal quale dipende la maggiore operatività dello scalo di viale Aviatori.

Gli aerei da 50 posti della Darwin hanno viaggiato, specie nei mesi estivi, con una percentuale di riempimento vicina all’80%. Si può fare di più, ma quand’anche si riuscisse a viaggiare con 50 passeggeri a bordo su ogni tratta l’obiettivo di rendere lo scalo foggiano competitivo non sarà ancora raggiungibile. Ecco perciò la necessità di investire su nuove rotte, ampliare l’offerta di incoming perchè sono ancora pochissimi i passeggeri che sanno di potersi imbarcare a Malpensa o Torino per raggiungere Foggia e da qui il Gargano o il santuario di San Pio.

Finora non è stata promossa alcuna azione di marketing a vantaggio del territorio, su questo punto è arrivato il momento che gli enti locali così come i consorzi degli albergatori garganici facciano la loro parte. Si rende insomma necessaria u n’azione di supporto del traffico passeggeri per puntellare i voli della Darwin (che si è confermata compagnia seria e attendibile) e incoraggiare nuove compagnie ad affacciarsi sulla pista del Gino Lisa. Finora i tentativi di Aeroporti di Puglia non sono andati a buon fine, ma la ricerca non è conclusa e c’è ancora un anno davanti.

Nel 2011 e probabilmente nell’anno successivo bisognerà mettere a punto strategie di difesa dei voli così da rendere il passaggio agli aerei più grandi (130 passeggeri) il più naturale possibile quando saranno completati i lavori di prolungamento della pista. Appare intelligente anche l’intuizione del comitato presieduto dal commissario dell’Ap t , Nicola Vascello, di cambiar nome al “Lisa” rendendolo più riconoscibile attraverso il marchio “San Pio”: finora lo hanno appiccicato sui gelati, sui vivai e persino nella ristorazione, ma identificare lo scalo con l’imma gine del santo più venerato del mondo sarebbe la vera operazione utile. Sui dati in positivo mette l’ac cento il consigliere regionale Giannicola De Leonardis secondo il quale «i 71.881 passeggeri sono la conferma dell’utilità di u n’infrastruttura in grado di soddisfare un bacino d’utenza molto vasto che abbraccia tutta la Capitanata e si estende fino al Molise, Basilicata e Campania senza creare alcuna sovrapposizione con lo scalo di Bari Palese».

Per riflettere: nel 2009 sono stati 68.228 i passeggeri.E’ stata comunque la prima performance importante per il «Gino Lisa» nonostante il crollo di Myair. Nel 2010, dunque, l’incremento è stato del +5,3%. Il dato è su base annua, ma negli ultimi mesi lo scalo ha fatto registrare punte di crescita del 9%, soprattutto nei mesi estivi.

Fonte La Gazzetta di Capitanata del 6.1.2011

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Categorie: Compagnie Aeree, Dati passeggeri, Generale, Novità, Rassegna Stampa, Sviluppo